Foresta amazzonica: quando la luna di miele è alternativa

La scelta contro corrente di due giovani sposi che hanno scelto la Bolivia per un eco-viaggio di nozze all’insegna della sostenibilità e della solidarietà

Marta Battaini e Manuel Castelletti

“Ho l’impressione che di questi tempi, viaggiare significhi, in grandissima parte, andare a vedere le cose finché è ancora possibile” scriveva Bill Bryson in “In a Sunburned Country”. Mai come ora questa frase è da ritenersi attuale. Quanto di ciò che abbiamo sempre dato per scontato tra qualche generazione esisterà ancora? Che pianeta stiamo lasciando ai nostri figli e ai nostri nipoti? A scuola abbiamo studiato che il monte più alto del mondo è l’Everest ed abbiamo anche imparato che la foresta più grande del mondo è l’Amazzonia. Ma per quanto ancora sarà così? Per quanto ancora sopravviverà questo polmone mondiale prima di essere tramutato in una gigantesca savana? Perché è questo che sta accadendo, a causa della progressiva deforestazione e degli epocali cambiamenti climatici.
Tra i vari Paesi amazzonici, lo splendido territorio boliviano è uno dei più minacciati dal fenomeno della deforestazione. Se cadrà nelle mani dei sojeros (i coltivatori di soja), rischierà di diventare un bell’appezzamento di terreno morto. Inoltre, le foreste presenti nel Paese, Amazzonia, Chaco Boliviano e Pantanal, sono anche dimora di numerosi gruppi di Indios. La Bolivia, oltretutto, è la Nazione delle Americhe caratterizzata dalla maggior concentrazione di “popoli originari”. Società rimaste intatte per secoli, legate visceralmente alla vita della foresta e delle altre creature che, assieme a loro, la abitano. Queste comunità di Indios, Araona, Guaranì, Maropa, Chiquitano e circa una quarantina di altre lottano per il riconoscimento delle loro terre. Purtroppo, queste, poco alla volta, stanno venendo loro sottratte. I loro villaggi stanno venendo letteralmente spazzati via.
MartaBattaini
Ci chiamiamo Marta e Manuel, 24 e 30 anni, un intreccio tra amore per la natura e per il Sud del Mondo. Il 2 luglio ci sposiamo. Il 3 partiamo per l’Amazzonia Boliviana per un eco-viaggio-di-nozze alla scoperta di alcune delle foreste vergini del pianeta. Vergini, rimaste intatte dalla creazione del mondo. Muovendoci zaino-in-spalla solo con mezzi pubblici, cercheremo di girare buona parte del Paese senza addentrarci nella caoticità delle città. Ci concentreremo su località meno conosciute, cercando di apprezzare in profondità questo Paese così affascinante e legato alla natura. Vorremmo, poi, inoltrarci nei principali parchi e “vivere” la foresta, appoggiandoci a progetti a sostegno delle popolazioni locali e degli animali che la abitano, ormai a rischio d’estinzione. Esistono, infatti, fortunatamente, alcune piccole società di turismo sostenibile, gestite per lo più dalle stesse comunità di Indios. Questa rappresenta una delle pochissime attività loro permesse per vivere. Ci sembrava, pertanto, doveroso sostenerli, ma, soprattutto, approfittare della splendida occasione offerta agli stranieri da queste persone.
Chi meglio di loro può farci conoscere la vita della loro foresta? Il nostro itinerario dovrebbe comprendere tutta la parte orientale del Paese, partendo da Santa Cruz per arrivare a Trinidad, facendo tappa nella riserva del Rios Blanco Y Negro e del Parque nacional Noel Kempff Mercado. Proseguiremo, poi, per la zona settentrionale, dirigendoci verso Ovest. A Rurrenabaque ci addentreremo nella zona del Madidi al confine col Perù.
Tutte queste zone, caratterizzate da un’ ingarbugliata, se pur perfetta, convivenza di circa 50.000 tipi di piante diverse, sono abitate, oltre che dai popoli indios, da oltre 272 specie di mammiferi – ad esempio giaguari, lontre giganti e i rarissimi delfini rosa di fiume – più di 1.200 specie di uccelli – in particolare gli splendidi pappagalli ara, di cui sono presenti 9 specie diverse, quasi 500 tipi di pesci e innumerevoli specie di rettili, anfibi e insetti. Se il tempo a disposizione ce lo permetterà, dalla parte Nord-occidentale del Paese proseguiremo verso Sud per visitare il Gran Chaco. Si tratta di una zona caratterizzata da un particolarissimo tipo di vegetazione, con foreste a zone di boscaglia e macchia verdeggiante. Sulla strada del ritorno verso Santa Cruz vorremmo, poi, sostare al confine con il Brasile, nel territorio denominato Pantanal, una pianura alluvionale che rappresenta l’ecosistema con il maggior numero di specie di flora e fauna al mondo. Durante i trekking nelle foreste, dormiremo in piccole costruzioni completamente ecologiche all’interno dei parchi, oppure, dove non disponibili, in tenda. Una honeymoon sicuramente anticonvenzionale, insomma. Trattandosi di un viaggio non organizzato, e dipendendo dai semplici mezzi pubblici boliviani, tutte le nostre idee di itinerario potrebbero essere, anzi, lo saranno sicuramente, soggette a variazioni. L’unica cosa che sembra non essere possibile è prenotare, progettare, pianificare. Poco male. Abbiamo a disposizione un mese di tempo, una mappa, una buona conoscenza della lingua spagnola (da parte di Manuel) e una buona dose di spirito d’adattamento. Per noi è sufficiente. Tutto il resto è da costruire. https://verdebolivia. wordpress.com/ è il nostro semplicissimo blog, nato con l’intenzione di presentare il progetto a parenti e amici che, come regalo di matrimonio, stanno affettuosamente contribuendo a realizzare la nostra idea di viaggio sostenibile. Internet-point boliviani permettendo, vorremmo aggiornarlo man mano che proseguiremo nel nostro tour boliviano, per permettere a tutti coloro che lo vorranno di seguirci nelle varie tappe.

Marta Battaini e Manuel Castelletti

 

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