Fine del Ramadan: tante cerimonie all’insegna dell’integrazione

di Gabriele Lagonigro

Nella festa islamica di Eid Al Fitr per la fine del Ramadan in tutta Italia si è pregato per Gaza

IMG_1087Al Parco Dora di Torino. Nella Darsena di Genova. Presso il Velodromo Vigorelli di Milano. A Piazza Vittorio, Centocelle e Casalbertone nella Capitale. O al palaport di Chiarbola di Trieste. La fine del Ramadan, celebrato con la festa di Eid Al Fitr lunedì 28 luglio, ha riunito anche in Italia i musulmani appartenenti alle più svariate comunità della galassia islamica. Nel solo capoluogo del Friuli Venezia Giulia – la regione in cui ha sede @uxilia, editore di Social News – se ne contano almeno ventotto, ma a Roma o nella (ormai ex, vista la crisi) florida Lombardia i gruppi etnici dell’islam sunnita e sciita sono ancora più numerosi.
E’ stata una festa, certo, ma più in sordina rispetto agli scorsi anni. Una ricorrenza con il lutto al braccio per alzare il livello dell’attenzione mediatica sullo spaventoso, ennesimo conflitto che sta insanguinando il Medio Oriente e la sua “Striscia” più densamente popolata, quella di Gaza, dove ogni missile, ogni bomba distrugge case, scuole e soprattutto vite umane. I morti ormai sono ben oltre il migliaio e al di là di qualche tregua più verbale che militare, l’escalation in questo momento appare difficile da gestire. E’ per questo che il leit-motiv di molti discorsi pronunciati in questa fine di Ramadan si sono concentrati proprio sulla strage di innocenti: “Preghiamo per i nostri fratelli della Palestina e di Gaza – è stato l’invito dell’imam di Trieste, il marocchino Abdel Aziz El Barikhi – nella speranza che questo dramma possa avere fine al più presto”.IMG_1092
La voglia di integrazione e di condivisione con il mondo cristiano – e laico – è stata ribadita in quasi tutti i discorsi di questo Eid Al Fitr. Ai tanti musulmani riunitisi ieri al nord, al centro e nel sud del Paese è stato chiesto inoltre di rivolgere una preghiera per l’Italia e per i suoi abitanti, nella speranza che la crisi economica che ci attanaglia ormai da diversi anni possa essere superata nel più breve tempo possibile.
In molte località, nelle sedi allestite per la celebrazione, erano presenti anche vertici istituzionali di Comuni, Provincie e in qualche caso Regioni, assieme – per esempio a Trieste – alle rappresentanze della chiesa cattolica. Qualche polemica è scoppiata a Padova per l’assenza delle autorità amministrative locali (pur invitate) e per l’utilizzo del palasport, ma di fronte all’assurda quotidianità di Gaza e delle sue innumerevoli vittime, le piccole schermaglie di casa nostra perdono di qualsiasi significato.
Alle preghiere e alle cerimonie è seguita la festa: quella fatta di colori, di affetto, di abiti tradizionali e del cibo più genuino e tradizionale del Medio Oriente, pachistano o del Maghreb. Con la speranza che sull’Eid Al Fitr del 2015 non scorra più il sangue di questa tragica estate.

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