Sui sentieri della via Francigena

di Tiziana Mazzaglia  @TMazzaglia

Valorizzare il turismo copiando dal passato. Ritorna di moda il pellegrinaggio sulla via Francigena della Toscana.

Immagine, fonte google.it

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In epoca Medievale tra il X-XI secolo era diffusa l’usanza di percorrere a piedi lunghi pellegrinaggi che conducevano a Roma e poi in terra Santa. Pellegrini mossi da motivazioni religiose cristiane che si vedevano minacciate dai Musulmani a Gerusalemme. Una processione che ha dato origine ad una vasta rete di comunicazione. Il pellegrino andava a visitare Chiese, monumenti religiosi, cercava luoghi sacri da visitare. Il pellegrino di oggi ha la possibilità di ripercorrere gli stessi sentieri, in bicicletta o a cavallo in quel della Toscana. Un itinerario di 370 chilometri suddiviso in quindici tappe organizzate con strutture destinate all’ospitalità e altre all’intrattenimento. Un percorso inaugurato lo scorso 21 giugno dal Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, le cui parole sono state: «La via Francigena attraversa tante realtà. È un bellissimo progetto europeo che unisce, che attraversa Paesi, regioni, città. Noi abbiamo grande bisogno di iniziative che culturalmente uniscano. Poi, è una straordinaria opportunità per il turismo italiano, che deve uscire dai tradizionali itinerari, Venezia, Firenze, Roma e deve moltiplicare la sua offerta». Un turismo non solo rivolto alle bellezze della natura, ma anche e soprattutto alle testimonianze storico-artistiche del nostro passato, della nostra identità nazionale, della nostra cultura. Un cammino verso mete concrete ed astratte, perché va incontro a tappe di luoghi capaci di profetizzare un mondo passato, presente e futuro.

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