Il futuro non arriva: ti raggiunge

Nel suo libro “Il futuro prossimo, come affrontarlo in modo consapevole”, Sana Sandro parte da un’intuizione semplice ma potente: il futuro non è davanti a noi, è già tra noi. Già dal titolo emerge il gioco linguistico con il “passato prossimo”: se quest’ultimo indica qualcosa appena accaduto, il “futuro prossimo” è ciò che sta accadendo mentre accade. È il tempo contratto dell’era digitale, dove le rivoluzioni non si misurano più in decenni ma in settimane.

La prefazione è costruita come una genealogia dell’innovazione. Dal nonno che vede nascere l’elettricità, al padre che assiste alla diffusione della televisione, fino alla Generazione X, quella dell’autore, sospesa tra analogico e digitale. Il salto vero però riguarda i figli: nativi digitali che vivono in un ecosistema tecnologico che evolve a una velocità mai sperimentata prima. L’esempio simbolo è l’esplosione di ChatGPT: cento milioni di utenti in due mesi. Un dato che non è solo statistica, ma paradigma di una trasformazione senza precedenti. Il libro non adotta toni apocalittici, non è un attacco contro la tecnologia. È piuttosto un manuale culturale di orientamento.

L’intelligenza artificiale, che nel libro appare come simbolo della velocità del cambiamento, è anche uno specchio culturale. Non è soltanto uno strumento tecnico, ma una lente che amplifica le nostre intenzioni. La differenza non sta nell’algoritmo in sé, ma nel contesto umano in cui viene inserito, il punto cruciale non è “quanto sarà potente l’IA”, ma “quanto saremo maturi noi nel governarla”.

Particolarmente efficace è la parte dedicata ai rischi, l’autore mostra come oggi l’attacco non sia più solo tecnico ma identitario. Non cercano i nostri dispositivi, cercano le nostre emozioni. L’analisi delle frodi è pratica e attuale, e si fonda su dati raccolti a livello internazionale. Ma il punto non è generare paura: è insegnare una postura mentale. La sicurezza digitale non è competenza da informatici, è una forma di cura di sé.

Il concetto che attraversa tutto il libro è la consapevolezza. Non come parola astratta, ma come pratica quotidiana. La tecnologia non è mostro né idolo, è strumento, che, a seconda di chi tiene il timone, può costruire o distruggere. L’opera è anche un testo pedagogico, sottolinea che l’educazione digitale non è opzionale: è la grammatica della cittadinanza contemporanea. Interessante l’idea che il filtro dell’informazione non sia più all’ingresso (come nell’epoca dei media tradizionali), ma in uscita: oggi il filtro siamo noi. E diventare filtri consapevoli è un atto di libertà.

Il libro suggerisce implicitamente una nuova forma di cittadinanza. Essere cittadini digitali significa assumersi una quota di responsabilità nella qualità dell’ecosistema informativo. Ogni condivisione contribuisce a costruire o a degradare lo spazio pubblico. In questo senso, la libertà di espressione si accompagna alla responsabilità di verifica. Non è censura, è maturità democratica, la rete non è un territorio neutro, piuttosto è una piazza che prende la forma dei comportamenti di chi la attraversa.

Il futuro prossimo è un libro utile perché non si limita a descrivere il cambiamento tecnologico, ma ne indaga le implicazioni culturali, psicologiche e civili. Non offre soluzioni magiche, offre strumenti, e propone soprattutto una scelta: restare spettatori confusi o diventare protagonisti consapevoli. In un’epoca in cui il tempo di adattamento si è drasticamente ridotto, la vera competenza non è correre più veloce della tecnologia, ma imparare a stare in equilibrio mentre corre. Il futuro non è un destino, è una responsabilità quotidiana.

Riccardo Fanni Canelles

Ho frequentato la European School of Trieste dall’asilo fino alla terza media in lingua inglese, un percorso che mi ha dato un’impostazione internazionale e stimolante sin dai primi anni di studio. Attualmente sto concludendo il percorso Liceale all'istituto Galileo Galilei” di Trieste ( liceo Scientifico Tradizionale ). Coltivo da tempo un forte interesse per lo sviluppo tecnologico, con una particolare attenzione ai campi dell’intelligenza artificiale e dei videogiochi, che considero strumenti fondamentali per il futuro e potenti mezzi di espressione creativa. 

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