La festa di Maturità? In Grecia, fra volontariato e solidarietà

di Marta Regattin

L’esperienza estiva ad Atene degli studenti del liceo scientifico “Giovanni Marinelli” di Udine

foto di gruppo (gruppo udine e fam. siriana ospite)

foto di gruppo (gruppo udine e fam. siriana ospite)

C’è chi, subito dopo la maturità liceale, trascorre l’estate a suon di feste, alcol e divertimento. E c’è chi, per celebrare la conclusione dell’iter scolastico e l’accesso all’università, si dedica invece alla solidarietà. La seconda opzione è quella scelta da dodici studenti del liceo scientifico “Giovanni Marinelli” di Udine, che grazie alla collaborazione di Caritas Triveneto hanno trascorso una decina di giorni ad Atene collaborando con le locali associazioni di volontariato, sorte numerose negli ultimi anni per contrastare la grave crisi economica del Paese. I giovani friulani si sono uniti a sei studenti di Padova e con loro è partita anche l’insegnante di religione del “Marinelli”, Sabrina Candussio, che ha organizzato la trasferta, assieme ad altri collaboratori, ad un sacerdote romagnolo (Marco Canarecci) e ad una ragazza cipriota. Tutti insieme appassionamente, nel nome della solidarietà.

Ma in che cosa è consistito, concretamente, il lavoro nei centri gestiti dalla Caritas greca? I giovani udinesi hanno trascorso dieci giorni a stretto contatto con gli immigrati afgani e siriani che sbarcano sulle coste elleniche in cerca di fortuna, nella speranza, poi, di raggiungere l’Europa occidentale, e con le famiglie greche costrette a sfamarsi in questi ricoveri perché non arrivano più a fine mese. Hanno potuto conoscere le storie dei migranti, spesso tragiche: famiglie divise nella fuga, dalla guerra, dalla necessità di recarsi all’estero (soprattutto in Germania) per cercare lavoro; le loro difficoltà per ottenere lo status di rifugiato politico o il visto per uscire dalla Grecia; i drammi dei padri con i loro bambini, di madri sole, di ragazzi appena maggiorenni costretti a vivere in condizioni di estrema indigenza e senza dimora.

Non solo dialogo e ascolto, non solo vicinanza psicologica: i giovani studenti triveneti si sono adoperati svolgendo attività di animazione per i bambini, tinteggiando il centro di aggregazione di Atene e ripulendone il giardino. E garantendo aiuto concreto nelle mense. Ma hanno anche trascorso interi pomeriggi con i tossicodipendenti che le suore di Madre Teresa raccolgono per le strade. Perché in Grecia non c’è solo il problema immigrazione, appunto: la devastante crisi economica ha accresciuto il disagio sociale ed il consumo di droga è salito alle stelle.

La spirale depressiva, però, ha fatto emergere anche il lato più umano di una Nazione solidale, altruista. Sono sorte in Grecia numerose iniziative private, come quella di un commerciante di Oropòs (vicino Atene), che a sue spese ha comprato e ristrutturato vecchi edifici. Raccoglie il cibo che avanza nelle mense militari e lo distribuisce in queste sue strutture alla famiglie greche in difficoltà. Lo stesso piccolo imprenditore dal volto umano ha anche organizzato una raccolta di vestiti usati per uomini, donne e soprattutto bambini. Un’altra iniziativa interessante è quella degli “orti sociali” di Ellinikò (periferia ateniese), in cui si coltivano con sistemi biologici terreni pubblici per sostenere le famiglie più disagiate.

Il progetto del liceo “Marinelli” verrà riproposto anche l’anno prossimo: l’obiettivo è sensibilizzare ed avvicinare sempre più studenti al volontariato, sia in Italia che all’estero. Perché divertirsi, a diciott’anni, è un diritto, ma impegnarsi per chi soffre dovrebbe essere un dovere. Ed una gratificazione morale, oltretutto.

Marta Regattin

Nata a Udine il 14/03/1995 e residente a Padova, dopo la maturità scientificasi è iscritta al corso “Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Diritti Umani” all’Università degli Studi di Padova che sta attualmente frequentando. Collabora con SocialNews da marzo 2015, contribuendo alla realizzazione della rivista cartacea. 

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