Metti in gabbia lo Smartphone

Una nota marca statunitense di acqua addizionata ha da poco lanciato sul web una nuova sfida: rinunciare al proprio Smartphone in cambio di 100mila dollari. Tra gli oltre 104mila candidati, che si sono proposti per la selezione, è stata scelta la trentenne Elana Mugdan.

di Rebecca Molinari.

Elana, scrittrice fantasy di New York, dovrà resistere 365 giorni senza usare il suo super tecnologico Smartphone. Solo se riuscirà nell’ardua impresa potrà vincere la cospicua somma di denaro. La ragazza è stata selezionata per la sua innata simpatia, aggiudicandosi in questo modo il titolo di prima partecipante a quella che sembra la sfida del secolo.

La giovane newyorkese, per vincere l’invitante bottino, non potrà utilizzare lo Smartphone per accedere al web e ai social. Tuttavia, la sfida non sembra poi così impossibile dal momento che potrà comunque navigare in internet e consultare i social network da qualsiasi computer portatile o fisso senza alcun tipo di limitazioni.

In sostituzione del suo iPhone5 a Elana è stato dato un antiquato telefono a conchiglia, utilizzabile solo per inviare sms e per telefonare.

La ragazza ha inoltre ammesso che il suo rapporto con lo Smartphone era tutt’altro che salutare: “(…). Lo usavo per socializzare, giocare, navigare, ascoltare musica, segnare gli appuntamenti, e ebbene sì, per distrarmi nella vita reale(…).”

Inutile dire, a questo proposito, che i cellulari hanno cambiato e stanno cambiando radicalmente il nostro modo di vivere la realtà e di relazionarci con gli altri. Forse aveva ragione Umberto Eco quando, nelle sue Bustine di Minerva (rubrica culturale e ironica pubblicata dal 1985 al 2016 sul settimanale l’Espresso), affermava che non abbiamo più rapporti faccia a faccia, non guardiamo più i paesaggi che ci circondano, e presi da questa inarrestabile frenesia, non riflettiamo più sulla vita né tanto meno sulla morte, ma parliamo ossessivamente, senza spesso avere nulla di urgente da dire. Le nostre interazioni si sono ridotte a un dialogo tra non vedenti.

C’è sempre meno contatto con le persone reali e con il reale. La comunicazione digitale ci ha privato del corpo, del volto e dello sguardo. La stessa Elana ha affermato che questa sfida le permetterà di uscire di più e la costringerà a relazionarsi e a parlare faccia a faccia con le persone. In pochi anni ci siamo dimenticati della piacevole particolarità dell’incontro diretto e soprattutto ci siamo dimenticati che cosa significhi osservare ed essere osservati.

Paradossalmente si crede che il medium digitale ci avvicini di più agli altri. Creiamo comunità virtuali perché è innata in noi la necessità e il desiderio di far parte di qualcosa. Entriamo in contatto con persone che abitano lontano da noi, a volte addirittura dall’altra parte del mondo, e ci illudiamo che l’unico modo di comunicare sia attraverso i videogames o le chat. Siamo spaventati all’idea di non far più parte di queste comunità virtuali perché non siamo più in grado di vivere nella nostra di comunità. Abbiamo spesso paura di mostrarci per quello che siamo realmente e abbiamo timore a relazionarci con l’Altro, che non è l’Altro virtuale ma quello in carne e ossa.

Ormai lo Smartphone è diventato parte integrante del nostro essere. La stessa Elana afferma che grazie a questo oggetto siamo costantemente connessi con il mondo, possiamo scattare foto e giungere a destinazione percorrendo strade sconosciute. Tuttavia, non è così impossibile resistergli. La giovane scrittrice, infatti, riconosce che fino a qualche anno fa “sopravviveva” tranquillamente senza iPhone. Questa sfida richiederà probabilmente un impegno maggiore ma ciò non significa che sarà impossibile. Nel frattempo Elana sta già riscontrando gli effetti positivi di questa nuova esperienza. Infatti, oltre a dedicarsi alla lettura di nuovi libri, si sta concentrando anche sulla scrittura di nuovi romanzi fantasy.   

Anche se il conto alla rovescia è appena cominciato, Elana ha già le idee chiare su come investire i 100mila dollari in palio. Una parte verrà utilizzata per la sua attività letteraria. Un’altra sarà dedicata ai viaggi e una somma andrà in beneficenza.

E alla domanda se tra un anno pensa di aprire la gabbia e riprendersi l’iPhone o lasciarlo lì, Elana risponde che spera di avere la forza di non ricadere nelle sue vecchie abitudini. Nella speranza che riesca a vincere la sfida, la giovane scrittrice ci ricorda che è bene non sacrificare troppo del nostro tempo per usare gli Smartphone.

D’altronde come diceva Seneca (filosofo, politico e drammaturgo romano, esponente dello stoicismo) “Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto”.










Rebecca Molinari

Rebecca Molinari

Nata in provincia di Modena nel 1995. Attualmente sto frequentando l'ultimo anno della laurea magistrale in Comunicazione Pubblica e d'Impresa presso l'Università di Bologna. I miei più grandi interessi sono la musica e la letteratura. Sono una persona curiosa, intraprendente e a volte un po' troppo sognatrice. La scrittura per me è fascino e potenza, potenza che si manifesta nelle parole e nel pensiero. Scrivere è svelamento, è lasciarsi andare al flusso di pensieri, è esporsi, è denuncia. Scrivere per me significa osservare la realtà con la penna in mano. 

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