L’evoluzione dei mezzi di comunicazione di massa e i poteri dell’informazione

La capacità di comunicare è stata determinante per l’evoluzione dell’uomo e per il suo progresso culturale. Infatti, la ricerca di mezzi e tecnologie adatte a gestire e controllare il processo comunicativo ha caratterizzato la storia di ogni civiltà. Ogni nuovo strumento del comunicare,  accorciando le distanze e i tempi di comunicazione, ha profondamente trasformato la cultura e la società cambiando irreversibilmente le abitudini quotidiane di un numero sempre maggiore di persone.

Prima della creazione di internet e della successiva diffusione dei social network, l’uomo comunicava con i suoi simili in un modo molto diverso da ciò che vediamo oggi, ad esempio con l’aiuto di animali o l’utilizzo di segnali strutturati. Significativi a questo riguardo furono i corrieri, i piccioni viaggiatori e i segnali di fumo.

Con questi mezzi però, i più grandi limiti erano i lunghi tempi d’attesa necessari poiché i messaggi arrivassero a destinazione e la limitatezza delle informazioni scambiabili. Nel corso del tempo, lo scambio di idee e messaggi è diventato sempre più facile grazie alla creazione di nuove tecnologie. Infatti, se prima della rivoluzione industriale il potenziamento dei mass media è stato piuttosto lento, a partire dall’invenzione della stampa le notizie, prodotte con molta più facilità, iniziarono ad essere trasmesse in tempi brevissimi. Oggi, ci troviamo in una situazione che non ha precedenti nella storia dell’uomo per l’abbondanza degli strumenti di informazione disponibili e per l’ampiezza della loro diffusione ed accessibilità.

Ecco un’analisi dei principali mezzi comunicazione nel corso dei secoli, dei metodi e degli strumenti che ci hanno permesso di rimanere in contatto con i nostri cari, partendo dalla stampa.


La Stampa


Un grande passaggio nella storia delle tecnologie comunicative è stata l’invenzione della stampa a carattere mobile da parte del tedesco Johannes Gutenberg nel 1456.

Metodi di stampa esistevano da secoli (quali gli  incunaboli, le xilografie, le acqueforti, etc..) sia in Asia che in Europa, ed erano usati principalmente per riprodurre testi scritti. Tuttavia, un cambiamento radicale era inevitabile a causa del forte progresso delle risorse tecniche disponibili. Fu proprio Gutenberg il primo tipografo ad unire le diverse tecnologie che erano state sviluppate nella prima fase dell’era industriale per creare una nuova tecnica di stampa che si sarebbe diffusa poi in tutta Europa, ossia la metallurgia per la fusione dei caratteri, la chimica per la produzione di nuovi tipi di inchiostro e la meccanizzazione per favorire la produzione massiccia di carta.

Dopo l’invenzione della stampa, i libri stampati sostituirono quasi immediatamente i manoscritti in quanto costavano meno ed erano molto più maneggevoli. Tra il 1448 e il 1454, Gutenberg stampò a Magonza uno dei primi libri della storia, la Bibbia a 42 linee.

Rilevanti furono i mutamenti sociali e culturali prodotti dalla stampa dopo la sua creazione: Oltre a dare una forma materiale al sapere e al linguaggio, essa favorì la diffusione delle informazioni in ogni parte del mondo.


Il Telegrafo



Il telegrafo è un sistema di comunicazione a distanza ideato per la trasmissione di dati facendo uso di determinati codici. La prima grande infrastruttura telegrafica della storia dell’uomo nasce nella Francia rivoluzionaria del 1793 con il telegrafo ottico dell’inventore francese Claude Chappe basato sulla trasmissione di segnali ottici a distanza. Tuttavia, l’invenzione telegrafica che ebbe maggior successo fu quella brevettata da Samuel Morse nel 1837, un professore di disegno all’Università di New York. Tale strumento consentiva la riproduzione delle lettere dell’alfabeto mediante un sistema di simboli composto solo da punti e linee e, fu il primo dispositivo utilizzato per le telecomunicazioni.

Dopo la sua invenzione, Il telegrafo si diffuse rapidamente in ogni parte del mondo e i governi ebbero per la prima volta la possibilità di scambiare rapidamente informazioni con tutte le regioni dello Stato e, con la posa di cavi sottomarini, anche con le proprie colonie oltreoceano.

Il telegrafo elettrico tradizionale cadde in disuso dopo l’invenzione del telefono che grazie all’uso di onde elettromagnetiche, trasmetteva direttamente la voce.

Il Telefono

Nella seconda metà del 1800 inventori e scienziati propongono uno strumento nuovo e più potente del telegrafo: il telefono, capace di trasportare la voce umana a distanze elevatissime.

Nel 1871 venne inventato il primo telefono da Antonio Meucci, poi perfezionato da Alexander Graham Bell negli anni seguenti. Anche Thomas Edison, al quale dobbiamo tante altre invenzioni tra cui quella della lampadina, contribuì al perfezionamento del telefono grazie all’invenzione dei primi sistemi per la registrazione e riproduzione del suono quali il fonografo e il grammofono.

Per molti anni il nuovo strumento rimase privilegio di pochi. Infatti, inizialmente sono i banchieri, gli agenti di cambio e le ferrovie ad usare intensamente i primi servizi telefonici. Solo dopo la prima guerra mondiale la situazione cominciò a cambiare.

L’evoluzione dei telefonini è stata rapidissima e ha riguardato specialmente le dimensioni. Infatti, in breve tempo sul mercato sono apparsi modelli sempre più tascabili, sottili e leggeri. Nel 1993 compaiono sul mercato i primi “smartphone” ovvero telefoni intelligenti con i quali è possibile non solo telefonare, ma anche eseguire tante altre operazioni tra cui calendario, rubrica, orologio, calcolatrice, blocco note, E-mail e giochi.

Il Cinema

Alla fine dell’Ottocento nacquero le prime forme di cinema che in poco tempo si imposero come una vera e propria industria dell’intrattenimento. Il primo apparecchio cinematografico, analogo a quelli odierni, fu costruito dai fratelli Lumière,  gli inventori dello spettacolo cinematografico così come lo conosciamo oggi. Auguste e Louis Lumière erano i proprietari della più grande azienda europea di prodotti fotografici e insieme riuscirono a sviluppare un sistema per la ricreazione di immagini in movimento. In pochi anni, intorno a questa tecnologia di riproduzione di immagini in movimento si sviluppò la prima vera forma di industria dello spettacolo, dando inizio ad un processo che percorre tutto il Novecento per arrivare fino alla odierna differenziazione tra industria delle comunicazioni e industria dello spettacolo.

I primi film erano solo sequenze di immagini, senza suoni. Però, grazie al progresso tecnologico,

nel corso del tempo arrivano lo schermo panoramico, la pellicola digitale e, negli ultimi anni, i film in

La Radio

La radio è la trasmissione di contenuti sonori fruiti in tempo reale da più utenti situati in una o più aree geografiche, dotati di specifici apparecchi elettronici.  L’invenzione della radio è frutto di una serie di esperimenti tenuti alla fine dell’Ottocento che dimostravano la possibilità di trasmettere informazioni tramite le onde elettromagnetiche. Prima, nel 1860 James Maxwell studiò il carattere ondulatorio della luce, dell’elettricità e del magnetismo. In seguito, Heinrich Hertz riuscì a studiare e produrre le onde elettromagnetiche. Fu grazie a queste onde hertziane che Guglielmo Marconi e Nikola Tesla riuscirono ad elaborare il sistema di trasmissione senza fili garantendo la trasmissione di informazioni a grandi distanze. Nel 1920, iniziarono le prime trasmissioni radio negli Stati Uniti dove nasce la prima emittente radiofonica. Negli anni seguenti, la radio ebbe un grande successo diffondendosi in tutto il mondo. Durante i due conflitti Mondiali, la radio venne utilizzata come mezzo di diffusione di informazioni e di controllo dell’opinione pubblica  per la sua capacità di inviare messaggi in tempo reale a milioni di persone contemporaneamente.

Dopo la nascita della televisione molti pensarono che potesse esserci un declino della radio, che però mantenne un ruolo importante nei sistemi di comunicazione.

La Televisione

All’inizio del Novecento nacque la televisione. La sua invenzione fu il risultato del lavoro svolto da molti scienziati e inventori tra cui Alexander Bain, ma fu l’inventore scozzese John Logie Baird a costruire nel 1925 il primo prototipo realmente funzionante di televisore. Dopo una serie di ulteriori sperimentazioni, l’apparecchio fabbricato da Baird venne messo a disposizione del pubblico che poteva così vedere le prime trasmissioni televisive.

La televisione si è diffusa in tutto il mondo, divenendo il mezzo di comunicazione di massa più efficace e persuasivo che l’uomo ha fino ad ora sviluppato, e soprattutto contribuendo ad una radicale trasformazione delle abitudini di vita e delle relazioni sociali in tutti i paesi del mondo.

Oggi, la televisione si è evoluta e può essere vista in diverse forme: digitale terrestre, via satellite, via cavo o via web.

Internet

Internet è un sistema mondiale di reti di computer ad accesso pubblico. Attualmente rappresenta il principale mezzo di comunicazione di massa, che offre all’utente una vasta serie di contenuti e servizi informativi. Le sue origini di risalgono agli anni 60 del novecento in piena Guerra Fredda, quando il mondo era diviso in due grandi sfere d’influenza (USA-URSS). In continuo allarme per la minaccia sovietica, il Ministero della Difesa americano incarica l’ARPA (Advanced Research Projects Agency) di studiare un sistema di rete, in grado di preservare il collegamento via computer tra le varie basi militari americane in caso di guerra nucleare. Così, nasce una rete decentralizzata denominata ARPANET, studiata in modo che ogni nodo potesse continuare ad elaborare e trasmettere dati qualora i nodi vicini fossero stati danneggiati. Dai primi anni 60 la rete ARPANET è cambiata ed evoluta fino ad arrivare ai primi anni 90, quando i fisici del CERN tra cui Tim Berners-Lee, decisero di mettere a punto un sistema che è diventato Internet come oggi noi lo conosciamo, il World Wide Web. Successivamente internet si è sempre più ingrandito e diffuso a livello mondiale grazie all’autorizzazione data, nel 1994, alle società commerciali di connettersi alla rete e all’avvento del personal computer.

Oggi, Internet è un mezzo in grado di mettere in relazione i popoli di ogni dove, senza barriere politiche, spaziali o temporali.

I Social Network

La rete internet ha favorito lo sviluppo dei social network, nuove categorie di sistemi di comunicazione in tempo reale che hanno provocato una vera e propria rivoluzione dal punto di vista delle relazioni sociali. I social network sono servizi Internet tipicamente fruibili tramite Web che facilitano la gestione dei rapporti sociali e che consentono la comunicazione e condivisione per mezzi testuali e multimediali.

La storia di social network inizia nel 1997 quando uno statunitense di nome Andrew Weinreich lancia il sito SixDegrees.com con l’obiettivo di facilitare la creazione di relazioni fra persone. Il sito non è più attivo in seguito alla sua chiusura nel 2001. Un nuovo passo venne compiuto da Friendster nel 2002, il cui successo fu immediato: tre milioni di utenti registrati nei primi sei mesi. Presto però, Friendster dovette confrontarsi con MySpace, nato da Tom Anderson e Chris DeWolfe nel 2003. MySpace si contraddistinse per la sua popolarità tra il 2003 e il 2006, perché offriva la possibilità agli utenti di personalizzare completamente i propri profili e di condividere musica e video. Sempre nel 2003 si vide la nascita di Linkedln, uno dei primi social dedicati esclusivamente al mondo del lavoro. Il 4 Febbraio 2004 nacque Facebook, creato dall’appena diciannovenne Mark Zuckerberg e nel giro di 4 anni riuscì ad espandersi in tutto il mondo raggiungendo il primo posto nella classifica dei social. Oggi, Facebook ha più di 2,32 Miliardi di Utenti attivi. Nasce poi Twitter nel 2006, servizio che offre ai propri utenti una pagina personale nella quale inserire i propri commenti e messaggi. Dal 2006 in poi vengono sviluppati innumerevoli altri social tra cui troviamo Instagram, Skype, Tumblr, Snapchat, etc.. che sottolineano la continua ascesa del fenomeno dei social, realtà sempre più presente all’interno delle vite delle persone.

I poteri e l’influenza dei Mass media sulla società

Nell’età contemporanea i mezzi di comunicazione di massa hanno imposto la loro presenza nella società. Essi trasmettono e diffondono, presso un pubblico molto vasto, notizie e informazioni. Allo stesso tempo però,  i mezzi di comunicazione di massa aprono la strada al rischio di diffusione della cattiva informazione e della manipolazione della stessa. Infatti, si mettono in atto strategie che impiegano i messaggi dei media per influenzare le idee ed i comportamenti dei destinatari, come spesso accade nella comunicazione politica o nella pubblicità. Per tanto, la forza comunicativa dei media fa sì che essi abbiano un forte impatto sul modo di vivere delle persone; e nonostante il fatto che la figura del destinatario sia molto cambiata nel tempo (le persone non sono più, a differenza del passato, indifese o inermi davanti alla miriade di pubblicità ed informazioni che ricevono, ma hanno acquistato con il tempo una funzione che le ha permesso di interagire con il mittente, di criticarlo o di confermare l’efficacia di ciò che pubblicizza), oggi la quantità e la qualità delle informazioni rendono molto difficile sottrarsi alla capacità di condizionamento dei media e mantenere in distacco critico.

I mass-media hanno certamente dato un indispensabile contributo allo sviluppo della società moderna, tuttavia essi producono anche degli effetti negativi che non possono essere trascurati.  Televisione, radio, giornali e cinema influenzano la nostra vita, imponendo le novità, le mode e provocando così un nostro costante adattamento e apprendimento inconsapevole di determinati valori e modelli culturali. Le persone, a causa del tipo di informazioni e messaggi che ricevono dai mezzi di comunicazione di massa, tendono a cancellare le proprie tradizioni culturali senza rendersene conto e accolgono incoscientemente ciò che viene loro proposto: i mass-media, in particolare la televisione, riducono il tempo che dedichiamo alla famiglia, al nostro sviluppo personale, a comunicare e avere contatti con altre persone. Di conseguenza,  tendiamo a trascurare altre attività più importanti per il mantenimento della nostra identità culturale come lo studio della nostra storia, l’esplorazione di altre culture, la partecipazione a gruppi sociali ecc. Anche se sono ancora molti i documentari e le riviste che trattano di cultura, politica e spettacoli, con il tempo è avvenuta una loro diminuzione a vantaggio di servizi sul gossip e sui reality show, con conseguente confusione tra la realtà e la finzione.

Operando in modo subdolo, i sistemi di comunicazione di massa hanno un immenso impatto sulle nostre coscienze e soprattutto sulla nostra capacità di libera scelta.

Per quanto riguarda la stampa, oggi esistono migliaia di quotidiani che hanno una forte capacità di influenzare l’opinione pubblica. È vero che il lettore ha la possibilità di scegliere tra le notizie che gli vengono fornite, quelle che gli sembrano più obiettive. Però, spesso i giornali offrono al tempo stesso anche interpretazioni e commenti, stravolgendo i fatti e influenzando così l’opinione di chi li legge. Per quanto concerne la televisione, d’altronde, il piccolo schermo ha una forte capacità di aggirare le coscienze e rendere popolare la violenza attraverso le notizie e le immagini crude sulla guerra, sui conflitti e delitti è impareggiabile. Anche il cinema ha una grande forza di suggestione che porta gli spettatori ad immedesimarsi nei personaggi dei film ed imitarne gesti ed espressioni. E nonostante il fatto che, generalmente, i messaggi lanciati dalle opere cinematografiche siano moralmente accettabili e socialmente positivi, essi talvolta tendono a plagiare le masse diffondendo idee, ideologie e atteggiamenti che producono persone pigre, non in grado di formulare opinioni proprie e che si appagano dei beni di consumo offerti dalla società del benessere materiale.

La nuova direttiva europea sul copyright
Per tutelare il diritto d’autore e garantire un’adeguata remunerazione ai creatori, il Parlamento europeo ha approvato il 26 marzo la direttiva sul copyright nel mercato unico digitale. Alla votazione hanno votato a favore 348 europarlamentari, mentre 274 hanno votato contro e 36 si sono astenuti. Ora manca solo un passaggio formale al Consiglio dell’UE che dovrà approvare una versione della direttiva identica a quella approvata dal Parlamento perché entri ufficialmente in vigore.

I negoziati con il Consiglio dell’UE erano stati a lungo bloccati per l’opposizione di diversi stati, fra cui l’Italia, agli articoli ex 11 (diventato il 15) “Protezione delle pubblicazioni di carattere giornalistico in caso di utilizzo online” e ex 13 (ora il 17) “Utilizzo di contenuti protetti da parte di prestatori di servizi di condivisione di contenuti online”, i più “controversi” della direttiva. I due articoli prevedono rispettivamente l’obbligo per le piattaforme online che pubblicano snippet (anteprime delle notizie) di pubblicazioni di carattere giornalistico di munirsi preventivamente di una licenza rilasciata dal detentore dei diritti e una maggiore responsabilizzazione per le violazioni dei diritti d’autore. È poi previsto il principio per cui i titolari del diritto d’autore – scrittori, giornalisti, artisti e così via – debbano essere remunerati da piattaforme come Google News e Facebook per lo sfruttamento delle loro opere. Inoltre, la riforma sancisce l’obbligo per le piattaforme digitali di controllare i contenuti, in modo da tutelare il copyright, prima della loro pubblicazione e di rimuovere quelli che siano in violazione del diritto d’autore.

L’applicazione della riforma sembrerebbe restringere non di poco la circolazione dei contenuti. Infatti, gli snippet nella forma attuale, se pubblicati senza il permesso dell’autore, finirebbero quasi del tutto fuori legge. Essi, per rimanere gratuiti, dovranno infatti essere più sintetici, ridotti a qualche parola, forse senza foto. Ogni uso più esteso prevederà un accordo fra le parti, cioè una licenza a fronte di un pagamento.

Tutto questo è una novità assoluta per le potenti piattaforme online che finora non avevano questo tipo di responsabilità e erano libere di usare opere altrui a proprio vantaggio. E mentre per molti la nuova direttiva rappresenta un tentativo di limitare la libertà di informazione e di espressione sul web, per altri il parlamento UE, approvando la riforma sul copyright, difende la creatività, l’ingegno e molti posti di lavoro. Essa rappresenta una vittoria di civiltà a difesa del diritto d’autore e della creatività. Un passo in avanti importante contro chi sul web ha lucrato fino ad oggi colpendo l’opera intellettuale senza vergogna, determinando così danni incalcolabili per gli autori. Tuttavia, sembra esserci il rischio che la direttiva finisca col penalizzare le piattaforme più piccole che, a differenza delle grandi società come Facebook o Youtube, non potranno permettersi i sistemi di filtraggio o gli algoritmi elettronici che controllano automaticamente i contenuti prima della loro pubblicazione in modo da rimuovere quelli che siano eventualmente in violazione del diritto d’autore.

Le piccole società si troveranno a dover sostenere costi maggiori in quanto le operazioni di verifica dei contenuti avverranno in modo manuale, fatto che le porrebbe in una situazione di svantaggio rispetto alle grandi piattaforme.

Ad ogni modo, è troppo presto per dare un giudizio definitivo sull’impatto che avrà la direttiva UE sul copyright nel mercato unico digitale. Bisognerà infatti aspettare non solo che la norma venga approvata definitivamente, ma anche le normative nazionali che ne disciplineranno i dettagli, per dare giudizi conclusivi.








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Abdoulaye Coumbassa

Nato a Conakry in Guinea e attualmente residente a Oriago(VE), frequento il terzo anno di Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Diritti Umani all’Università di Padova e svolgo un tirocinio curriculare con Social News sia per interesse personale nei temi trattati che per coltivare la mia passione per la scrittura. Mi interesso principalmente di lingue, diritti umani, relazioni internazionali e turismo. 

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