Luciano del Castillo: “Quando un cecchino mi puntò…”

Spazio Tetenal - Cartolina 10x21“La paura: una foto di un cecchino che, in Israele, mi sta puntando il fucile contro. Ho visto questa scena e l’ho fotografato”, così Luciano Del Castillo, photoreporter anche di zone di guerra, descrive la paura.

Dal 10 al 19 giugno 2016 presso lo Spazio Tetenal (Piazza dei navigatori 6/a – Roma), vi sarà la mostra, di alcune foto di Del Castillo, intitolata “Gioia e Rivoluzione – Riflessione da Cuba sulla nostra vita.”

Intervista  a Luciano del Castillo

 Lei è stato in aree di crisi, cos’è per Lei la Paura?

“La paura è un fattore fondamentale quando si fa questo lavoro, perché è quella cosa che ti tiene attento e non ti permette di fare delle sciocchezze. La paura ti fa vedere i pericoli.”

Come mai ha iniziato a fare il photoreporter?

“Sono stato sempre portato per la fotografia. Avevo una nonna viaggiatrice che  mi ha regalato la prima

©Claudio Onorati

©Claudio Onorati

macchia fotografica. Mi è sempre piaciuto raccontare attraverso le immagini. Il linguaggio delle fotografie è fondamentale.”

C’è un episodio, un volto, che più l’ha colpito in questi anni di photoreporter?

“La foto che amo molto ritrae due bambine. Stavo con un convoglio militare, in un’area bombardata, quindi distrutta. Mentre stavo sul camion ho visto dei movimenti. Sono sceso, allora, dal veicolo, con molto cautela. C’era un portone mezzo aperto e quando sono entrato ho visto due bambine che mi hanno guardato terrorizzate, allora io, che vado sempre in giro con il naso rosso dei clown, ho preso quest’ultimo e l’ho messo sul naso. Le bambine hanno iniziato a ridere”

Il 10 giugno inizierà una mostra su dei Suoi scatti…

“E’ un itinerario diverso. Mi piace diversificare i lavori che faccio. Nell’ultimo libro ho parlato di donne e dei ritratti che ho fatto, nel corso degli anni, delle aree di guerra. Cercherò di raccontare un percorso immaginario, perché amo raccontare la differenza che è una ricchezza immensa. Un viaggio cerebrale sempre attraverso i miei viaggi. Raccontare, insomma, attraverso i corpi delle persone.”

 

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Elisangela Annunziato

Elisangela Annunziato nasce a Salvador de Bahia in Brasile, ma da piccola viene adottata da una famiglia italiana. Ha effettuato diversi corsi tra cui un corso di formazione in “Organizzazione Eventi Culturali” a Firenze. Dopo la laurea conseguita presso l’università Federico II di Napoli, a ventidue anni, lascia tutto e va per motivi di lavoro negli Emirati Arabi Uniti. Tornata in Italia collabora con diverse associazioni nell’organizzazione di eventi culturali, editoriali e musicali. Da sempre impegnata nel sociale – è stata anche volontaria in Africa- idea e crea “Ti preparo un caffé”, blog che vuole raccontare l’incontro con “il diverso” (da te). E’ la sua scommessa. Oggi é una giornalista pubblicista, autrice del libro Il sogno di Francesca che tratta il tema dell’adozione. 

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