27 Gennaio, giornata della memoria: Ricordare con gli occhi di un bambino

di Tiziana Mazzaglia  @TMazzaglia

Il 27 gennaio è la ricorrenza di tutte le atrocità che hanno spogliato di dignità milioni di persone fino al punto di ucciderle. Ricordiamo quei giorni con gli occhi di un bambino, il protagonista del romanzo “Un sacchetto di biglie” di Joseph Joffo.

Syria 2013. Foto di Sebastiano Nino Fezza, Cinereporter  RAI. Fonte facebook.

Syria 2013. Foto di Sebastiano Nino Fezza, Cinereporter RAI. Fonte facebook.

Il 27 gennaio ricordiamo per non dimenticare! Fare memoria di episodi significativi significa permettere al passato di non morire, ma di continuare a vivere sotto forma di insegnamento. Discriminazione, razzismo, intolleranza sono mali pericolosi che uccido. La letteratura, la narrativa, il cinema e il teatro offrono un vasto repertorio su questo tema. In particolare il romanzo “Un sacchetto di biglie” di Joseph Joffo descrive episodi vissuti da un bambino di dieci anni. L’autore lo scrive in prima persona rievocando i giorni della sua infanzia infranta. E li racconta con la stessa ingenuità di quel bambino di dieci anni che era. «Maurice mi guardava. “Non piangere, l’avrai anche tu la tua medaglia”. Certo che l’avrò, tutto il quartiere l’avrà. Stamattina quando la gente uscirà sarà primavera in pieno inverno, una fioritura spontanea: ognuno ha il suo grande fiore all’occhiello. Una volta che lo si ha, non si può più fare molto: non si entra nei cinema e neppure nei treni, forse non si avrà più nemmeno il diritto di andare a scuola. Questa, come legge razziale, non sarebbe neanche male». Un simbolo per identificare, un marchio, un segnale di un qualcosa che si stava programmando da tempo. Una primavera che invece di fiorire sarà abortita per molte e troppe vite. L’ingenuità del protagonista non poteva arrivare ad immaginare quello che sarebbe successo. Nella sua tenera età sognava solo di vivere con l’affetto dei suoi familiari, di giocare e svagarsi con gli amici e anche di poter saltare la scuola ogni tanto. Eppure, anche lui percepiva nella sua purezza qualcosa si misterioso e pericoloso. Sollecitato, anche dal fratello maggiore, Maurice. Infatti, qualche mese dopo ha iniziato a non poter più giocare per strada con gli amici, ad essere allontanato dalle persone, fin quando i genitori non gli hanno imposto di non svelare mai a nessuno di essere ebrei e con pochi soldi in tasca lascia gli affetti familiari, per incamminarsi, verso un lungo viaggio. Lavorerà in nero, soffrirà fame e freddo, ma sarà aiutato da un sacerdote. Solo così, il piccolo Joffo diviene uomo e si salva testimoniando una vita degna di essere ricordata. Isaac B. Singer, scrittore polacco, premio Nobel per la letteratura nel 1978, «sosteneva che in qualche punto dell’universo deve esserci un archivio in cui sono conservate tutte le sofferenze e gli atti di sacrificio dell’uomo. Non esisterebbe giustizia divina se la storia di un misero non ornasse in eterno l’infinita biblioteca di Dio». Così, Joffo scrive questo libro e aggiunge che « È attraverso i miei ricordi di bambino che ho raccontato la mia avventura ai tempi dell’occupazione… la storia di due fratelli in un universo di crudeltà, di assurdità…». Un realtà lontana eppure vicina, perché nei nostri stessi giorni milioni di bambini stanno morendo a causa della guerra in Syria e attendono il nostro aiuto. Ancora una volta il ricordo del passato non può che essere per il presente quella voce che ci permette di non commettere gli stessi errori, bensì di cambiare per un futuro migliore, in cui la primavera dei bambini potrà fiorire senza essere deturpata.

Per approfondimenti:

27 gennaio: per non dimenticare. Celebrare il giorno della memoria, di Tiziana Mazzaglia, in «L’informatore delle autonomie locali», 28/01/2013.  http://www.linformatore.info/?p=377

 La “tragedia umana” della Siria nelle parole di Papa Francesco, di Tiziana Mazzaglia, in «SocialNews», rivista anno 10, numero 7, Settembre 2013, pg. 9.  http://www.socialnews.it/articoli/9530

Testimonianza:

L’ultimo Sonderkommando italiano. Intervista a Roberto Brumat, di Tiziana Mazzaglia, in «SocialNews», 27/10/2013.  http://www.socialnews.it/storie-di-vita/9444

 

Un esempio di carriera ostacolata:

Come amare la matematica? Il metodo della Prof.ssa Emma Castelnuovo, di Tiziana Mazzaglia in «SocialNews», 01/12/2013 http://www.socialnews.it/cultura/9839

Eventi:

Ravenna: Tutti insieme per la Syria, di Tiziana Mazzaglia, in «SocialNews», 17/01/2014  http://www.socialnews.it/cultura/10164

Un aperitivo per arrivare lontano. APERISYRIA, @uxilia, di Tiziana Mazzaglia, in «SocialNews», 17/01/2014 http://www.socialnews.it/cultura/10160

 

  2 comments for “27 Gennaio, giornata della memoria: Ricordare con gli occhi di un bambino

  1. Avatar
    Giorgino
    26 Gennaio 2014 at 09:21

    INVITO AL RISPETTO DEL RICORDO DI QUESTI FATTI CHE HANNO LASCIATO IL SEGNO INDELEBILE NELLA MEMORIA VIVA DI TUTTI

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