Emergenza sbarchi in Italia: i profughi siriani in fuga dalla guerra.

di Claudia Fallica

Sempre più drammatica l’emergenza sbarchi in Italia, specialmente in vista delle future decisioni americane su possibili bombardamenti in Siria o di nuovi attacchi con armi chimiche come  quello avvenuto il 21 agosto scorso a Damasco, che gli Usa hanno ormai espressamente attribuito al presidente siriano Bashar al-Assad.

Il numero di profughi provenienti da Siria ed Egitto conta cifre esorbitanti;  l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)  ha stimato infatti che, solo nei primi sei mesi dell’anno, sono giunti in Italia 7.800 migranti provenienti prevalentemente da Somalia, Eritrea, Egitto, Pakistan e Siria.

Negli ultimi giorni, gli approdi nelle coste italiane si sono fatti sempre più ravvicinati:  il 28 agosto a Siracusa sono  giunti 350 profughi siriani, mentre con l’avanzare della notte, sono state soccorse  altre 70 persone  stipate su uno scafo in legno in balia del mare agitato.

Nella giornata di ieri la Guardia di Finanza di Catania ha intercettato al largo di Capo Mulini un’ inbarcazione carica di sfollati, che è stata trainata e messa al sicuro  presso il porto, mentre nella stessa giornata, in Calabria, a Roccella Jonica, giungevano 130 sfollati in condizioni disagiate; fra loro donne in gravidanza e bambini molto piccoli, cui subito è stato prestato soccorso.

Ai siriani, cui resta impossibile rientrare in un Paese sconvolto dalla guerra, alle donne in stato interessante e ai bambini, è consentito restare in Italia, mentre per gli altri, dopo le procedure di identificazione e un periodo di ricovero e assistenza, saranno valutate procedure di rimpatrio o reinsediamento, secondo le direttive disposte dall’Unione Europea e dal governo italiano.

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