Consumo di suolo, ddl: difendere i terreni agricoli, il paesaggio e l’ambiente

di Michela Arnò

Approvato dal Consiglio dei Ministri il Decreto Legge contro il consumo di suolo per difendere i terreni agricoli, il paesaggio e l’ambiente.

Foto: alternativasostenibile.it

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Freno da parte del Governo all’espansione edilizia per perseguire l’obiettivo europeo del consumo di suolo zero al 2050. Nel disegno «Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato», varato dal Ministero per le Politiche Agricole, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero per le Attività Culturali e il Ministero dei Trasporti, si vuole tutelare e promuovere l’attività agricola, il paesaggio e l’ambiente al fine di contenere il consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile.

Nei nove punti si parla di riuso e  rigenerazione edilizia del suolo edificato esistente, tutela e valorizzazione del paesaggio, sviluppo territoriale sostenibile, valorizzazione della funzione agricola. Viene quindi determinata l’estensione massima di superficie agricola consumabile sul territorio nazionale. In particolare, per quanto riguarda l’estensione della superficie agricola, si terranno in considerazione caratteristiche territoriali e qualitative dei suoli, delle produzioni agricole in funzione della sicurezza alimentare, della tipicità agroalimentare, della localizzazione rispetto alle aree urbane e della pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistica. Verrà, in più, costituito un Comitato (a titolo gratuito) con la funzione di monitorare il consumo di superficie agricola sul territorio nazionale e l’attuazione della presente legge.
Entra inoltre in vigore il divieto per uso diverso da quello agricolo per le superfici agricole in favore delle quali sono stati erogati aiuti di Stato o europei. In caso di violazione del nuovo decreto si rischiano ammende tra i 5 mila e i 50 mila Euro e la demolizione delle opere eventualmente costruite.

Infine saranno concessi finanziamenti e incentivi a Comuni, Province o privati che si attivano in favore del recupero, ristrutturazione, restauro, risanamento conservativo e manutenzione degli edifici esistenti.

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