Nostro patrimonio culturale

Sandro Bondi

Il protocollo d’intesa sottoscritto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con l’Associazione delle Fondazioni e Casse di Risparmio italiane ha istituito un osservatorio per il reciproco scambio di informazioni. L’obiettivo è quello di orientare e coordinare le risorse economiche verso specifici e condivisi interventi di conservazione, recupero e valorizzazione dei beni, mirando al recupero di contesti di interesse storico artistico per restituirli al pubblico e scoprirne il valore culturale.

bondiSin dall’inizio del mio mandato mi sono impegnato per promuovere una maggiore collaborazione tra pubblico e privato nella valorizzazione del patrimonio culturale nazionale, consapevole della necessità di coinvolgere tutti i soggetti del territorio nella tutela e nella promozione della straordinaria eredità che le numerose civiltà avvicendatesi e sviluppatesi nel nostro Paese ci hanno lasciato. Uno dei primi frutti di questo impegno è il protocollo d’intesa sottoscritto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con l’Associazione delle Fondazioni e Casse di risparmio italiane. L’accordo ha istituito un osservatorio per il reciproco scambio di informazioni riguardo la valorizzazione di beni culturali e paesaggistici, eventi e manifestazioni artistiche, musei di arti visive, archivi e biblioteche. L’osservatorio individua inoltre gli eventuali interventi da promuovere in sede locale e da svolgere in comune o in maniera coordinata, in collaborazione con Soprintendenze e amministrazioni regionali e locali. Il protocollo d’intesa ha messo in atto, per la prima volta, una norma contenuta nell’art. 121 del Codice dei beni culturali che prevede la possibilità per il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali di stipulare, anche congiuntamente, protocolli di intesa con le fondazioni bancarie per coordinare gli interventi di valorizzazione sul patrimonio culturale e, in tal contesto, garantire l’equilibrato impiego delle risorse finanziarie messe a disposizione. Lo Stato, gli Enti Locali e le realtà economiche del territorio cominciano per la prima volta un importante dialogo che mette al primo posto il patrimonio culturale. I primi esempi sono gli accordi firmati con le regioni Emilia Romagna e Toscana, che coinvolgono le fondazioni bancarie dei rispettivi territori. Nel caso dell’Emilia Romagna, parliamo di un primo impegno di 50 milioni di euro messi a disposizione, in parti tendenzialmente uguali, dai soggetti coinvolti e che riguarda, per ora, cinque aree territoriali: l’ex convento dell’Annunziata ex caserma San Mamolo a Bologna; il Palazzo Ducale di Sassuolo; l’ex monastero dell’Annunziata a Tredozio; la Casa Minerbi Dal Sale e Palazzo Prosperi Sacrati a Ferrara; l’area archeologica di Classe a Ravenna. Il secondo protocollo, con la regione Toscana, prevede risorse pari a 27 milioni di euro da investire sul territorio per la realizzazione di sette progetti di recupero in Toscana. Gli ambiti di intervento individuati sono: il nuovo allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, il piano di recupero e valorizzazione degli ambienti monumentali degli arsenali nell’Istituto degli Innocenti, la totale fruizione dell’area archeologica del Sodo (Cortona), l’adeguamento funzionale del Museo delle Statue Stele Lunigianesi nel castello del Piagnaro a Pontremoli, il recupero del complesso monumentale degli Arsenali Medicei a Pisa dove allestire il museo, creare un percorso espositivo sulle navi antiche, nonché un Centro per il restauro del legno bagnato, il restauro e la destinazione a pubblica fruizione della villa medicea di Carreggi (Firenze), dove la Regione, proprietaria dell’immobile, intende localizzare il costituendo Centro Europeo per lo studio del Paesaggio, la valorizzazione delle testimonianze napoleoniche a Portoferraio (Elba), con interventi conservativi e di riallestimento del Museo Napoleonico. Gli accordi prevedono anche un patto di consultazione e verifiche periodiche, oltre alla possibilità di stipulare, in sede locale, ulteriori accordi tra i tre soggetti, inserendo anche nuove azioni. L’obiettivo è appunto quello di orientare e coordinare le risorse economiche verso specifici e condivisi interventi di conservazione, recupero e valorizzazione dei beni, mirando al recupero di contesti di interesse storico artistico per restituirli al pubblico e scoprirne il valore culturale. Beni che potranno costituire anche il fulcro di nuovi circuiti culturali territoriali, permettendo di sperimentare forme innovative di promozione e di progettare nuovi percorsi ed itinerari di visita, promuovere attività formative, migliorare l’accessibilità e le infrastrutture di collegamento. Questa è la dimostrazione che è possibile attuare delle politiche culturali che affermano una vera cooperazione tra i diversi livelli di governo in materia di tutela e valorizzazione e le fondazioni bancarie.

Sandro Bondi
Ministro per i Beni e le Attività Culturali

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