Meme: nuovo metodo di comunicazione?

meme definizione che cos'è

Chiunque di voi possieda un account social si sarà imbattuto in un meme e potrebbe anche averlo condiviso senza rendersene conto. Ma di cosa si tratta e perché è diventato così popolare? In breve, per meme intendiamo un tormentone che si diffonde in maniera virale e spontanea sul web. Può trattarsi di un’immagine, una frase, un video, una foto molto spesso divertente, stupida o sciocca.

Possiamo considerarlo solamente come un atto ricreativo oppure rappresenta un fenomeno ben più complesso? É possibile studiarlo per capire meglio la nostra società e il mondo di internet?

Origine e viralità dei meme

Ricordate l’immagine di Trump che mostra la sua collezione di Pokémon, il gatto che sembra sempre arrabbiato o Massimo D’Alema che fa una faccia buffa? Ecco, quelli sono tutti meme, ma il concetto non è così ovvio e se pensate che si tratti di un’invenzione degli ultimi anni vi sbagliate di grosso.

Relativamente recente, il termine “meme” è stato coniato per la prima volta nel 1974 dal biologo americano Richard Dawkins. Nel suo libro “Il gene egoista” descrive il meme come un modello cognitivo o comportamentale che può essere trasmesso da un individuo ad un altro. Poiché l’individuo che ha trasmesso il meme continuerà a portarlo, la trasmissione può essere interpretata come una replica. Questo processo di auto-riproduzione, chiamato ciclo di vita memetico, porta alla sua diffusione in un gruppo crescente di persone. Si definisce, quindi, il meme come un replicatore, simile in tal senso al gene.

L’etimologia deriva dal greco “mimema” e significa imitazione o duplicazione, oggi anche in senso di replicazione genetica e non, come molti interpretano erroneamente, dal latino “memento”, nel senso di “ricorda questo”. Insito nel nome c’è quindi il concetto della trasmissione di un’idea da una mente ad un’altra.

Nel corso degli anni e con l’avvento di internet il significato del termine è inevitabilmente cambiato. Lo riconosce lo stesso Dawkins: “L’idea del meme è mutata e si è evoluta in una nuova direzione. Un meme di internet è un dirottamento dell’idea originale. Invece di mutare tramite un principio di casualità, prima di diffondersi come una forma di selezione darwiniana, i meme sono alterati deliberatamente dalla creatività umana.”

I meme sono quindi in continuo mutamento, rappresentano un’idea sotto forma di contenuto multimediale che può essere condivisa e modificata a piacere da chiunque abbia un accesso ad internet.

Non si può parlare di meme senza introdurre il concetto di viralità.

I social network distribuiscono meme senza interruzione in ogni momento della giornata. La maggior parte degli utenti di Facebook visualizza o condivide almeno un meme al giorno.

Si può pensare che siano a tutti gli effetti dei contenuti virali, ma in realtà è vero solo in parte.

Pensate a quando vi trovate la bacheca intasata da una stessa immagine condivisa fino all’esasperazione dai vostri amici. Si può dire che quell’immagine ormai sia diventata virale poiché ha raggiunto un pubblico particolarmente vasto e veicola un messaggio che ha la capacità di diffondersi rapidamente tramite la sua condivisione, proprio come un virus. Questi hanno vita breve, un picco di popolarità che però non si mantiene nel tempo. Un esempio concreto è Il video musicale Gangnam Style di Psy che ha raggiunto quasi tre miliardi di visualizzazioni su Youtube ma per cui l’interesse è scemato rapidamente. Spesso succede anche che la viralità modifichi la natura del contenuto. Ciò è successo con la Ice Bucket Challenge, una campagna di sensibilizzazione lanciata daIla ALS association (associazione americana contro la SLA). Nata per raccogliere fondi, si è trasformata in una sfida tra amici a suon di secchiate d’acqua ghiacciata. I meme seguono lo stesso principio di diffusione ma hanno una longevità maggiore. Questo è dovuto all’interazione dinamica tra i membri di una cultura digitale partecipativa. Ognuno può far proprio un meme e modificarlo, rendendosi partecipe e creatore di quella cultura.

Questo grafico, ricavato dal sito Google Trends, dimostra come nel corso degli anni l’argomento meme, nelle ricerche online, abbia continuato a diffondersi.

La loro capacità di resistenza è probabilmente dovuta alla facilità con la quale si possono riprodurre e diffondere. Prova di questa capacità è data, ad esempio, dalla categoria dei macro meme, ovvero una tipologia di meme caratterizzato da una figura e una frase, ed è dimostrato molto efficacemente dal sito www.memegenerator.net, che permette agli utenti di modificare e salvare, appunto, macro-immagini. Una delle maggiori comunità in cui vengono condivisi i meme è 9GAG. Nel dicembre del 2015 aveva raggiunto 164 milioni di visitatori. Qui si possono trovare meme per tutti i gusti, suddivisi per categoria e ognuno può votare i suoi preferiti.

L’importanza che assume questa comunità è sottolineata anche da Henry Jenkins, studioso di media e comunicazione: Una cultura partecipativa è una cultura con barriere relativamente basse per l’espressione artistica e l’impegno civico, che dà un forte sostegno alle attività di produzione e condivisione delle creazioni e prevede una qualche forma di mentorship informale, secondo la quale i partecipanti più esperti condividono conoscenza con i principianti. All’interno di una cultura partecipativa, i soggetti sono convinti dell’importanza del loro contributo e si sentono in qualche modo connessi gli uni con gli altri (o, perlomeno, i partecipanti sono interessati alle opinioni che gli altri hanno delle loro creazioni).”

Dalla “ristretta” cerchia di siti quali 4chan e 9GAG, negli ultimi anni si è venuto a creare un crescente interesse anche sui social media come Facebook, Twitter, Tumblr, Reddit, a riprova di una comunità in continua crescita, costituita da esperti di internet e non, che riesce a influenzare in tal modo una larga fetta della società.

Ormai è possibile scaricare sul proprio smartphone apposite app per creare meme anche con l’uso di foto appena scattate, il che introduce la possibilità di “elevare” al livello di comunicazione di massa anche momenti, episodi e persone prima relegati in una sfera del tutto personale o familiare.

Il privato diventa pubblico, il particolare assurge a generale, con una contaminazione reciproca che spiega bene determinate evoluzioni della comunicazione nell’era del digitale.

Meme: nuovo metodo di comunicazione      

meme socialnews                   

Se pensate ancora che non sia un argomento degno di nota vi farà piacere scoprire che esiste anche una disciplina che studia il fenomeno dei meme, la memetica. Anche se considerato ancora uno studio semi-formale essa indaga i modelli evolutivi sul trasferimento di informazioni, di conoscenza e delle preferenze culturali basati sull’intuitivo concetto di meme.

Le applicazioni possono essere le più varie in ambito sociologico, scientifico e di marketing.

Meme e politica: un binomio innovativo?

Non è trascurabile l’ondata di meme che ha coinvolto la sfera politica. Da Trump, Bernie Sanders e Obama a Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, sono molti i politici ad essere stati soggetti di meme satirici online.

Che questi movimenti possano influenzare in qualche modo l’opinione pubblica e avvicinare anche i giovani a tematiche politiche non sembra essere un’idea assurda. Un esempio concreto è quello di Martin Schulz. La continua diffusione di “The Schulz” su Reddit è indice di un interesse che potrebbe sfociare in una popolarità importante per le prossime elezioni. In questo modo si finisce per fare pubblicità gratuita e ce l’ha dimostrato anche Trump che è stato, e continua ad essere, uno dei soggetti preferiti della satira tramite questo nuovo mezzo e che lo ha sicuramente aiutato a raggiungere una fama ancora maggiore.

Nell’ultimo periodo i meme sono stati utilizzati anche per campagne pubblicitarie online da famose aziende (Molinari, Unieuro e Netflix per citarne alcune.). A riprova del fatto che sono entrati nelle case di tutti e incidono sulla quotidianità. Ad averlo capito a proprie spese è stata Zara, l’azienda di abbigliamento spagnola, che è stata costretta a ritirare un capo dal mercato proprio a causa di un meme. Incriminata una gonna con il disegno di una rana molto simile a “Pepe the Frog”, meme che è stato erroneamente condannato come simbolo nazista.

La possibilità di trasformare i meme, di crearne di nuovi, la facilità con cui si può comunicare tramite di essi e i campi che influenzano li rendono un fenomeno di massa, importante e da non sottovalutare.

Il meme rappresenta un nuovo metodo di comunicazione in un mondo, quello di internet, privo di barriere rigide sia linguistiche che artistiche. Crea un legame sociale e culturale tra le persone che mai come oggi partecipano attivamente alla sua creazione. É un mondo un po’ strano, con le sue regole. Dietro ad ogni immagine, anche se apparentemente superficiale o di basso impatto intellettuale, si cela la trasmissione di un’idea, un processo di connessione tra varie culture.

Certo, non è un concetto semplice da spiegare ai non nativi digitali, probabilmente il metodo migliore per capirlo è averne un’esperienza diretta. La prossima volta che vedrete un meme o lo condividerete ricordatevi che oltre a farvi una risata starete contribuendo allo sviluppo di un nuovo metodo di comunicazione.

 

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