Quelli che… il vinile

C’è un’immagine indelebile nella mente di tutti i ragazzi, dagli anni ’60 ad oggi: il mitico Fonzie, protagonista della serie televisiva “Happy Days”, si avvicina con aria sicura al jukebox e lo accende con un pugno ben piazzato. Parte una musica, un disco inizia a girare. Il mondo del disco nero e delle sue copertine, dei giradischi analogici, dei mangiadischi è stato spazzato via circa un quarto di secolo fa dalla nascita del cd, un supporto trasparente in policarbonato, del raggio di 6 cm, contenente una sottilissima lamina metallica sulla quale vengono masterizzate le informazioni tramite un raggio laser. Arrivava finalmente una musica senza fruscii e scrocchi, c’era un disco indistruttibile. Le multinazionali Sony e Philips hanno iniziato questa rivoluzione tecnologica che ha completamente modificato il modo di produrre e di ascoltare musica negli ultimi decenni. Successivamente è arrivata la cosiddetta musica liquida, quella che si scarica da Internet in formato audio compresso Mp3. Poi si è cercato di migliorare le caratteristiche del cd col super audio cd, in seguito è stato proposto il dvd-audio. Ma il disco in vinile non è morto, ha continuato in silenzio la sua esistenza in settori riservati, appannaggio di collezionisti, cultori, appassionati, ed oggi è pronto ad un ritorno come alternativa musicale possibile. Perché questo ritorno? Nel 2008, secondo la Recording Industry Association of America, le vendite dei dischi in vinile hanno superato il milione e mezzo di copie e sono in continua crescita. La Capital Records ed altre aziende discografiche hanno ristampato su vinile la quasi totalità dei loro classici.

Ma cos’è il vinile? Quali i suoi pregi e quali i difetti? I primissimi dischi sui quali fu possibile registrare e riprodurre suoni furono realizzati nella prima metà del novecento in gommalacca, sostanza ricavata dalle secrezioni dell’insetto Kerria lacca che, raffinata, diventa una plastica naturale molto resistente quando trattata con alcool e acetone. Nel 1949 questo prodotto fu sostituito dal polivinilcloruro (PVC), sostanza che permette di creare solchi più piccoli e di maggior durata. Ovviamente il disco in vinile presenta scarsa resistenza agli urti ed allo sporco, anche le impronte digitali devono essere evitate. Va pulito con un panno in cotone che segua delicatamente i solchi a spirale o con acqua distillata, cercando di asciugarlo perfettamente prima dell’utilizzo. Il disco va sempre conservato in posizione verticale, affinché non abbia pressioni che ne causino deformazioni. Ancora, per una corretta manutenzione del disco in vinile, è opportuno non sottoporlo ad un ascolto ripetuto, in quanto la normale deformazione dei microsolchi che avviene durante la lettura da parte della puntina necessita di circa 24 ore per il ripristino della forma originale. D’altra parte il suono di un disco in vinile, anche se accompagnato da qualche soffio o crepitio, risulta più appagante per l’orecchio; è un suono caldo, corposo, avvolgente; qualcuno lo ha paragonato ad un buon bicchiere di vino rosso. La riproduzione analogica contiene in sé più informazioni rispetto al suono compresso e digitalizzato di cd e mp3: il vinile suona meglio. Dopo anni di era digitale, la riproduzione di un disco in vinile può essere considerata una nuova esperienza, il suo ascolto può essere condiviso. Gli appassionati di oggi sembrano affascinati dalle copertine, dagli inserti, forse anche dalla riscoperta di possedere un oggetto concreto rispetto ad un file mp3. Numerosissime in tutta Italia le manifestazioni, le fiere, gli incontri dedicati alla diffusione ed allo scambio dei dischi. Fonti della WEA, al vertice della distribuzione discografica americana, parlano di circa il 30% di incremento di vendita per il vinile negli ultimi anni, mentre il sito online di Amazon ha creato una sezione apposita per la vendita di vinile. Numerosi artisti offrono la propria musica anche in edizione limitata su supporto in vinile. In realtà questo mercato, nonostante i recenti successi, rimane pur sempre di nicchia, riservato ai nostalgici, ai collezionisti, ai disc-jockey, ma è ormai certo che la riproduzione con il giradischi analogico restituisce al suono la sua vera natura, valorizza la musica. Persino le imperfezioni non fanno altro che impreziosirla.

Antonio Irlando
dirigente medico ASS4

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Massimiliano Fanni Canelles
Massimiliano Fanni Canelles Head of CAD Nephrology and Dialysis, Health Department with University of Udine Adj. Professor in Alma Mater University in Bologna of International Cooperation Editor of SocialNews Magazine President of Auxilia Foundation Twitter. @fannicanelles Instagram @fannicanelles

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