I miracoli: cosa ne pensano ebrei e musulmani?

di Mauro Farina

Nel Cristianesimo la presenza dei miracoli nell’ambito delle altre religioni non pregiudica, anzi conferma, la piena libertà di azione del Padre di Gesù Cristo e la sua ampia misericordia paterna.

Simone Martini, Miracolo del beato Novello, Siena, Pinacoteca Nazionale

Simone Martini, Miracolo del beato Novello, Siena, Pinacoteca Nazionale

Tutte le religioni, riconoscendo al proprio Dio la supremazia e il pieno potere sul mondo intero, ammettono la possibilità, anche solo teoricamente, che possano esistere dei miracoli operati dalle divinità. Anche l’Ebraismo e l’Islamismo, oltre al cristianesimo, parlano di segni miracolosi (guarigioni e/o altro) che accompagnano la rivelazione di Dio e la storia successiva.
Per l’Islam le guarigioni miracolose ha come condizioni indispensabili la fede e il coraggio dell’individuo: è riconosciuto il valore della medicina fino al punto dove essa può giungere con la sua azione. Il miracolo maggiore è comunque stata la rivelazione divina, con cui Allah ha colmato l’abisso tra sé e l’umanità tramite Maometto. Poi, in ordine di importanza, vi sono il mantenimento della vita e le guarigioni straordinarie: ciò interpretabile cometa “Rivelazione Continuata della Divinità”. Per l’Islam vi sono vari luoghi di forte: una è la fonte di zamzam, in cui si dice che sia sgorgata dell’acqua in mezzo al deserto per dissetare Agar, e il luogo in cui sorgono i resti della basilica di Efeso, che ospitò la madonna e Giovanni, in cui i musulmani fanno ex-voto lodando la Vergine Maria per le grazie ricevute. Molto interessante è la vicenda di Leila Lahlou, una ragazza algerina affetta da un cancro inguaribile: nel suo libro spiega la sua guarigione improvvisa dopo che, nel sonno, sognò Maometto che avrebbe imposto su lei le sue mani.
Gli Ebrei invece sostengono che la fede sia l’elemento centrale per i miracoli e solo Dio può operarli: questa è infatti la convinzione di molti personaggi dell’antico testamento. Per l’Ebraismo il miracolo più grande è la creazione del mondo e della vita, nonché del loro mantenimento: Dio può operare dei prodigi, ma già l’esistenza è il più grande miracolo della sua bontà. Per le guarigioni dalle malattie il fedele deve rifiutare ogni cura medica, affidandosi alla fede e alla preghiera a Dio.

Tutte e tre queste religioni affermano la possibilità che i miracoli possano avvenire davanti ai fatti non spiegabili umanamente e condividono la convinzione degli interventi divini di Dio: la fede deve essere la chiave di lettura obbligatoria per comprendere questi fenomeni.

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