Doping. Per quale scopo?

Troppo spesso nello sport odierno si sente parlare di Doping e di Sport, il cui esempio lampante è il ciclismo, nonché il recente scandalo della nazionale di atletica giamaicana (molti membri vennero trovati positivi ai test poco prima dei mondiali di questo Agosto), la cui immagine è rovinata da queste sostanze illecite (Epo, Anabolizzanti etc…). Ma la domande che sorge più spontanea, comprovati gli effetti delle sostanze, è a che scopo vengono assunte? Parecchi atleti dilettanti, di varie discipline, hanno affermato di aver fatto uso di sostanze illecite con lo scopo di migliorare la propria prestazione fisica, essendo comunque a conoscenza delle alterazioni che potrebbero avere a livello psico-fisico quando saranno avanti con gli anni.

A riguardo sono stati raccolti dei pareri di sportivi attualmente attivi e di ex sportivi, per confrontare, con le loro affermazioni, come potrebbe essere cambiato il doping.

Un ex ciclista bergamasco ha affermato che “Ai miei tempi il doping si conosceva, ma non era quasi mai usato, o se lo era usato era in dosi molto ma molto minori rispetto ad oggi: ci si basava di più sulla dieta alimentare da seguire, in quanto essendo le informazioni a conoscenza di pochi, si cercava di capire da soli, o con la squadra, quali alimenti era meglio assumere durante i vari momenti della stagione”.

Un altro ex sportivo professionista, ex campione mondiale di kick-boxing, ha affermato: “Nel mio sport, ti parlo di una decina di anni fa, il doping non era usato e credo non lo sia usato nemmeno ora, in quanto sarebbe difficile smaltirlo dall’organismo prima dei controlli a fine gara”.

Un giocatore del Cesena, squadra professionistica attualmente in serie B, ha affermato che “Sinceramente non credo che nel calcio ci sia il doping. L’unico dubbio mi viene guardando, e parlo di serie A, muscolature di certi giocatori che sono al di là del normale, ma è solo un’ipotesi. Per il resto sinceramente non vedo che beneficio possa dare l’assunzione dell’epo ad esempio, e poi in una partita di calcio sarebbe comunque difficile ‘bruciarlo’ del tutto. Comunque secondo me nel calcio quel tipo di sostanze, come ad esempio gli anabolizzanti o la stessa epo, non esistono. Ci sono sforzi diversi rispetto, per esempio, ad un ciclista. Almeno, questo è il mio parere.

Stefano Mammarella, portiere in forza all’Acqua&Sapone c5 (squadra militante nella serie italiana di calcio a 5), nonché della nazionale italiana di calcio a 5, a riguardo di ciò ha affermato: “Per me il doping è una cosa bruttissima, primo. Ma la cosa che mi fa pensare di più a chi usa sostanze non legali o stupefacenti è , che la persona o atleta non ha fiducia del proprio essere e quindi si rifugia in queste sostanze bruttissime (schifose). Questo è tutto sul doping mi fa veramente male pesare che ragazzi per giocare al meglio hanno bisogno di doparsi.

Sicuramente i tempi sono cambiati, e stiamo assistendo anche ad un cambiamento di morale e valori sportivi, che oltre a rovinare l’immagine dello sport in generale, rovinano anche atleti che per conquistare la fiducia di direttori sportivi, allenatori e amici superano i propri limiti: ed è questo l’errore nell’errore, in quanto questi atleti devono essere visti e recuperati prima come uomini, poi come atleti. Senza lasciare che, come già in vari casi, sprofondino in loro stessi e nel “disagio” di voler arrivare prima che li attanaglia.

Di “Doping nello sport” si è parlato nel numero di Settembre 2012 di SocialNews: http://www.socialnews.it/wp-content/uploads/2012/SocialNews_Settembre2012.pdf

 

di Mauro Farina

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