USA 2017: sulla strada di un altro Watergate?

Official DIA portrait of Lt. Gen. Michael T. Flynn

Le improvvise dimissioni di Michael Flynn dal Consiglio di sicurezza nazionale USA sembrano senza precedenti. Non è così, e le conseguenze della sua condotta possono condurre gli Stati Uniti in acque inesplorate.

Due consiglieri del presidente Ronald Reagan, Robert McFarlane e John Poindexter, furono implicati nell Irangate (traffico illegale di armi con l’Iran, su cui vigeva l’embargo.) violando la politica estera americana e il senso comune.

Le conversazioni private di Mr. Flynn con l’Ambasciatore Sergey Kislyak sono un evento grave, inaudito. Il più famoso consigliere per la sicurezza nazionale di tutti, Henry Kissinger, incontrò una spia del K.G.B. presso l’Ambasciata sovietica a Washington 18 giorni prima della investitura di Richard Nixon nel 1969. Il Cremlino voleva “canali di comunicazione aperti”, Nixon, al suo giuramento, disse così: “Le nostre linee di comunicazione saranno aperte.”

Kissinger e i suoi successori meno illustri, seguivano solo gli ordini del Presidente. E il signor Flynn? Ha lavorato su dettatura dei russi? Fino a che punto ha fatto tutto da solo? Il Presidente Trump sapeva o no?

Due uomini hanno il potere e la volontà di costringere Flynn a testimoniare sotto giuramento. Uno è il senatore John McCain, che non ama l’idea di ingraziarsi al Cremlino e sta preparando le udienze sulla ingerenza di Mosca nelle elezioni presidenziali 2016; l’altro è James Comey, il direttore del Federal Bureau of Investigation.

Courtesy Sputnik: https://sputniknews.com/

Mr. Flynn deve aspettarsi una citazione in giudizio da un giorno all’altro.

Kissinger, non era uno sciocco, parlo preventivamente del colloquio “con l’uomo di Mosca” con la più alta autorità, J. Edgar Hoover, allora direttore del Federal Bureau of Investigation.  Il signor Flynn, inutile dirlo, non ha parlato con James Comey prima delle sue conversazioni con l’ambasciatore Kislyak sette settimane fa.

Aveva una sua buona ragione?

L’ FBI sta esaminando i rapporti del signor Flynn con i russi, che includono pagamenti da parte dell’organizzazione di stampa russa RT, macchina della propaganda del presidente Vladimir Putin, Flynn è stato anche ospite d’onore di Putin a un banchetto nel 2015. Pochi mesi dopo, eccolo a fianco di Trump, nella campagna per le Presidenziali. Famoso il suo tweet (poi
cancellato, ma lo trovate qui
) contro la Clinton.

 

Ora F.B.I. e C.I.A. hanno concluso che “il Cremlino ha intrapreso una sofisticata operazione clandestina per promuovere il signor Trump e destabilizzare le democrazie occidentali”.

Gravissimo, gli agenti del controspionaggio hanno letto le trascrizioni delle intercettazioni di Natale di Flyn; in una chat con l’ambasciatore russo rassicurava il Cremlino di non preoccuparsi per le sanzioni dell’amministrazione Obama, e che una volta eletto Trump le cose sarebbero migliorate per i russi.

Quindi è ricattabile Flynn? Certamente si.

Flynn è punibile con cinque anni di carcere. Ma questo caso non è più su di lui e il suo rapporto con la verità. L’ufficio di presidenza vuole sapere se i membri della campagna Trump erano in combutta con il Cremlino in una crociata segreta a nome del loro candidato, e così fa il senatore McCain.

Nel frattempo, il presidente si preoccupa di un altro problema. “Le così tante fughe di informazioni provenienti da Washington?”, lo ha twittato pochi giorni fa; a Trump interessa più scoprire le talpe che la verita?

La strada per il Watergate e le dimissioni di Richard Nixon è iniziata nel mese di aprile del 1969, tre mesi dopo il suo insediamento, quando il presidente ha ordinato a Kissinger di intercettare i membri del suo personale, nel tentativo di fermare le imbarazzanti fughe di notizie. Fino a quando Nixon ha palesemente violato la Costituzione.

Quello che Kissinger chiamava “l’odore odioso della verità” si sta diffondendo alla Casa Bianca ed un altro Watergate è alle porte.

Ne vedremo delle belle…

 


Claudio G Torbinio

@holyghostpro

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