Un patto per l’ambiente

Stefania Prestigiacomo

La green economy è la nuova frontiera. è questa la strada che stiamo percorrendo consapevoli delle opportunità offerte dal settore delle energie rinnovabili e delle altre fonti pulite, dalla mobilità sostenibile, alla bioedilizia.

Oggi non è più possibile affrontare le sfide economiche senza considerare quelle ambientali. Io credo che la green economy possa essere una delle vie principali per affrontare questo delicato periodo finanziario internazionale e gli esempi di eccellenza che già ci sono devono moltiplicarsi per una nuova economia moderna, competitiva, rispettosa dell’ecosistema.
L’ambiente, dunque, non deve essere considerato un costo o un ostacolo alla ripresa economica, ma deve servire piuttosto per rilanciare l’economia e l’occupazione. Si tratta di una nuova impostazione da attuare a livello internazionale, con un impegno diffuso e condiviso a tutela del pianeta e di un suo sviluppo all’insegna della sostenibilità. La “rivoluzione verde” proposta dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama fa ben sperare in un’inversione di tendenza significativa, così come l’attenzione dell’Unione Europea verso le questioni ambientali, che stanno assumendo un’importanza concreta.
Ritengo che occorra un approccio pragmatico affinché la green economy diventi realmente la nuova frontiera. Ed è questa la strada che sta percorrendo il Governo italiano, consapevole delle opportunità offerte dal settore delle energie rinnovabili e delle altre fonti pulite, dalla mobilità sostenibile, la bioedilizia, il fronte dell’efficienza e del risparmio energetici, il sostegno alla ricerca ed alle nuove tecnologie, il convinto e pieno coinvolgimento delle imprese negli investimenti ecovirtuosi, proficui anche sul piano economico, la più ampia condivisione possibile delle buone pratiche ambientali.
Il “Patto per l’ambiente” siglato con undici grandi gruppi industriali italiani, che presto sarà allargato ad altri diciassette, ha costituito una svolta non soltanto nella strategia della lotta ai gas serra, ma anche in quella a favore dello sviluppo sostenibile del nostro Paese. Un impegno che consentirà all’Italia di tagliare del 25% il suo gap rispetto agli obiettivi di Kyoto e, inoltre, di investire in settori chiave della green economy come la produzione di energia da fonti rinnovabili, il risparmio energetico, il fotovoltaico nei trasporti, l’“ambientalizzazione” di centrali che oggi producono energia con combustibili inquinanti.
Vogliamo aprire, insomma, nuovi orizzonti nel campo ambientale, energetico, tecnologico, economico tout court. Per una crescita armonica, sostenibile e all’avanguardia del nostro Paese.

Stefania Prestigiacomo
Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare

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