Biden rimette insieme la band

Biden New York Times

La transizione presidenziale in America è cominciata ufficialmente e ieri Joe Biden ha presentato agli americani le persone che ha scelto per i ruoli chiave che riguardano la sicurezza nazionale e la politica estera: “Il team incarna la mia profonda convinzione che l’America sia più forte quando collabora con gli alleati – ha detto a Wilmington, Delaware – ed è una squadra che riflette il fatto che l’America è tornata, pronta a guidare il mondo, non a ritirarsi. Ancora una volta, seduta a capotavola”. 

Insomma, come i fratelli Jake ed Elwood Blues, Biden sta rimettendo insieme la vecchia band. Le investiture del presidente eletto rappresentano inequivocabilmente un ripudio dell’isolazionismo di Trump e lasciano presagire il ritorno dell’internazionalismo liberale nella politica estera degli Stati Uniti. Le persone scelte da Biden sono, infatti, “multilateralisti non per pragmatismo… ma per convinzione”, ha scritto sul Wall Street Journal Walter Russell Mead

La squadra di politica estera di Biden, che comprende il futuro segretario di Stato Anthony Blinken, il consigliere nazionale per la sicurezza Jake Sullivan e la direttrice della National Intelligence Avril Haines, è “più una riunione di amici che una squadra di rivali”, osserva Meads, che tuttavia ritiene che non si limiteranno semplicemente a ricalcare l’approccio dell’ultima amministrazione democratica. La redazione del Journal ricorda, infatti, che alcuni di loro, compresi Blinken e Sullivan, in diverse discussioni del periodo di Obama erano “on the more hawkish side”.

Per quel che riguarda l’intenzione di Biden di nominare l’ex presidente della Federal Reserve Janet Yellen come prossimo segretario del Tesoro, la rubrica Dealbook del New York Times si attende buoni rapporti tra il Tesoro e la Fed e un forte impulso per uno stimolo espansivo. Il che è quel che cercano gli investitori, ha scritto Sthephen Bartholomeusz sul Sidney Morning Herald, definendo Yellen una keynesiana che porterà con sé l’esperienza nei mercati del lavoro e un’attenzione alla disuguaglianza razziale e di genere.

Inoltre, c’è un generale senso di sollievo, espresso sull’Atlantic da Graeme Wood, all’annuncio di un team serio, compassato e sperimentato, che è “discusso quanto l’Ovomaltina” (la bevanda svizzera a base di estratto di malto d’orzo, latte scremato e cacao). A dire il vero, Wood è rimasto proprio incantato: “Che lusso vedere il gabinetto popolato via via da operatori sobri che non considerano l’incitamento maniacale dell’elettorato il segno di un lavoro ben fatto”. Di questi tempi, non sembra vero.

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