Musica e arte sulle tracce di Mozart per restare umani

«Seeds_I play with Mozart» è un viaggio attraverso la rotta Balcanica percorsa “al contrario”, dall’Italia alla Grecia. Un viaggio a bordo di un camper allestito a studio di registrazione alla ricerca di musicisti e artisti talentuosi incontrati lungo il percorso nelle città, nei villaggi e nei campi di rifugiati. Un viaggio che vuole esprimere un sogno: spargere semi di speranza attraverso il linguaggio universale dell’arte.

Il risultato di questo viaggio sarà un documentario del viaggio e un disco intitolato «Seeds».

Isaac de Martin è un musicista e compositore italiano che nel 2015 incontra Alaa Arsheed, violinista e compositore siriano rifugiato in Italia.

«Ho conosciuto Alaa durante un concerto insieme, nel 2015, e da lì abbiamo cominciato a condividere progetti e sogni. Tra quei sogni, Alaa mi dice che gli piacerebbe girare l’Europa in camper e continuare ad incontrare persone attraverso la musica, ci penso un po’ e da lì gli propongo l’idea di tracciare un percorso per rendere la sua speranza realtà: un viaggio dal cuore dell’Europa fino alle porte del continente».

seeds I play with Mozart Alaa Arsheed

Isaac inizia così a raccontare del progetto che lui e Alaa hanno presentato al Festival del giornalismo di Perugia nel 2017, un viaggio che ripercorrà i passi della rotta balcanica, tragitto fondamentale nello scenario dell’attuale politica internazionale per il massiccio numero di migranti che la percorrono per cercare asilo in Europa.

«Questo progetto» continua Isaac «è nato con l’intento di abbattere le frontiere e unire le persone attraverso un linguaggio universale come quello rappresentato dall’arte stessa. Lo scopo del viaggio è profondo, ma anche molto semplice. Ci imbatteremo in persone che stanno scappando e che hanno abbandonato le loro ambizioni nella vita e i loro sogni,  ed è per questo che noi vorremmo ricordare che il talento non va messo da parte, che anche in una situazione che appare come grigia e desolante c’è ancora qualcuno che si interessa alla bellezza. È una sorta di benvenuto che si distingue dal resto. Vogliamo stimolare le persone a nutrire le proprie aspirazioni attraverso l’arte e ricordare loro che nonostante non ci sia la libertà di muoversi, la libertà interiore donata dall’arte non può essere tolta da nessuno».

La ricerca di artisti che vorranno collaborare al progetto avverrà essenzialmente in due modi: gruppi locali disposti a contribuire e persone che vivono nei campi profughi sparsi lungo il percorso.

Seeds è supportato da UNHCR, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, che lungo tutto il tragitto  metterà in relazione il team con i campi, presentando il loro progetto e invitando artisti, ma non solo a farsi avanti, per partecipare alla produzione del disco o ad una “semplice” intervista da inserire nel documentario.

Ad ogni tappa verrà piantato un seme, un albero di mele. «La simbologia del seme è una simbologia che mi piace molto, non per niente il progetto porta proprio il nome Seeds» spiega Alaa «è qualcosa che ti connette con la natura: i semi creano vita. Chi scappa dalla guerra ha bisogno di ricordare che tutti gli uomini sono semi che si spostano alla ricerca della vita. Vita contro la guerra, vita contro le bombe che esplodono da tempo immemore a causa dell’uomo. È compito dello stesso essere umano rinascere come fanno i semi. Abbiamo scelto l’albero di mele per il legame personale che ho con questo frutto, infatti quando abitavo in Siria,vivevo in un paesino circondato dalle colture di mele e ricordo sempre con gioia quest’immagine delle mie origini. Gli alberi poi cresceranno e daranno frutti, vivranno per anni e testimonieranno il nostro percorso e il percorso di tutte queste persone che lasciano la loro casa in cerca della vita».

seeds I play with Mozart Alaa Arsheed

Seeds_I play with Mozart è dunque un progetto che mira ad essere portatore di bellezza, pace e fratellanza. Un viaggio che «io, Isaac e le persone che lavorano al progetto» segue Alaa «vorremmo far diventare un’opportunità per congiungersi attraverso la musica e l’arte, combattendo una battaglia di bellezza contro qualcosa di disumano come la sofferenza e la guerra. Anch’io sono scappato da una situazione di violenza, ma durante questo viaggio cercherò di connettermi come uomo, come artista e vorrei dimostrare che tutti possono farlo. La mia esperienza di musicista è un valore aggiunto alla relazione con l’altro e questo è il mio messaggio».

I due musicisti hanno lanciato una campagna di crowdfunding molto importante per coprire il costo del camper, delle attrezzature e delle spese di viaggio. Un’opportunità per tutti di prendere parte in qualche modo a questo viaggio, piantando un seme di speranza e restando umani.

«Perché ciò che conta» conclude Alaa  «è che tutti gli esseri umani sono abitanti della stessa Terra».

 

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Anna Toniolo

Anna Toniolo, nata a Mirano (VE) il 1/marzo/1994. Studentessa al terzo anno di Scienze Politiche, Relazioni internazionali e Diritti Umani all’Università degli Studi di Padova. Viaggiatrice e curiosa incallita, giornalista in erba per passione, combatto per la verità e la giustizia per vocazione. Su SocialNews alimento la mia passione per il giornalismo e la scrittura, alimentando la mia attitudine verso la giustizia e facendo del mio meglio per trasmetterla a chi legge. Cosa sono per me i diritti umani? Sono il filo rosso che unisce ogni essere umano, sono ciò che ci dovrebbe sempre ricordare che, anche se diversi, siamo tutti uguali. Bandite le discriminazioni. 

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