Criptovalute: fra opportunità e pericoli nascosti

Fra i molteplici vantaggi delle criptovalute si incuneano inevitabili rischi sistemici. La bilancia potrebbe pendere da un lato o dall’altro, ma certamente l’evoluzione del sistema economico deve tenere conto di un trend che tende verso un maggior impiego della tecnologia nelle transazioni finanziarie.

Come noto, il ruolo del denaro nel sistema economico è triplice, esso è al tempo stesso: un mezzo di scambio, un’unità di misura e una riserva di valore. Semplificando secoli di storia economica, si può dire che fino a qualche decennio addietro, il valore del denaro era in un qualche modo ancorato al valore dell’oro. Si è poi discostato definitivamente da esso durante gli anni ’70, a causa dell’elevata complessità del sistema finanziario e delle pulsioni inflazionistiche. Di conseguenza, il valore del denaro si basa esclusivamente sulla fiducia che gli operatori economici hanno verso la capacità dell’autorità politica di sostenere l’emissione di moneta attraverso un commisurato assetto fiscale.  Inoltre, nel tempo, al denaro contante in senso stretto si è poi accompagnato il denaro digitale: una semplice trasformazione in bit di cartamoneta fisica. Nulla di più.

Le criptovalute sono invece un salto ulteriore: se effettivamente impiegate, esse annullano la sovranità monetaria di qualsiasi entità politica. L’emissione di criptovalute (Bitcoin e similari) è infatti basata su algoritmi specifici e sulla quantità di potenza di calcolo a disposizione (molto banalmente, quanti computer vengono fisicamente adibiti a implementare gli algoritmi). La genesi è quindi “diffusa”, non centralizzata.

Non c’è una Banca Centrale ma tanti piccoli banchieri centrali che dalla loro stanza contribuiscono a “stampare” criptovalute. Anche la circolazione è diversa dal denaro che quotidianamente utilizziamo: quando passano di mano come transazione economica, esse lasciano una traccia che si accumula, creando una “catena”. È la tecnologia blockchain, una garanzia di sicurezza e tracciabilità senza la quale una criptovaluta non avrebbe alcun valore. È quindi curioso, ma forse non troppo, notare che bitcoin, libra e simili hanno potenzialmente le stesse funzioni del denaro tradizionale: sono un mezzo di scambio, un’unità di misura e una riserva di valore. 

Talmente notevoli sono i vantaggi e le opportunità che offrono le criptovalute, che nell’ambiente dell’alta finanza c’è chi ipotizza addirittura che esse potrebbero soppiantare totalmente il denaro contante e digitale. Un recente report di Deutschbanke prevede che entro il 2030 il denaro tradizionale potrebbe cadere in disuso in favore della nuova tipologia di valuta. Questo per varie motivazioni: come detto, avere una “moneta” che lascia traccia di sé ogniqualvolta passa di mano nasconde un potenziale enorme in termini di sicurezza, ma non solo – si pensi ai possibili impieghi nella annosa lotta all’evasione fiscale. In più, come riconosciuto anche dal Consiglio dell’UE, le criptovalute sono estremamente veloci nel circolare: senza bisogno di un’intermediazione bancaria, possono passare i confini nazionali in maniera immediata e poco costosa.

Vi sono però delle evidenti problematiche: in primis, un sistema di transazioni basato su criptovalute, potrebbe essere uno strumento per finanziare attività illecite ed anche, amplificare l’evasione fiscale, invece che aiutare a combatterla. Vi è poi una tematica di protezione dei dati dei consumatori: essendo ogni transazione tracciata attraverso il già menzionato sistema di blockchain, bisogna far sì che questi dati non vengano utilizzati a danno di chi compie la transazione. Inoltre, se la criptovaluta è totalmente gestita da un singolo attore economico, come nel caso di Facebook, il suo potenziale potrebbe essere quello di entrare in concorrenza con le valute tradizionali Statali: sarebbe una sfida alla sovranità statale. 




Piero Lorenzini

Piero Lorenzini

Mi sono laureato in Affari Internazionali presso l’Università di Bologna e presso la Johns Hopkins University, con focus in Affari Europei ed Economia Internazionale. Appassionato di politica, economia, giornalismo e di sport; nel tempo libero sono infatti un ciclista agonista che compete a livello nazionale ed internazionale. 

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