La casa economica

Sistemi intelligenti realizzati su misura per la singola abitazione consentono di attivare i vari dispositivi solo per il tempo necessario, con accensione e spegnimento programmati. Grazie al contributo dei nuovi sistemi di progettazione e costruzione eco-compatibili, è oggi possibile realizzare una casa capace di consumare fino al 75% di energia in meno rispetto ad una costruzione degli anni ’70.

I termini “edilizia ecosostenibile” e “bioedilizia”, definiti nell’ambito della relazione della Commissione Mondiale per l’Ambiente e lo Sviluppo del 1987 (Relazione Brundtland), hanno risvegliato le coscienze sopite di tanti addetti ai lavori. Da quel momento storico, essi hanno iniziato a pensare ad uno sviluppo che soddisfacesse le esigenze del presente senza compromettere quelle delle generazioni future. Il mercato dell’edilizia deve oggi fare i conti con il superamento della concezione di casa quale rifugio dall’ambiente esterno. Da tempo, ormai, l’attenzione si è spostata sui materiali utilizzati, sull’efficienza dei servizi, sulle tecnologie di comunicazione. Ma l’aspetto che assurge a priorità è la riqualificazione del patrimonio già esistente, affinché divenga energivoro in misura minore, più sicuro ed allineato alla normativa comunitaria. È necessario iniziare quindi a considerare l’edilizia nella nuova veste di luogo dove risiedere con serenità ed in totale salubrità. Anche se molto lentamente, la bioedilizia si sta evolvendo da una dimensione di nicchia.

Destinata, una volta, solo ad una platea di consumatori attenti a scelte di acquisto responsabile, si muove oggi verso un mercato di massa, che attribuisce un’importanza fondamentale ai costi complessivi dell’immobile. Il trend sta cambiando tutti i parametri di riferimento che per decenni hanno contraddistinto il mondo delle costruzioni: materiali, tecniche realizzative, gestione degli elettrodomestici che animano la casa, ogni componente viene valutata dalla bioedilizia per l’impatto esercitato sul fronte delle emissioni e dei consumi di acqua, luce e gas. Bastano pochi numeri per comprendere le ragioni di questo fenomeno: oggi, il 31% dell’energia elettrica ed il 44% di quella termica (combustibili) vengono utilizzate in ambito residenziale, in uffici ed aree commerciali. Si sono sviluppate le tecnologie solari attive (collettori solari e pannelli captanti), si è evoluta una visione solare passiva dell’edificio (superfici captanti, masse di accumulo e gestione dei moti convettivi dell’aria) fino ad arrivare a valutazioni prestazionali, controllo dei parametri e tecnologie interne all’abitazione che dialogano fra loro. Ciò ha comportato l’introduzione di sostanze naturali facilmente degradabili o riciclabili in fase di costruzione, come l’impiego di materiali, vernici e rivestimenti a basso impatto inquinante.

Quando oggi si parla di costruzioni di classe A, si fa riferimento ad un complesso di parametri che parte dalla qualità della progettazione e della costruzione e si estende all’impatto ambientale ed alla capacità di sfruttamento dell’irradiamento solare. Si tratta di un salto concettuale importante: il valore di una costruzione non è più limitato all’impatto visivo ed alla resa dei materiali, ma si estende alla sua collocazione all’interno dell’ambiente naturale. La nuova concezione investe anche gli interni: la domotica consente di organizzare il funzionamento di frigorifero, impianto di condizionamento, forno, computer e altri dispositivi elettronici in modo da ottimizzare la resa e minimizzare gli sprechi. Sistemi intelligenti realizzati su misura per la singola abitazione consentono di attivare i vari dispositivi solo per il tempo necessario, con accensione e spegnimento programmati. Grazie al contributo dei nuovi sistemi di progettazione e costruzione eco-compatibili, è oggi possibile realizzare una casa capace di consumare fino al 75% di energia in meno rispetto ad una costruzione simile degli anni ‘70. L’evoluzione non si limita alle sole nuove costruzioni: in un Paese in cui le ristrutturazioni incidono per il 60% del totale degli investimenti immobiliari, risparmi consistenti sono realizzabili anche nei confronti del patrimonio edilizio già esistente. I consumatori hanno ormai compreso che vanno valutati non solo i costi di costruzione, ma anche quelli di gestione. Il fenomeno della bioarchitettura è destinato quindi a diventare strutturale. La Scuola Edile di Taranto svolge un ruolo determinante nella sensibilizzazione, nell’informazione e nella formazione di nuovi operatori sui temi dell’abitazione sana e della riqualificazione ecologica del territorio.

Per questo motivo, il 30 giugno scorso ha sottoscritto un importante protocollo d’intesa con l’Università dell’Idrogeno di Monopoli, finalizzato all’avvio di una serie di attività di formazione. La Scuola è un Ente di formazione accreditato presso la Regione Puglia ed è in possesso della Certificazione di Qualità per servizi formativi e seminari informativi. La sua mission è quella di contribuire alla creazione delle condizioni culturali di sviluppo del territorio attraverso due assi principali: lo svolgimento di attività di formazione e la formazione iniziale rivolta ai giovani che intendano approfondire le conoscenze acquisite nei settori innovativi. L’Università dell’Idrogeno svolge invece attività di formazione, informazione e ricerca nel campo delle energie rinnovabili e dell’idrogeno. Grazie ad un’attività d’eccellenza, detiene un know-how consolidato in tema di energie rinnovabili e di idrogeno ed opera in collaborazione con imprese, associazioni di categoria e con i migliori esperti a livello europeo ed internazionale. La Scuola Edile di Taranto e l’Università dell’Idrogeno di Monopoli hanno raggiunto un accordo di collaborazione volto ad intensificare la compartecipazione nella realizzazione dell’obiettivo di sviluppo delle attività di formazione e sperimentazione nel settore delle energie rinnovabili e dell’idrogeno. Il fine è quello della diffusione delle tecnologie innovative attraverso l’organizzazione di attività di formazione, stage, tirocini e seminari informativi. La collaborazione riguarda, in particolare, la progettazione, l’organizzazione e la realizzazione di programmi di studio e relativa sperimentazione su tematiche attinenti la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’efficienza energetica e l’idrogeno. La bioedilizia costituisce una scommessa che non possiamo perdere. A questo proposito, è di prossima attivazione, presso la nostra Scuola, il corso di “Urbanistica ed Edilizia Sostenibile”, della durata di 80 ore, rivolto ad operatori, tecnici, dirigenti e funzionari della Pubblica Amministrazione che operano nel campo dell’edilizia e dell’urbanistica e a tutti coloro che sono interessati alle tematiche, come tecnici di imprese edili, imprenditori edili, professionisti (ingegneri, architetti, geometri, periti industriali, geologi, ecc.), studenti e laureati al Politecnico di Bari (Facoltà di Ingegneria di Taranto), dipendenti e proprietari di aziende aderenti al Distretto Edilizia Sostenibile. A questo corso si aggiunge quello di “Qualità Energetica e Sostenibilità Ambientale degli Edifici”, della durata di 148 ore, rivolto a professionisti (ingegneri, architetti, geometri, periti industriali, geologi, ecc.) e tecnici. Per entrambi i corsi, l’avvio è previsto nel prossimo mese di settembre. Tante altre sono le iniziative in cantiere per informare e formare tecnici preparati che diffondano la cultura del progetto urbanistico ed architettonico sostenibile, promuovendo un’edilizia che ponga al centro il benessere, la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente.

Fabio De Bartolomeo
Presidente Scuola Edile Taranto

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Massimiliano Fanni Canelles Head of CAD Nephrology and Dialysis, Health Department with University of Udine Adj. Professor in Alma Mater University in Bologna of International Cooperation Editor of SocialNews Magazine President of Auxilia Foundation Twitter. @fannicanelles Instagram @fannicanelles

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