La famiglia esprime il fallimento della politica violenta

Nella costituzione italiana è scritto che “Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi” (art. 29) e che “è dovere dei genitori istruire, mantenere ed educare i figli anche se nati fuori del matrimonio” (art. 30). Negli ultimi 40 anni però il diritto di famiglia è cambiato notevolmente ed i principi che regolano il rapporto di coppia e dei genitori con i figli sono in continua evoluzione. Un effetto dirompente lo ebbe sicuramente la legge sul divorzio del 1970 e la riforma legislativa del 1975 che modificò i rapporti fra i coniugi affermando che “col matrimonio si acquistano gli stessi diritti e assumono gli stessi doveri”, e che il sostegno della famiglia deve avvenire “in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo”(143 c.c.). Allo stesso modo, per quel che riguarda il rapporto con figli cambiò il principio della potestà esercitata di comune accordo tra i genitori (316 c.c.) e dell’educazione con “l’obbligo di mantenere istruire ed educare la prole” (147 c.c.) in proporzione alle proprie sostanze e capacità.

Il compito atteso dalla famiglia corrisponde quindi a quello della genitorialità che non dipende dal vincolo coniugale ma che si esercita nella dimensione della vita familiare. Per questo nella legislazione le relazioni genitoriali devono essere considerate un diritto del bambino e non del genitore. Attualmente molto forte è l’attenzione sia alla chiusura degli istituti per minorenni prevista dalla legge 149/2001 per il 31 dicembre 2006, sia per lo sviluppo applicativo sulla Legge 8 febbraio 2006, n. 54 “Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli”. Non di minor attesa sono le proposte legislative che il nuovo governo dovrà prendere in considerazione quali il l’istituzione del Pubblico Tutore Nazionale per i minori, il riconoscimento giuridico di diritti prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto e della nuova legge sulla regolamentazione della famiglia che secondo alcuni esponenti prenderà spunto dalla legge regionale per il FVG “Interventi regionali a sostegno della famiglia e della genitorialità” in prossima votazione nella Regione Friuli Venezia Giulia.

Il tema della famiglia diventa quindi quasi più un tema politico che culturale, non solo per tutte le leggi ed i progetti di legge correlati, ma soprattutto perchè la famiglia è la base della società e quindi dello stato che politicamente deve essere retto. La difficoltà del legislatore e degli organi istituzionali nella gestione delle problematiche culturali nasce però proprio dal tipo di messaggio che lo stato e quindi che la classe politica ci trasmette. Il legislatore nulla potrà fare se permarrà l’applicazione del conflitto come unico esempio di confronto sociale. L’evoluzione dalla campagna elettorale e dei risvolti post elettorali sono infatti l’esempio lampante di come l’aggressività, il ricatto economico e psicologico, l’inganno, la violenza verbale e non verbale ci spingano inutilmente a cercare vinti e vincitori in una totalità di perdenti.

di Massimiliano Fanni Canelles

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Massimiliano Fanni Canelles
Massimiliano Fanni Canelles Head of CAD Nephrology and Dialysis, Health Department with University of Udine Adj. Professor in Alma Mater University in Bologna of International Cooperation Editor of SocialNews Magazine President of Auxilia Foundation Twitter. @fannicanelles Instagram @fannicanelles

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