“Scatti” di Paolo Maria Buonsante con intervista

di Tiziana Mazzaglia  @TMazzaglia

Alcuni scatti fotografici di Paolo Maria Buonsante, giornalista pubblicista, responsabile della satira e della grafica artistica di SocialNews. Intervistato per i lettori di SocialNews.

Paolo Maria Buonsante.

Paolo Maria Buonsante.

Su facebook sono “Così, scatti semplici senza impegno particolare”. Paolo Maria Buonsante è giornalista pubblicista, nato a Trieste da genitori artisti da cui apprende le tecniche dell’acquarello e della china, sviluppa il suo amore per l’arte che sfocia, poi nella passione per la grafica. Attualmente è il responsabile della satira e della grafica artistica di SocialNews e di @uxilia onlus. Nel Suo profilo di facebook (http://www.facebook.com/piemme.bi) pubblica spesso le sue opere raccolte in album i cui titoli sono ad esempio: “Varie senza lode e senza infamia”; “Bugie”; “Il mondo delle matite”; “Umorismo romano”. Scatti che ritraggono oggetti e scenari della vita quotidiana, in cui l’obiettivo sembra catturare l’attimo per non farlo sfuggire. Alcune, come ad esempio “In macchina lungo le autostrade tedesche” ritraggono il movimento come i quadri dei Futuristi, Balla e Boccioni. Altre, come “La tavolozza di un pittore” catturano l’allegria dei colori come il maestro Kandinskji e parlano allo spettatore un linguaggio personale e ottimista. Ancora, questa stessa foto può essere letta come un moderno “Urlo” di Munch, che invece della ragazzina anoressica rappresenta il precario depresso di oggi nell’ urlo di chi implora un futuro colorato di serenità.

Intervista:

Cos’è per Lei un’immagine? Vattimo sosteneva che “Un’immagine è più di un’immagine e a volte più bella della cosa stessa di cui è l’immagine”.

« Per un artista è un momento di intimità condiviso con gli altri. Nell’immagine, egli offre una parte della sua opinione».

Kandinskij sosteneva che “Il valore di un’opera d’arte consiste nel suo profetizzare un mondo”. Lei quale mondo profetizza nei suoi scatti?

« Un noto Professore della scuola d’Arte di Trieste, quando ha visto i miei lavori, sia di grafica che di fotografia , mi ha detto: “lei non è un artista ma un mercenario dell’arte”. Con ciò intendeva dire non c’è coerenza nei miei lavori quindi, “profetizzo” grandi risate come anche grandi tristezze ma, con molta ironia».

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