La riforma del lavoro è legge: cosa prevede il Jobs Act

di Michela Arnò @MhlArno

jobs actCon il voto definitivo del Senato, la tanto attesa riforma del Governo Renzi è definitivamente legge. Circondati, fuori da Palazzo Madama, da manifestazioni e alcuni disordini, i Senatori hanno votato con con 166 sì, 112 no e un astenuto, il testo sul Jobs Act che si concentra su lavoro, welfare, ammortizzatori sociali, pensioni e turnover. In attesa dei primi decreti delegati che dovrebbero entrare in vigore nei primi di gennaio, ecco cosa prevede la nuova riforma in materia di contratti, neo assunzioni, licenziamenti e disoccupazione.

Articolo 18
Cambierà in modo sostanziale il contenuto dell’articolo 18 dello Statuto del Lavoratori. Il nuovo contratto per i futuri neo assunti prevederà il tempo indeterminato ma con la possibilità di essere licenziati e ricevere un indennizzo a seconda degli anni lavorativi.
Per i neo assunti, il reintegro del posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo, sarà possibile se il licenziamento avverrà per motivi nulli, discriminatori o «specifiche fattispecie» che saranno stabiliti dai decreti delegati. Se il licenziamento riguarderà motivi economici, sarà previsto sono l’indennizzo.
Per i vecchi assunti con contratto indeterminato, l’articolo 18 rimarrà invariato.
Lo scopo del governo è rinunciare al contenzioso con il datore di lavoro.

Tutele crescenti
L’obiettivo sarà rendere il nuovo contratto a tutele crescenti, la forma normale di assunzione. Si elimineranno le decine di forme contrattuali e quindi l’abolizione dei co.co.co e co.co.pro.
Ci sarà maggior flessibilità e più semplificazione in caso in caso di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale e di passaggio da una mansione all’altra, inclusa la possibilità di essere demansionati, ma con l’obiettivo di tutelare il posto di lavoro e la professionalità.
Per favorire le assunzioni, si istituisce l’Agenzia nazionale per l’impiego e, al fine di di ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese, si punterà a semplificare e rendere telematiche le procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro.

Welfare
Con la riforma della Cassa Integrazione saranno rivisti i limiti di durata del sussidio con una maggiore partecipazione da parte delle aziende che la utilizzano. Le aliquote ordinarie saranno ridotte e rimodulate a seconda dei settori.
Il trattamento di disoccupazione sarà rapportato alla storia contributiva del lavoratore e con l’incremento della durata massima per carriere contributive più rilevanti. Per chi si trova in una situazione di disagio economico potrebbe essere introdotto, dopo la fruizione del sussidio di disoccupazione, una eventuale prestazione priva di contributi figurativi. Anche i lavoratori con contratto co.co.co potranno usufruire del sussidio.
Alle lavoratrici parasubordinate e alle autonome con figli diabili non autosufficienti, sarà estesa l’indennità sulla maternità.
Infine le cifre degli ammortizzatori sociali: 2,9 miliardi di euro destinati nel 2015, di cui 2,2 miliardi dalla legge di stabilità e 700 milioni dal fondo per l’occupazione.

Insomma, sono ancora tanti i punti da definire con le Leggi Delega che dovranno essere scritte entro il tempo massimo di 6 mesi.

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