L’Impresa Sociale questa sconosciuta

Spesso si sente parlare di impresa sociale ma cos’è e soprattutto a chi è diretta? Vediamolo insieme.

Cos’è l’impresa sociale

L’impresa sociale non è un tipo di ente a sé stante, ma è una “speciale qualifica” che possono assumere sia alcuni enti tradizionalmente senza fine di lucro: associazioni, fondazioni, comitati, ma anche le normali società o le cooperative ( che con un termine tecnico hanno un fine mutualistico.

Quali attività può svolgere?

La legge individua le attività che possono essere svolte da un impresa sociale, sono molteplici e riferite a molti campi, ecco il catalogo completo:

  • assistenza sociale
  • assistenza sanitaria e socio sanitaria
  • educazione
  • istruzione
  • tutela ambientale
  • tutela dei beni culturali
  • formazione universitaria
  • formazione extrascolastica
  • turismo sociale
  • servizi strumentali alle imprese sociali resi da enti composti in misura superiore al 70% da organizzazioni che esercitano un’impresa sociale

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di svolgere un’attività come impresa sociale?

Sono molti i vantaggi, sia giuridici che economici, di svolgere un’attività che rientra tra quelle dell’impresa sociale, i principali sono i seguenti

1. la limitazione parziale delle responsabilità patrimoniali dei partecipanti anche quando per la forma societaria utilizzata prevarrebbe la responsabilità personale e illimitata di questi soggetti (ad es. come in una società in nome collettivo).

2. la funzione sociale e l’utilità sociale svolta dall’impresa.

3. la possibilità di avvalersi di volontari nel limite del 50% dei lavoratori.

Ovviamente ci sono anche alcune limitazioni come:

1. Complessità di gestione

2. Ambiti operativi determinati

3. Responsabilità patrimoniale non sempre limitata

6. Indisponibilità del patrimonio

7. Costi

impresa sociale

La limitazione di responsabilità patrimoniale

se l’ente è dotato di un patrimonio netto di 20.000 euro al momento dell’iscrizione nel registro delle imprese risponde delle obbligazioni assunte solo l’organizzazione con il suo patrimonio. Se il patrimonio diminuisce per delle perdite al di sotto di 1/3 dei 20.000 euro, delle obbligazioni rispondono in solido tutti coloro che hanno agito per nome e per conto dell’impresa.

Questo vale per quegli enti, società o associazioni che non hanno già di loro una responsabilità patrimoniale limitata al loro patrimonio, come ad esempio le società a responsabilità limitata o le coperative

Il patrimonio è indisponibile, ovvero non è possibile distribuire fondi o riserve a vantaggio dei soci.

L’assenza dello scopo di lucro e l’indisponibilità del patrimonio resta anche in caso di scissione, fusione o trasformazione dell’impresa sociale.

Obblighi delle imprese sociali

Le società commerciali che vogliono qualificarsi come impresa sociale devono inserire nei loro statuti il vincolo di non distribuzione degli utili.

L’impresa sociale deve:

  • avere nella sua denominazione la locuzione “impresa sociale”
  • avere una struttura democratica;
  • avere la maggioranza degli amministratori soci
  • tenere i libri contabili;
  • redigere e depositare presso il registro delle imprese il bilancio sociale.

Il regime fiscale dell’impresa sociale

Non sono previste delle agevolazioni fiscali ad hoc: l’impresa sociale è sottoposta a tassazione come tutti gli altri soggetti che producono reddito d’impresa (società o enti commerciali).

Solo le ONLUS (Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale) e gli enti non commerciali che acquisiscono anche con la qualifica di impresa sociale continuano ad applicare le disposizioni tributarie agevolative, purché rispettino i requisiti e le condizioni previste dal D.Lgs. 460/97 che disciplina appunto le ONLUS (art. 17, D.Lgs. n. 155/2006).

Come si costituisce un’impresa sociale?

L’impresa sociale deve essere costituita con un atto pubblico innanzi al notaio, il quale poi provvede a registrare l’atto e ad iscrivere l’impresa sociale nell’apposita sezione presso il registro delle imprese competente per territorio (quello dove è posta la sede sociale).

L’ impresa sociale deve avere un proprio Codice Fiscale (che è anche il numero di Partita IVA) .

Come si scioglie un’impresa sociale?

Lo scioglimento deve essere deliberato dall’assemblea, il verbale relativo allo scioglimento deve essere redatto per atto pubblico e deve essere depositato presso il Registro delle Imprese dove è iscritta l’impresa sociale.

Esaurita la fase liquidazione con il pagamento di tutti i debiti, il patrimonio residuo non potrà essere in alcun modo distribuito ai soci, ma dovrà essere integralmente devoluto ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni, comitati, fondazioni ed enti senza scopo di lucro, utili o propedeutiche all’attività della società, in modo che permanga il vincolo sociale inizialmente impresso all’attività.

Gea Arcella
notaio
Nata a Pompei, dopo gli studi classici svolti in provincia di Napoli, si è laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Trieste nel 1987. Nel 2007 ha conseguito con lode un master di II livello presso l'Università “Tor Vergata” di Roma in Comunicazione Istituzionale con supporto digitale. E' notaio in provincia di Udine e prima della nomina a notaio ha svolto per alcuni anni la professione di avvocato. Per curiosità intellettuale si è avvicinata al mondo di Internet e delle nuove tecnologie e dal 2001 collabora con il Consiglio Nazionale del Notariato quale componente dell'Area Informatica . Già professore a contratto presso l'Università Carlo Bò di Urbino di Informatica giuridica è attualmente cultore della materia presso la cattedra di diritto Civile della medesima Università; è' docente presso la Scuola di Notariato Triveneto e Presso la Scuola delle Professioni legali di Padova di Informatica giuridica e svolge attività formative sia interne che esterne al Notariato.
E' socia di diverse associazioni sia culturali che orientate al sociale, crede che compito di chi ha ricevuto è restituire, a partire dalla propria comunità.

Gea Arcella

Nata a Pompei, dopo gli studi classici svolti in provincia di Napoli, si è laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Trieste nel 1987. Nel 2007 ha conseguito con lode un master di II livello presso l'Università “Tor Vergata” di Roma in Comunicazione Istituzionale con supporto digitale. E' notaio in provincia di Udine e prima della nomina a notaio ha svolto per alcuni anni la professione di avvocato. Per curiosità intellettuale si è avvicinata al mondo di Internet e delle nuove tecnologie e dal 2001 collabora con il Consiglio Nazionale del Notariato quale componente dell'Area Informatica . Già professore a contratto presso l'Università Carlo Bò di Urbino di Informatica giuridica è attualmente cultore della materia presso la cattedra di diritto Civile della medesima Università; è' docente presso la Scuola di Notariato Triveneto e Presso la Scuola delle Professioni legali di Padova di Informatica giuridica e svolge attività formative sia interne che esterne al Notariato. E' socia di diverse associazioni sia culturali che orientate al sociale, crede che compito di chi ha ricevuto è restituire, a partire dalla propria comunità. 

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