Dove vanno in vacanza gli Italiani?

Turismo sostenibile, eco turismo e turismo responsabile: i dati presentati dall’Associazione Italiana Turismo Responsabile

Giovanni Maiani

Il sesto rapporto della Fondazione UniVerde fornisce indicazioni utili su come vengano percepiti in Italia il turismo sostenibile e l’ecoturismo. Il Dottor Maurizio Davolio, Presidente dell’AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), risponde, invece, ad una serie di domande sul turismo responsabile.

1 TURISMO SOSTENIBILE ED ECO TURISMO

Durante lo scorso mese di febbraio è stato presentato alla Borsa internazionale del turismo (Bit 2016) il sesto rapporto realizzato da IPRMarketing e Fondazione UniVerde (www. fondazioneuniverde.it) intitolato “Gli Italiani, il turismo sostenibile e l’eco turismo”. Il campione del sondaggio è costituito da mille cittadini italiani, disaggregati per sesso, età e area di residenza. Offre una panoramica dell’idea di turismo nel Belpaese. Prima di tutto, una puntualizzazione su turismo sostenibile ed eco turismo. Il rapporto chiarisce che:

– per turismo sostenibile si intende “un turismo che rispetta l’ambiente e cerca di ridurre il consumo energetico e di risorse del territorio”;

– per eco turismo si intende “una forma di turismo che rispetta ambiente e popolazioni locali e valorizza le risorse naturali e storico-culturali di un territorio”.

Vediamo ora le risposte ad alcuni quesiti. Il totale non è pari a 100 perché le domande prevedevano risposte multiple.

1.1 Tipologia di turista – le preferenze

A quale esigenza viene principalmente associata l’idea di turismo? La media degli ultimi sei anni indica che, per la maggior parte della popolazione, il turismo è associato ad un “arricchimento culturale” o che si tratta di “conoscenza/esplorazione”. “Relax/ comodità” vale il 40.1% delle risposte, “svago/divertimento” il 38.6%. Gli scarti tra le varie categorie sono relativamente contenuti, ma è certamente interessante osservare che “conoscenza” e “arricchimento” totalizzino il maggior numero di preferenze in un Paese così ricco di storia e cultura come l’Italia. Una curiosità: era stata fornita una quinta opzione nelle risposte risultata non molto gradita. Il turismo legato all’idea di “movimento/ sport” ha ottenuto solo il 5% dei consensi, nonostante l’opportunità concessa dalle risposte multiple.

Cosa attrae nella scelta di una meta turistica?

Gli esiti di questo secondo quesito confermano quanto emerso nel primo. Sempre negli ultimi sei anni, il 62.4% delle risposte riguarda “bellezze storico artistiche/eventi culturali”. Segue, con il 59.1%, “natura/paesaggi”. Molto distaccati, al 22.3%

“luoghi di svago organizzati” e al 19,4% “prodotti enogastronomici tipici”. In fondo alla classifica, con il 4.7%, “possibilità di praticare sport”.

1.2. Livelli di conoscenza e pratiche di turismo sostenibile

Oggi l’Italia versa in stato di emergenza per i danni causati all’ambiente dal turismo? La salvaguardia dell’ambiente rappresenta un tema preso sempre maggiormente a cuore. I danni provocati dal turismo sono noti a poco meno del 50% della popolazione del paniere. Il 47.3% ha risposto “Sì, è un problema che riguarda l’Italia in generale”, il 27.5% ha detto “No, il turismo è sempre una risorsa, non un problema”. A seguire, poco più del 20% ha minimizzato rispondendo che “Si, ma è un problema marginale che riguarda solo alcune aree”. Poco meno del 5% non sa/non risponde.

In che modo il turismo può danneggiare l’ambiente?

Chi ha risposto alle domande non ha avuto dubbi. Il problema “cementificazione/speculazione edilizia” è emerso in poco meno dei 60% (59.83%) dei casi, mentre “inquinamento”, “ipersfrutta- mento del territorio” e “iperaffollamento in alcuni periodi” han- no raggiunto percentuali comprese tra il 6.8% ed il 13.2%.

Livelli di conoscenza e di pratica del turismo sostenibile

Circa il 74% della popolazione interessata dal sondaggio afferma di aver sentito parlare di “turismo sostenibile”. Tale percentuale è stabile da 3 anni. Le risposte “molto/abbastanza praticato” alla domanda “Quanto è praticato oggi il turismo sostenibile?” sono più che raddoppiate, passando dal 7 del febbraio 2011 al 16% del febbraio scorso.

Aggettivi associati al turismo sostenibile

“Eticamente corretto” con il 40.3% e “vicino alla natura” con il 31.6% sono gli aggettivi associati al turismo sostenibile. Solo il 4.3% associa “costoso” a questo tipo di turismo.

Per lo sviluppo economico di un’area turistica, il vincolo della sostenibilità è: Per il 46% delle risposte la sostenibilità è “un’opportunità di crescita” per un’area turistica contro il 41% circa di “una necessità”. “Un freno” solo per il 4.8%. L’8% non sa/non risponde. La sostenibilità è quindi sia una necessità, sia un’opportunità.

La pianificazione di un soggiorno turistico e il rispetto per l’ambiente Poco più del 53% del campione “si pone il problema di fare scelte che non danneggino l’ambiente” al momento della pianificazione di un soggiorno turistico.

ITALIA ARTICOLO

Nel pianificare un soggiorno turistico, fare scelte che non danneggino l’ambiente… La domanda è stata posta solo a quel 53% che si pone il problema di non danneggiare l’ambiente. È emerso come sia “un’esigenza nata negli ultimi anni” (per il 46% nel 2016) o “in essere da sempre” (per il 41%). Pochi, il 9%, pensano sia “un’esigenza nata di recente”.

Se fare scelte che non danneggiano l’ambiente comportasse spendere di più, per lei… Anche se la percentuale del 44% è in lieve calo rispetto al 48% dello scorso anno, in molti hanno risposto “Sarei disponibile a pagare qualcosa in più (10-20%)”. Per il 35%, invece, quest’anno, “La priorità è sempre il vantaggio economico, non voglio spendere di più”.

Livello di informazione sull’attenzione all’ambiente delle strutture turistiche Solo il 41% “prima di scegliere una struttura turistica si informa sul livello di attenzione prestato all’ambiente”. Il 74% lo fa tramite “Internet”.

Cosa fa capire che un albergo presta attenzione all’ambiente?

La presenza di “panelli fotovoltaici” è la principale indicazione dell’attenzione per l’ambiente. A pari merito, la “presenza di sistemi per il risparmio di acqua” o “…di sistemi per il risparmio di elettricità”. La “modalità di raccolta rifiuti e pulizia” e la “pre- senza di menù biologici e/o a km 0” sono altri segnali della cura per l’ambiente.

Trasporti

Per ridurre le emissioni di CO2, in molti, il 67%, sarebbero disposti a fare a meno dell’auto se “la meta fosse raggiungibile in treno” ed il 61% se “sul posto ci fosse il car sharing”. Differenza relativamente contenuta tra coloro che hanno risposto “Sì, a volte” o “No mai” alla domanda “Per raggiungere una meta turistica, ha mai preferito il treno per motivi ecologici?”

Ristorazione

Si è disponibili a scegliere un posto rispetto ad un altro se offre “prodotti da agricoltura biologica”, “prodotti a km 0”, “menù vegetariani” o “menù vegani”, ma, spesso, solo a parità di prezzo.

1.3. Livelli di conoscenza e pratiche di ecoturismo

Eco turismo. Livelli di conoscenza e attrazione

La percentuale delle persone che hanno sentito parlare di “eco- turismo” è costantemente aumentata negli ultimi anni, passando dal 47% del 2011 al 60% del 2016. Storicamente stabile, invece, attorno al 7.6 su 10, la media di chi ha risposto alla domanda “Quanto è attratto dall’idea di praticare eco turismo?”.

I mezzi di informazione preferiti per pianificare un soggiorno eco turistico “Internet” rimane il mezzo maggiormente utilizzato per pianificare un soggiorno eco turistico. I siti maggiormente consultati sono i “motori di ricerca” seguiti dai “siti di booking” e dai “siti specifici di viaggi/turismo”. “Blog/forum”, “siti istituzionali” e “social” non trovano molti consensi.

Le attività considerate più attraenti e la sistemazione preferita in un’area protetta o in un parco naturale Le attività più attraenti sono senz’altro i “percorsi enogastronomici”, seguiti, a pari merito, dai “percorsi in mare” e dalle “attività sportive”. L’“Agriturismo” rappresenta la sistemazione preferita per la maggior parte dei votanti, il 52%. Seguono i B&B con il 36%.

Per l’economia turistica di un territorio, l’attenzione all’ambiente comporta… Il 76% è certo che l’attenzione all’ambiente comporta “una crescita” per l’economia turistica di un territorio.

La sensibilità per l’ eco turismo e il turismo sostenibile nei prossimi 10 anni… Il 60% pensa che ci sarà una “crescita” della sensibilità per l’eco turismo e il turismo sostenibile nei prossimi 10 anni, mentre per il 21% “rimarrà uguale”. Solo il 7% ha dichiarato che “diminuirà”. Il restante 12% “non sa/non risponde”.

Vorrei concludere questa prima parte con una dichiarazione rilasciata da Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, al Bit al momento della presentazione dello studio. Il Presidente non ha potuto essere intervistato in quanto all’estero, ma la Fondazione ci ha inviato il comunicato stampa della presentazione del rapporto al Bit 2016. «I dati mostrano come, negli ultimi anni, gli Italiani siano più attenti a viaggiare in modo responsabile. Nel turismo tradizionale prevale sempre la sistemazione in hotel, ma aumenta la richiesta di sostenibilità: dall’energia rinnovabile ai menù biologici e a km zero. La necessità di avere un minimo impatto durante i propri sposta- menti è testimoniata anche dalla scelta di rinunciare alla proprio auto. Anche le strutture di pernottamento diventano sempre più ecologiche. Un trend positivo che mi auguro aumenti nei prossimi anni».

Giovanni Maiani, collaboratore di SocialNews

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Giovanni Maiani

Appassionato di matematica e statistica da quando era sedicenne approfondisce l’analisi finanziaria (analisi tecnica, fondamentale e macroeconomica) sino a proficue collaborazioni professionali nell’editoria nazionale ed internazionale quali, dal 1994, Borsa&Finanza per il quale ricopre il ruolo di supervisore dell’ufficio studi, Dow Jones Telerate, Finanza&Mercati e pubblica studi originali su Stock&Commodities, Patrimoni, Investire, Fondi&Sicav e molte altre testate locali. Da alcuni anni è collaboratore di un importante istituto di credito, cura un suo blog personale http://giovannimaiani.blogspot.com/ e pubblica alcuni studi propri sul quaderno ufficiale della Siat per la quale è riferimento locale per San Marino. 

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