L’emancipazione della donna rappresenta una buona notizia per tutti

maxRaccontare i problemi di genere non è una “cosa da donne”. Lo stesso sviluppo umano ed economico di una società non può ritenersi completo se una parte della stessa ne resta esclusa. Allo stesso modo, appare poco lungimirante aspettarsi di risolvere una qualsiasi situazione di crisi o difficoltà facendo leva sulle forze di una sola componente della popolazione. Spesso, siamo abituati a confrontarci con i “problemi delle donne” da una prospettiva distante. I media sono responsabili di un’informazione limitata e stereotipata della donna che ne assottiglia spessore e possibilità. La pubblicità stenta a liberarsi dalla rappresentazione della donna oggetto e, nei casi di cronaca legati a femminicidi o altre forme di violenza, la dualità uomo-carnefice e donna-vittima è talmente granitica da svuotare di significato i concetti stessi. Diventa, così, complesso comprendere a fondo il disagio e le implicazioni della violenza. Ci si indigna solo in superficie. Per questo motivo, SocialNews ha deciso di raccontare compiutamente la femminilità contemporanea in Italia, in Europa e nel mondo. L’idea è quella di superare ogni forma di pregiudizio e stigmatizzazione per offrire un racconto sincero. Che si parli di violenza o della donna nel mondo della politica e dell’imprenditoria, è imperativo attribuire priorità all’esperienza, al racconto, al confronto. Grazie ad alcune esperienze positive realizzate in Italia, ma non solo, è stato dimostrato come l’empowerment delle donne, anche all’interno delle famiglie, rappresenti un importante fattore di crescita. @uxilia ha deciso di puntare su questo aspetto e racconta con orgoglio i risultati raggiunti dai suoi progetti. Ad esempio, nello Sri Lanka è attivo dal 2012 il progetto “Sviluppo attività di micro-imprenditoria femminile”, le cui principali destinatarie sono donne, vedove ed ex-bambine soldato. L’obiettivo è quello di fornire loro la possibilità di produrre reddito per se stesse e per la propria famiglia. Uno sviluppo del medesimo progetto ha portato alla costruzione di un Vocational Training Center a Batticaloa. Nel centro sono stati attivati corsi finalizzati a permettere alle donne della zona di imparare a gestire, organizzare e realizzare attività e prodotti di valore. Il progetto prevede l’offerta di corsi di formazione mirati al rafforzamento delle capacità e delle competenze professionali, organizzative e gestionali delle donne ed il successivo avviamento di attività di micro-imprenditoria. Un altro progetto finalizzato all’emancipazione femminile in zone disagiate è “Le sciarpe dell’amore”. Avviato insieme a Maram Foundation nel campo profughi di Atma, Turchia, che accoglie centinaia di profughi siriani, il progetto si pone l’obiettivo di permettere alle persone sfollate di rendersi autonome. Grazie a lana e filati donati da imprenditori italiani del settore tessile, la comunità femminile del campo ha beneficiato di una specifica formazione dedicata a creare delle sciarpe realizzate all’uncinetto seguendo il “nodo dell’amore”. Queste iniziative dimostrano il potenziale di crescita e di sviluppo insito in ciascuno. L’emancipazione della donna è un’occasione da non perdere, un’opportunità non solo individuale, ma anche collettiva, uno stimolo irrinunciabile per tutta la famiglia.

Massimiliano Fanni Canelles, direttore di SocialNews

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