Il conflitto fra scienza e società

Renato Dulbecco

Possiamo affermare che con l’utilizzazione delle cellule staminali i conflitti tra scienza e società verranno finalmente eliminati? A mio parere la risposta è indubbia ed è positiva. Le cellule staminali non sono presenti solo nell’embrione, si trovano in tutti gli organi del nostro corpo anche nell’età adulta. Utilizzando queste cellule si potrebbe risolvere anche il problema del rigetto.

dulbecco«… In ogni caso, come capite, la questione fondamentale è sempre la seguente: come ottenere queste cellule staminali? È infatti evidente che se dobbiamo curare l’uomo non possiamo prendere queste cellule staminali dal topo. Necessariamente dobbiamo prendere delle cellule umane. Ma come ottenerle? Dagli embrioni? Ma questo è assolutamente impossibile, perché esistono ragioni etiche molto serie per non farlo. Per la verità, si è pensato di aver trovato la soluzione a questo dilemma, utilizzando colture di cellule staminali derivate da embrioni vivi congelati, cioè embrioni in eccesso derivanti da fecondazioni in vitro e non utilizzati. Gli Stati Uniti hanno espressamente autorizzato l’uso di queste colture e così attualmente sessantaquattro di queste colture sono state legalmente sfruttate, anche se questo procedimento, sul piano etico, non risulta del tutto corretto, perché per ottenere le cellule questi embrioni sono stati soppressi.

Più recentemente si è però compiuta una scoperta assolutamente impressionante. Si è infatti scoperto che le cellule staminali non sono presenti solo nell’embrione precoce, ma si trovano in tutti gli organi del nostro corpo. Un tempo questa affermazione sarebbe apparsa assurda e veramente impossibile. Si riteneva infatti che in un determinato organo – pensiamo, per esempio, al cervello – le cellule fossero arrivate a un determinato stadio finale, rispetto al quale non era previsto alcun altro sviluppo. Si sapeva che queste cellule sviluppate morivano, ma non venivano più rimpiazzate. Si è scoperto, invece, che anche il cervello possiede delle cellule staminali e quindi che certe sue parti possono essere ricostruite. Questo rilievo vale per quasi tutti gli organi che presentano tutti, dunque, delle cellule staminali. Le cellule staminali si possono pertanto utilizzare per riparare lesioni nell’organo stesso dal quale si estraggono.

Questa costituisce senza dubbio una possibilità del più alto interesse che, tuttavia, presenta anche un limite evidente, perché connessa con un determinato organo. Successivamente ci si è però resi conto che le cellule staminali di un determinato organo possono anche servire per rimpiazzare le cellule di un altro organo, completamente diverso. Di conseguenza queste cellule staminali divengono una realtà estremamente importante e primaria. Da questo punto di vista attualmente le cellule più promettenti sembrano essere quelle del midollo osseo. Il midollo osseo possiede una miriade di cellule che producono le cellule del sangue, del sistema linfatico ecc., ma possiede anche delle cellule staminali che possono dirigersi in tutte queste differenti direzioni. Se queste cellule staminali del midollo osseo sono prese e messe in coltura, in determinate condizioni possono dar luogo a qualunque cellula dell’organismo. Esiste inoltre un altro vantaggio non trascurabile: queste cellule staminali non devono essere necessariamente prese dal midollo osseo ma, durante un normale parto, possono essere prelevate dal cordone ombelicale.

Infatti dal cordone ombelicale fuoriesce sempre un po’ di sangue che è appunto ricco di cellule staminali del midollo osseo. Attualmente queste cellule vengono già usate, con ottimo profitto, per la cura di determinate malattie genetiche del midollo spinale e si è visto che sono veramente curative ed efficaci. Ma il fatto che queste cellule staminali del midollo osseo possano indirizzarsi in molteplici direzioni costituisce una possibilità del massimo interesse che modifica, in modo davvero sensibile, le nostre possibilità future di azione. Possiamo allora affermare che con l’utilizzazione delle cellule staminali i conflitti tra scienza e società verranno finalmente eliminati? A mio parere la risposta è indubbia ed è positiva: questa scoperta ci permette di superare un ostacolo molto grave, soprattutto sul piano etico. Il conflitto tra scienza e società non poteva che essere molto forte quando si pensava, come abbiamo visto, di dover utilizzare cellule staminali ricavate direttamente dagli embrioni umani vivi che dovevano essere soppressi.

Ora, invece, questo conflitto non ha più ragion d’essere e, pertanto, non dovrebbe più insorgere tranne forse che in qualche caso del tutto particolare e, forse, solo con determinati credi religiosi poiché secondo il metodo che ho descritto, tramite il sangue del cordone ombelicale, le cellule staminali vengono ricavate direttamente dal midollo osseo. Esiste inoltre un altro notevole vantaggio che non va trascurato. Quando si adoperano delle cellule staminali di un individuo adulto occorre ricordare che queste cellule risultano essere identiche, dal punto di vista immunologico, alle cellule della persona che le dona. In questo caso, dunque, sembrerebbe proprio risolto anche il grave problema del rigetto.

Autorizzazione da: SCIENZA E SOCIETÀ OGGI. LA TENTAZIONE DELLA PAURA © 2004/2009 RCS Libri S.p.A./Bompiani

Renato Dulbecco
Premio Nobel per la Medicina nel 1975

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