La famiglia come prima istituzione sociale

Le istituzioni sociali costituiscono il nucleo della struttura di ogni società moderna. Gli studi sulle istituzioni, come famiglia, religione, scienza, ordinamento economico, giuridico e politico, sono utili in quanto esiste uno stretto rapporto tra il quadro istituzionale di una società e l’esperienza individuale dei suoi membri.

Ogni famiglia crea dei modelli di valore che quotidianamente interagiscono con l’ambiente circostante. Questi modelli si esprimono attraverso le credenze, la morale, le modalità comunicative, le opinioni, i riti e soprattutto schemi cognitivi utili per l’educazione dei figli. Per il giusto sviluppo psichico di tutti membri della famiglia e soprattutto dei bambini è indispensabile quindi la capacità di distinguere la differenza tra il bene e il male, proprio per essere poi in grado, durante la vita adulta, di fare “quelle scelte giuste”. I portatori di questi modelli sono proprio i genitori che come educatori devono trasmettere ai propri figli quei valori di onestà, fiducia, fedeltà, giustizia, necessari per intraprendere relazioni costruttive con il prossimo.

Spesso nella nostra società questi valori mancano, non sono visibili, non vengono trasmessi e si perde il giusto metro nel gestire una relazione, anche quella di coppia con conseguenze disastrose ormai davanti agli occhi di tutti.

La famiglia, da un punto di vista sociologico, è la più importante e antica tra tutte le istituzioni. In tutte le società essa resta l’unità sociale fondamentale svolgendo un ruolo fondante in quanto organizza la società. Il dizionario della lingua italiana di Devoto e Oli la definisce come: “nucleo sociale rappresentato da due o più individui, legati tra loro con il vincolo del matrimonio o di rapporti di parentela o di affinità”, io aggiungerei anche da rapporti di adozione. Questo sottintende che ci deve essere la compresenza di un legame non solo affettivo ma anche di tipo giuridico. La Costituzione riconosce la famiglia come società fondata sul matrimonio. Attraverso tale presupposti la famiglia si definisce come l’insieme costituito da marito, moglie, figli legittimi, parenti e affini. Ma il matrimonio è un mero contratto giuridico tra due persone o investe un concetto molto più ampio, che coinvolge anche i valori più profondi di una persona?

L’esperienza comune ci mostra che il matrimonio, ma anche la convivenza more uxorio tra due persone, sta vivendo un mutamento molto forte e repentino. Con molta facilità infatti ci si sposa o comunque si convive, si fa un figlio e poi troppo presto ci si arrende convinti di non essere fatti per vivere assieme. A questo punto diventa molto più facile non lottare, lasciarsi e tentare un’altra strada con un’altra persona, così da una famiglia se ne formano tre, risultato delle nuove unioni degli ex coniugi. Il sistema quindi va in tilt, la società, l’ordinamento giuridico e le altre istituzioni perdono l’orientamento, le loro regole e le loro leggi non vanno più bene. Così come la nostra concezione mentale non si ritrova più e si deve iniziare a reimpostare un altro tipo di struttura sociale.

Oggidì si deve introdurre un nuovo modo di convivenza tra più persone che tra loro sono legate da sentimenti molto forti (questi possono essere sia positivi che negativi), che superano ogni barriera giuridica e legale. Il lavoro degli assistenti sociali deve essere innanzitutto quello di capire e accettare che, anche dopo uno strappo così forte (come possono essere il divorzio o la separazione tra due persone non sposate), si può continuare a vivere in una rete famigliare allargata.

La prima soluzione potrebbe essere una maggiore comunicazione tra i membri della famiglia allargata.  Mamma e papà, anche se non sono più marito e moglie, devono continuare a comunicare per il bene dei figli, devono in costante accordo trasmettere quei valori utili per crescere i propri figli in un ambiente familiare sereno e sano, anche se non corrisponde ai “classici modelli di famiglia”. La mancanza di ciò provoca nel figlio un conflitto difficile da gestire, in quanto deve costantemente relazionarsi con due figure di riferimento fondamentali come lo sono mamma e papà.

Ivana Milic

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