L’importanza della fede

Rientrato da pochi giorni da Medjugorje, la sua seconda casa, dove sta costruendo un orfanotrofio che diventerà un centro dedicato agli orfani di guerra, Paolo Brosio, giornalista e uomo di spettacolo, continua a raccontare la sua storia di conversione: ‘Grazie a Medjugorje ho ritrovato la fede e mi sono convertito, oggi sono un’altra persona, mi sento vivo’. ‘Ero insoddisfatto del mio stile di vita, non piacevo a Cristo, né a me stesso’. Due situazioni personali gravi ne avevano minato fede e certezze: ‘Ho passato anni diffi cili. Prima la scomparsa di mio padre, al quale ero molto legato, poi la separazione da mia moglie Gretel, molto dolorosa’.

Alla luce degli ultimi tragici avvenimenti di Alessandria, in cui hanno perso la vita 21 Cristiani copti per mano del terrorismo, in che misura si può e si deve parlare ancora di dialogo interreligioso?
Dio è uno solo, per tutti. Sono gli uomini che hanno creato le divisioni sulla Terra. C’è un messaggio del 20 maggio 1982 della Madonna di Medjugorje a cui mi ispiro per fornirti una risposta: la Madonna dice che siamo tutti fi gli suoi, però sulla Terra siamo divisi: Musulmani, Cristiani, Ortodossi. La salvezza viene offerta da Dio Padre a tutti, senza eccezioni. Rimangono dannate le persone che rifi utano completamente Dio. La Madonna aggiunge che a chi è stato dato poco, poco sarà chiesto; a chi è stato dato molto, molto sarà chiesto al momento del trapasso. Solo Dio, con la sua immensa giustizia, dice la Madonna, stabilisce il grado di responsabilità di ogni uomo quando pronuncia il giudizio fi nale. Dobbiamo quindi, prima di ogni altra cosa, ricercare la verità nella Parola che si è fatta carne nel Vangelo. Ma non dobbiamo discriminare chi professa altre religioni. Dobbiamo essere tolleranti, volerci bene, dare amore.
Dobbiamo, però, anche ricevere amore dagli altri. Gesù era un rivoluzionario, ha scompaginato i piani a tutti. Un rivoluzionario incruento che offre pace e amore. Questo ha fato saltare i nervi a tutti, ancora oggi fa saltare i piani di qualunque persona. Oltre a rifarmi al messaggio della Madonna, dentro di me risuonano le parole di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, i quali hanno sempre parlato di tolleranza, fratellanza e condivisione spirituale con le altre religioni.
In tutte, sono gli uomini che tendono verso Dio, che è in Cielo. La grande rivoluzione di Gesù è stata quella di vestire i panni dell’essere umano e sopportare la tortura e la morte per crocifi ssione per salvare l’uomo dal peccato. Un sacrifi cio estremo. Dobbiamo tornare ad essere Cristiani forti, con il cuore che batte forte per Gesù, aspetto che oggi manca. I Cristiani di oggi, in Italia, sono deboli.

Perché oggi i Cristiani sono più deboli?
Perché c’è una secolarizzazione della vita, una materializzazione. C’è la massifi cazione dei valori, degli ideali, in nome del consumismo. Il benessere porta a ritenere che certi peccati non siano più considerati come tali, che certi atteggiamenti ingiusti vengano accettati come normali. Si è perso il valore della Croce. Una volta c’era il sangue dei martiri cristiani. Con questo non voglio dire che abbiamo bisogno di nuovi martiri. Gli avvenimenti che stanno accadendo in questo periodo ci fanno rifl ettere e, forse, ci fanno ritrovare il gusto di amare Gesù. Se i Cristiani sono deboli, i fedeli di altre religioni sono forti. Non dobbiamo impedire loro di pregare, dobbiamo impedire loro di commettere reati, attentati. Non sentiamo il desiderio di andare in chiesa, non sentiamo il desiderio di piegare le ginocchia e sgranare il rosario. Non siamo più forti nel nostro cuore e non sentiamo più Gesù Cristo. Sentiamo altri valori, non quelli proposti da Gesù, ma quelli del denaro, del successo, della moda, del sesso, di tutti i godimenti materiali.
Io ho condotto una vita di questo tipo per trent’anni. Ora mi sono reso conto, nel momento della sofferenza e del dolore, che questa non è la vita giusta.

Il suo pensiero rispetto agli altri Cristiani, non Cattolici?
È grandissimo il desiderio di riunire tutti i Cristiani. Non ha senso che due etnie, comunque cristiane, una nell’Ortodossia e l’altra nel Cattolicesimo, non debbano essere unite. L’importante è custodire la fi amma viva di Gesù nel cuore. I nostri ragazzi, oggi, non hanno più punti di riferimento.
C’è la crisi economica, la quale trova fondamento non nella crisi fi nanziaria, bancaria, della borsa, ma nella crisi dei valori del cuore. C’è crisi di identità dei valori, indebolimento dei valori cristiani. La grave crisi della società moderna europea, e di tanti altri Paesi cattolici, causa importanti ed evidentissimi problemi sociali che sfociano in delitti, reati, corruzione, ingiustizia.
È importante che i nonni preghino insieme ai nipoti, i genitori insieme ai fi gli. Se non preghi la Madonna e Gesù, come fai a professarti Cristiano? Con la perdita dei valori della Cristianità, l’Europa rischia la decristianizzazione. Siamo una società decristianizzata. Ci lamentiano che i Musulmani costruiscono le loro moschee… Saranno sempre più numerosi. Ma non bisogna fermare i Musulmani. Forniamo l’esempio di Cristiani forti e i Musulmani ci rispetteranno, come noi rispettiamo loro, per convivere nella pace e nell’armonia.

Intervista di David Roici

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Massimiliano Fanni Canelles
Massimiliano Fanni Canelles Head of CAD Nephrology and Dialysis, Health Department with University of Udine Adj. Professor in Alma Mater University in Bologna of International Cooperation Editor of SocialNews Magazine President of Auxilia Foundation Twitter. @fannicanelles Instagram @fannicanelles

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