La necessità e l’avidità dell’uomo

Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) la richiesta energetica mondiale aumenterà del 50% entro il 2030, ed anche nel prossimo futuro la maggior parte dell’energia primaria sarà fornita ancora da combustibili fossili (carbone, petrolio, gas). La certezza però del progressivo esaurimento di questi vettori non rinnovabili, la crescita della popolazione mondiale e il bisogno crescente di energia in Paesi come l’India e la Cina obbliga l’umanità a trovare fonti energetiche alternative per soddisfare le esigenze del pianeta e poter mantenere gli standard tecnologici attuali. La capacità tecnologica è infatti direttamente proporzionale alla quantità di energia prodotta. Oggi un appartamento consuma in un mese la quantità di energia che sarebbe bastata nel 1800 a soddisfare per un anno una città come Londra, ed è grazie a questa energia che tutti noi oggi possiamo godere di servizi e prestazioni impensabili anche un solo secolo fa. Ma la produzione di energia, come lo standard di vita, è differente non solo nel tempo ma anche secondo distribuzione geografica: le popolazioni che abitano il mondo differiscono nei consumi in maniera corrispondente al loro sviluppo. Gli USA rappresentano il 4.6% della popolazione terrestre ma consumano il 24% della produzione mondiale di petrolio; la Germania, l’Inghilterra e la Francia insieme raggiungono il 3.2% e consumano il 7.7% della produzione di greggio. Mentre la Cina, con i suoi 1.3 miliardi di abitanti, rappresenta il 20% della popolazione mondiale e consuma soltanto l’ 8% della produzione totale dei combustibili fossili.

Per mantenere il nostro stile di vita e sperare di poter continuare a progredire nel prossimo futuro risulta evidente come sia necessario trovare nuove forme energetiche e quindi concentrare le ricerche su fonti abbondanti, inesauribili e facilmente accessibili e non inquinanti. Una strada da percorrere sono le cosiddette energie rinnovabili e quindi non esauribili quali il sole, il vento, la terra, l’acqua e l’idrogeno. A queste possiamo aggiungere forme di recupero energetico quali le biomasse, gli inceneritori o termovalorizzatori per i rifiuti, le turbine per i flussi degli acquedotti, fino ad arrivare ad utilizzare l’energia sprigionata dal cammino delle persone in aeroporti e metropolitane. Fondamentale comunque sarà contenere i consumi, costruendo macchine e apparecchi con alti rendimenti e abitazioni adeguatamente coibentate. Ma l’enorme richiesta energetica dell’umanità sempre più esigente e popolosa deve far capire che solo l’investimento in una corretta politica di ricerca scientifica può evitare all’umanità un nuovo medio evo. Oggi siamo costretti a mantenere l’opzione nucleare concentrando gli sforzi nella sicurezza e nello stoccaggio delle scorie del sistema a fissione ed investendo nello sviluppo del sistema a fusione maggiormente sicuro ed inesauribile. Nel prossimo futuro forse però dovremmo tenere in maggiore considerazione la frase del Mahatma Gandhi: “La Terra ha abbastanza risorse per le necessità dell’uomo, non per la sua avidità”.

Massimiliano Fanni Canelles

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Massimiliano Fanni Canelles Head of CAD Nephrology and Dialysis, Health Department with University of Udine Adj. Professor in Alma Mater University in Bologna of International Cooperation Editor of SocialNews Magazine President of Auxilia Foundation Twitter. @fannicanelles Instagram @fannicanelles

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