Quando un’idea diventa realtà

Il trasferimento tecnologico è il processo attraverso il quale una conoscenza prodotta localmente, e non necessariamente tecnica, viene implementata, o trasferita ad una realtà operativa terza, e lì impiegata

Marta Zaetta

Nonostante esistano molteplici scenari entro i quali è possibile ricondurre l’analisi del processo di trasferimento tecnologico (un esempio concreto è il mondo della cooperazione internazionale, che vede @uxilia come entità operativa costantemente in relazione con Università ed istituti di ricerca), il contesto altamente informatizzato che viviamo oggi tende a catalizzare l’attenzione sul mondo dell’Information Technology.

Che cos’è l’Information Technology?

Pur non essendo il Belpaese annoverato tra le realtà più avanzate tecnologicamente, le straordinarie potenzialità messe a disposizione dalle tecnologie informatiche e dalle telecomunicazioni (condite con non poca inventiva e altrettanta capacità progettuale/manageriale, ma anche con coraggio e voglia di mettersi in gioco) capovolgono il senso comune e pongono al centro del panorama delle eccellenze accademiche italiane la troppo spesso dimenticata Università della Calabria. Il caso è da manuale: all’inizio del nuovo millennio, tre neolaureati presso l’Ateneo di Cosenza, Roberto Galdini, Emilio Graziano e Giorgio Scarpelli, ci provano e fanno del loro bilocale (almeno non era un garage!) un laboratorio di idee e server. Attraverso diverse evoluzioni, questo diventerà uno dei tre centri di ricerca della “NTT Data”, gigante nipponico delle telecomunicazioni. È così che Rende, Cosenza, sale sul podio dell’innovazione tecnologica insieme a Tokyo, capitale del Giappone, e Palo Alto, “capitale” della Silicon Valley.

Oggi la “NTT Data Italia” si configura come parte fondamentale del “Global IT Innovator” di matrice est-asiatica, un partner per servizi e soluzioni IT capace di offrire consulenze e meccanismi di intervento ad ampio spettro su scala mondiale, dallo sviluppo di servizi applicativi e di business intelligence alla cyber-security passando attraverso la fornitura di servizi cloud. Attualmente, l’azienda conta 200 dipendenti con qualifica di ingegnere informatico (praticamente tutti Calabresi). Nel corso del prossimo anno sono previste altre 150 assunzioni per merito.

Un sogno che diventa realtà in un territorio difficile da raggiungere, governare e, non di rado, persino da comprendere. Un sogno che ha radici lontane nel tempo, di cui si possono scorgere le tracce nelle biografie di due uomini di scienza che hanno dedicato gran parte della loro vita alla sfera pubblica e alla complicata “questione meridionale”. Due uomini, Beniamino Andreatta e Paolo Sylos Labini, che negli anni Settanta fondarono l’Università della Calabria investendo impegno ed energia per il futuro di questo territorio.
Territorio che oggi, insieme con l’Italia intera, festeggia con orgoglio un grande successo: la messa in opera di un’idea. Un sentirsi a tutti gli effetti, anche se “solo” limitatamente al campo dell’innovazione, un soggetto attivo nel mondo.

Marta Zaetta, collaboratrice di SocialNews

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