Tecnologie energetiche

L’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) evidenzia da tempo l’insostenibilità dell’attuale modello globale di produzione e di uso finale delle risorse energetiche e la necessità di attuare urgentemente politiche e misure in grado di indurre una sostanziale inversione di tendenza.

È ormai largamente accettato che la prima condizione perché uno sviluppo sia possibile consiste nella sua sostenibilità. “Lo sviluppo sostenibile è lo sviluppo che soddisfa i bisogni delle attuali generazioni senza compromettere quelli delle generazioni future”. È la nota definizione del Rapporto Bruntland che integra nella definizione di sviluppo i tre tipi di capitale: un capitale economico, un capitale naturale ed un capitale sociale. La dimensione della cosiddetta sostenibilità dello sviluppo, basata sulla crescita economica, sul miglioramento delle condizioni sociali e sul rispetto dell’ambiente, traduce così la criticità e la complessità dei nuovi percorsi dello sviluppo economico e chiarisce lo straordinario e crescente impulso che i maggiori Paesi industriali stanno fornendo alle strategie per la sostenibilità nell’ambito delle politiche per lo sviluppo. Negli ultimi anni, la necessità di affrontare le sfide dell’energia e dell’ambiente ha riproposto prepotentemente il dibattito sulla sostenibilità del sistema energetico e sul ruolo che possono giocare in questo senso le nuove tecnologie. Centrale, nel nuovo approccio delle politiche per la sostenibilità, è, in particolare, l’idea che gli avanzamenti tecnologici realizzati con specifiche finalità ambientali siano all’origine di importanti ricadute, anche economiche, utili al rafforzamento di quella base di conoscenze e competenze tecnologiche ritenuta ormai indispensabile per la competitività e la crescita dei sistemi economici.

L’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) evidenzia da tempo l’insostenibilità dell’attuale modello globale di produzione e di uso finale delle risorse energetiche e la necessità di attuare urgentemente politiche e misure in grado di indurre una sostanziale inversione di tendenza. La risposta dell’AIE alla questione energetica è naturalmente di tipo tecnologico, basata sullo sviluppo di un deciso processo di accelerazione di tutte quelle tecnologie che, da una parte, consentono il contenimento della domanda attraverso l’efficientamento dei sistemi di produzione e di uso finale dell’energia e, dall’altra, il ricorso a fonti ad emissione di gas serra bassa o nulla, come le fonti rinnovabili. Importanti processi di innovazione tecnologica sono ormai avviati, ma è necessario moltiplicare gli sforzi puntando ad una decisa accelerazione, soprattutto a beneficio di quelle economie in forte crescita ancora in fase iniziale di industrializzazione. L’andamento degli investimenti mondiali in tecnologie pulite, risultato positivo, negli ultimi anni, nonostante la difficile congiuntura, per le misure di stimolo alla ripresa economica approntate da parte di molti Paesi, ha determinato uno straordinario sviluppo delle fonti rinnovabili, le cui installazioni, in Europa, sono cresciute, nel 2010, del 30%, rispetto all’anno precedente. Anche l’Italia, grazie anche ad un meccanismo d’incentivazione particolarmente generoso, ha fatto segnare, in questi ultimi anni, un significativo aumento degli impianti a fonti rinnovabili che ha portato il Paese a ricoprire i primissimi posti in Europa in termini di nuove installazioni e potenza cumulata in settori come l’eolico ed il fotovoltaico. A questo risultato non si è però associato un adeguato sviluppo in termini di capacità tecnologica del sistema industriale nazionale. Questo ritardo ha determinato una marcata dipendenza tecnologica dall’importazione anche da Paesi europei, come la Germania, che hanno saputo favorire lo sviluppo di un solido tessuto industriale nazionale attraverso strumenti d’incentivazione a favore dell’offerta tecnologica e degli investimenti in attività di R&S. Per avviare e sostenere un processo di accelerazione tecnologica per la sostenibilità energetica che incida sul sistema Paese è necessario coinvolgere tutti gli attori operanti nel sistema della produzione, dei servizi e della pubblica amministrazione. A tal fine, assume un ruolo determinante la capacità di stabilire rapporti sempre più stretti tra questi ed il mondo della ricerca. È in questa direzione che opera l’ENEA, che ai compiti tipici di un Ente di ricerca vede aggiungersi un ruolo di Agenzia (per lo sviluppo economico sostenibile) che ne sottolinea le funzioni a supporto del sistema Paese.

Carlo Manna
Responsabile Ufficio Studi ENEA

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Massimiliano Fanni Canelles Head of CAD Nephrology and Dialysis, Health Department with University of Udine Adj. Professor in Alma Mater University in Bologna of International Cooperation Editor of SocialNews Magazine President of Auxilia Foundation Twitter. @fannicanelles Instagram @fannicanelles

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