Così lontani, così vicini

Il Cristianesimo è una religione che nasce dall’Ebraismo, con il quale ha instaurato un rapporto caratterizzato da opposte tensioni: da una parte vi è il rilievo della vicinanza spirituale, dall’altra il desiderio di distaccarsene, con tutte le conseguenze che ciò può comportare.

L’Ebraismo rappresenta una realtà estremamente vitale, per quanto numericamente molto poco consistente, dotata di una notevole importanza spirituale. La sua presenza sulla scena mondiale è altrettanto rilevante, sia da un punto di vista culturale, sia religioso. È impensabile instaurare un dialogo interreligioso prescindendo dalla religione ebraica, soprattutto se si pensa ad un confronto con i Cristiani. Il Cristianesimo è una religione che nasce dall’Ebraismo, con il quale ha instaurato un rapporto caratterizzato da opposte tensioni: da una parte vi è il rilievo della vicinanza spirituale, dall’altra il desiderio di distaccarsene, con tutte le conseguenze che ciò può comportare. Permane, tuttavia, il tema della radice essenzialmente comune. Nel momento in cui ci si rende conto, in termini più maturi, che il problema non è quello di soffocare la differenza altrui, ma di crescere reciprocamente, la vicinanza di storia e radici non può più essere ignorata e diviene un prezioso elemento di confronto e di comunicazione. La nascita dello Stato di Israele ha creato una rivoluzione. Per quanto riguarda la condizione ebraica, essa ha suscitato un ripensamento identitario, ponendo in discussione il modello che identificava l’Ebreo come il seguace di una religione differente.

In realtà, egli appartiene ad una condizione molto più complessa, derivando la sua origine dall’antichità, molto precedente al Cristianesimo, in cui, religione, etnicità e storia, costituiscono un unico e complesso patrimonio. L’esistenza dello Stato di Israele muta il senso di identità degli Ebrei ed il senso di relazione degli altri nei loro confronti. Si tratta di un problema particolarmente sentito dal mondo islamico e da quello cristiano. Per l’Islam si tratta di una sfida, poiché esso tollerava, a volte benignamente, gli Ebrei, in quanto essi rappresentavano una religione suddita ed assoggettata. Nel momento in cui non lo è stato più, l’Islam non è riuscito a convivere con questa novità, parte integrante della modernità. Il Cristianesimo, nelle sue varie espressioni, deve, in qualche modo, misurarsi con la circostanza di una rinascita nazionale ebraica, che potrebbe essere vista come una sorta di realizzazione profetica. Tutto ciò fa parte di una realtà, la quale, per molti Ebrei, è scritta nella Bibbia ed invocata nelle preghiere quotidiane. La religione ebraica svolge, dunque, un ruolo centrale all’interno del dialogo interreligioso. In particolare, questi ultimi decenni sono stati decisivi per lo sviluppo di un confronto sempre più fecondo e costruttivo con la religione cattolica. Il processo è stato caratterizzato da tappe ed eventi di portata storica, anche se si sono alternati, nel tempo, momenti di maggiore e minore serenità e disponibilità da entrambe le parti.

Quella che non è mai venuta meno è stata la volontà, la determinazione a superare le diversità e andare avanti nel dialogo che, di fatto, non si è mai interrotto. Il rispetto reciproco, la rinuncia all’educazione al disprezzo, la lotta contro ogni forma di intolleranza, sono i punti su cui c’è accordo con i Cattolici. Persistono, invece, problemi aperti sulla questione relativa alla conversione. Non c’è spazio per il dialogo, dal punto di vista ebraico, se lo scopo del Cristianesimo, aperto o nascosto, deve essere la conversione dell’interlocutore. Restano ancora da chiarire alcuni punti fondamentali sull’interpretazione del passato, in particolare sulla Shoa, un tema che rimane molto delicato. Oltre al confronto con i Cattolici, non mancano contatti anche con altre realtà cristiane non cattoliche, con cui si sono instaurati rapporti di vicinanza e cortesia, i quali non sono però supportati da frequenti occasioni di incontro e confronto. Non mancano neppure i contatti con l’Islam e con le sue numerose organizzazioni che rappresentano i Musulmani nel mondo.

Entrare in contatto vero con queste ultime è complicato e, al momento, non ci sono risultati rilevanti cui riferirsi, soprattutto perché l’eccessiva politicizzazione di costoro impedisce un confronto sereno e puramente ‘religioso’. Bisogna comunque sottolineare che, nonostante le molte difficoltà nell’incontro con le religioni monoteiste, la radice comune consente di confrontarsi avendo come riferimento una base condivisa. Cosa diversa è pensare al dialogo con religioni che non definirei neanche tali, come il Buddhismo, con le quali c’è una distanza reale. Sono realtà lontane, che non consentono un grande confronto. Ciò non significa che non vi debbano essere rapporti di conoscenza e di stima e assenza di conflitti.

Riccardo Di Segni
Rabbino Capo, Comunità Ebraica di Roma

 

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Massimiliano Fanni Canelles
Massimiliano Fanni Canelles Head of CAD Nephrology and Dialysis, Health Department with University of Udine Adj. Professor in Alma Mater University in Bologna of International Cooperation Editor of SocialNews Magazine President of Auxilia Foundation Twitter. @fannicanelles Instagram @fannicanelles

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