Dare un calcio alla discriminazione

di Timothy Donato

Nessuno Fuorigioco è un progetto nato per permettere ai bambini di etnia rom e non rom di giocare insieme non solo a calcio, ma anche contro le differenze e i pregiudizi

Nessuno Fuorigioco nasce come progetto educativo nel 2011. Coinvolge una dozzina di bambini rom romeni residenti in siti non autorizzati di Torino nord nella formazione di una squadra di calcio a 5 che partecipa al campionato Uisp categoria esordienti.
Nel 2012 diventa un’associazione sportivo dilettantistica e di promozione sociale (affiliata alla Uisp) che conta una sessantina di soci, di cui circa la metà rom, maschi e femmine. L‘altra metà è composta dai compagni e dalle compagne di squadra non Rom, dai dirigenti e dai tifosi che partecipano attraverso la formula dell‘azionariato popolare.
Oggi, le squadre sono tre: giovanissimi, under 20 maschile e calcio a 7 femminile.
Nessuno Fuorigioco è un laboratorio di coesione sociale col pallone tra i piedi, un modesto contributo al superamento delle discriminazioni sociali e razziali che si articola su tre livelli: le ragazze e i ragazzi, veri protagonisti di questa storia; ragazze e ragazzi che vedono negato il diritto al gioco e alla salute perché non residenti, nonostante abitino a Torino da sempre; ragazze e ragazzi che vivono in contesti difficili, con dinamiche relazionali violente tipiche del sottoproletariato e che, come tutti i minori, hanno diritto di giocare, necessitano di normalità, di cose belle per crescere, hanno bisogno di attenzioni.
La società invoca, a tratti pretende l’integrazione. Poi, di fatto, nega qualunque relazione con l’altro. Nella società regna il “non sono razzista, ma…”. In quell’eccezione c’è sempre spazio per i Rom, a destra e a sinistra dello schieramento politico. Nessuno Fuorigioco è pensato anche o, forse, soprattutto per loro. Non può esserci integrazione senza un doppio movimento, senza agire nel mondo, senza spostare un po’ più in là il concetto di normalità.
Ci sono, poi, le famiglie. Spesso abituate ad essere spettatrici della loro esistenza e di quella dei figli. Fanno fatica, hanno pochi strumenti, ma vogliono bene ai propri figli e hanno bisogno di essere sostenute, aiutate a prendersene cura, aiutate a diventare protagoniste del proprio presente e del proprio futuro.
Nessuno Fuorigioco è un’associazione piccola che non ha mai ricevuto, né chiesto un finanziamento pubblico.
Ma da prima della sua fondazione fa le cose con serietà, con costanza, con partecipazione. Con gli allenamenti settimanali in cui si impara a giocare e si impara il difficile concetto di gruppo solidale, di squadra. Le partite nel fine settimana, gli appuntamenti con le famiglie, i pranzi sociali (ormai è tradizione quello del 25 aprile, per la liberazione di tutte e tutti), la cena di Natale a Casseta Popular, il ritiro estivo a Cantalupa. La partecipazione ai Mondiali Antirazzisti. I racconti quasi quotidiani delle nostre avventure, calcistiche e non, attraverso i social network. Questa è una bella storia. Merita di essere raccontata ed ascoltata da tante persone, perché il bisogno maggiore delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi è che qualcuno tifi per loro. Che si diventi squadra.
Nessuno Fuorigioco resiste grazie alla circoscrizione 6 che concede gli spazi per giocare ed allenarsi gratuitamente, ai tanti soci sostenitori che rispondono generosamente ogni volta in cui l’associazione chiama e che si prodigano affinché sempre più persone si appassionino alle vicende delle 3 New Team (questo il nome delle squadre di calcio) di Nessuno Fuorigioco e grazie all’associazione Esedra S.P. che ogni anno regala il materiale sportivo.

Timothy Donato
Associazione Nessuno Fuorigioco

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