La comunicazione può fare la differenza: “Amalo qualsiasi cosa faccia, purché non sia violento!”

Una campagna pubblicitaria contro la violenza sulla donna creata e messa a disposizione della collettività

di Michel Mucci

E’ indirizzata alle donne, e non solo, la campagna pubblicitaria “Amalo qualsiasi cosa faccia”. Si tratta di uno spot contro la violenza sulle donne, una violenza infame per la sua componente fisica ed anche psicologica. Troppo spesso la violenza si nasconde in seno al nucleo familiare o si giustifica attraverso dinamiche amorose e si sottovaluta. Secondo l’ISTAT, ben il 35% della popolazione femminile mondiale ha subito una violenza fisica o sessuale dal proprio partner o da un’altra persona. Un dato davvero poco rassicurante. Letto assieme alle cifre sul femminicidio, rende l’idea dell’importanza del fenomeno, una vera e propria piaga della società moderna. In questo quadro nasce la campagna di un’agenzia della bella Conegliano, terra di vini e arte della provincia di Treviso.

Come scriveva, ormai cinquant’anni fa, l’economista italiano Gino Zappa: “all’interno del mercato globale e locale, le imprese non hanno, infatti, un’esistenza a sé stante, ma sono enti che vivono e agiscono in un tessuto sociale che comprende vari soggetti, tra cui spicca sicuramente una società civile”. Si parla, infatti, di CSR, corporate social responsibility, la responsabilità sociale d’impresa. Ed è appunto l’attenzione verso la società e l’importanza assunta dalla comunicazione che spingono Massimo Mazzarini e sua figlia Giulia a costruire il progetto “StudioGenius per il Sociale”.

Vediamo con loro di cosa si tratta.

DONNA ESEC

Cara Giulia, innanzitutto, puoi raccontarci qualcosa di voi e del vostro progetto sulle campagne sociali?

Certo, Studiogenius è un’agenzia di pubblicità e comunicazione con sede a Conegliano. Ci occupiamo di pubblicità da quasi 30 anni. Con questo strumento abbiamo aiutato produttori, commercianti ed enti. Abbiamo contribuito al successo di manifestazioni di sport, cultura, arte e musica. Questa volta abbiamo pensato più in grande, nel nostro piccolo, decidendo di offrire un contributo alla società. “Studiogenius per il sociale” è proprio questo, un piccolissimo contributo alla società, alle sue coscienze. Una serie di messaggi che possano far riflettere e spingere ad agire in modo positivo su alcuni temi caldi della nostra vita.

Entrando nel particolare, come avete affrontato il tema della violenza di genere?

Purtroppo, la violenza contro la donna è un tema molto importante e molto attuale. Per questo motivo, a differenza delle altre campagne, volte a toccare maggiormente la sfera emotiva, abbiamo deciso di essere molto diretti. A dire il vero, sul tema abbiamo realizzato due campagne diverse, dotate del medesimo visual grafico, ma con due target differenti. La prima stesura, frutto dell’impeto delle prime emozioni, prevedeva un concept forte, marcato, rivolto agli uomini. L’intento era quello di colpire e, perché no?, anche giudicare e puntare il dito. La campagna ci ha subito convinto, ne eravamo entusiasti. Poi, guardandola e lavorandoci sopra, ci siamo resi conto che il messaggio, per quanto forte e ben scritto, per qualche motivo non andava nella direzione che avremmo voluto. Abbiamo, così, come si suol dire, aggiustato il tiro. Ci siamo rivolti alla donna, invece che all’uomo, con un messaggio che la spingesse a condannare il suo uomo, se violento. Di fatto, la campagna è stata costruita seguendo due livelli comunicativi in campo visivo: la parte superiore del layout a colori per indicare la moltitudine di attività che le mani, in quanto componenti fisiche, permettono all’uomo di contraddistinguersi dagli animali; la parte sottostante su toni grigi in cui viene rappresentato l’uso della violenza. Il visual rappresenta il focus su una mano col pugno chiuso che dà le spalle ad una donna desolata, abbandonata, sofferente, resa sfuocata nell’immagine, così come nella vita, dalla violenza subita e dall’incapacità di reagire. L’headline è stato costruito su righe corrispondenti a due livelli. Il primo “Amalo qualsiasi cosa faccia” in nero intende avvalorare e sostenere le donne nella loro importanza sociale, nella loro forza, nella loro costanza. Anche nel semplice, ma, a volte, complicato, stare vicine ad un professionista spesso assente o, ancora, la moglie di un operaio che torna a casa stanco la sera. Nel secondo “purché non sia violento!” con un font più marcato e di colore rosso, sì è desiderato concretizzare il messaggio della campagna, ponendo una condicio sine qua non al mantenimento di quando espresso sopra. Nel body copy abbiamo cercato di spiegare in modo conciso, ma dettagliato, il messaggio della campagna: “gli UOMINI che usano la violenza sulle donne non sono degni di essere definiti tali”. Questa condizione deve rappresentare un punto fermo nella mente di tutti. Deve apparire chiara anche a tutte quelle donne che, troppe volte, giustificano, per svariati motivi, i comportamenti violenti subiti, magari attribuendosene la colpa o, comunque, distorcendo la realtà solo per continuare a vivere, cercando di far finta che nulla sia successo.

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Il progetto non prevede solo questo spot, giusto? Quali altri temi avete pensato di toccare?

I temi che abbiamo deciso di affrontare sono molto vari: l’abbandono degli animali, il razzismo, l’importanza di raggiungere una maggiore autonomia per le persone diversamente abili. Abbiamo voluto unirci al coro di associazioni attive da anni con coraggio per migliorare queste realtà.

Vi ringraziamo per la sensibilità dimostrata con questo progetto. Concludendo, quali prospettive ed obiettivi pensate di prefiggervi con queste campagne sociali?

La nostra vittoria più grande è rappresentata da ogni singola persona che decida di spendere qualche minuto a leggere, informarsi e riflettere sulle realtà che ci circondano e che, troppo spesso, ignoriamo. Ci siamo cimentati volentieri, nel modo che ci riesce meglio, la comunicazione, e crediamo fermamente che, nella nostra società, ognuno possa fare la differenza. Nel suo piccolo, un passo alla volta.

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Michel Mucci

Nato nel 1985 a Gorizia contesto questo pluri culturale e linguistico. Laureato nella facoltà di lingue e letterature straniere dell’Università di Udine in relazioni pubbliche. Da 10 anni attivo nel mondo del volontariato locale e impegnato socialmente e politicamente. Passato da ufficio stampa per eventi e in diversi enti pubblici, ora opera all’interno di una company come responsabile recluting e gestione risorse umane. 

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