Contraccezione: tutto quello che c’è da sapere

Quali metodi contraccettivi sono attualmente disponibili?

I metodi contraccettivi più diffusi e generalmente meglio accettati dalla popolazione generale consistono nell’utilizzo di condom, pillola contraccettiva (estroprogestinica e progestinica) ed equivalenti (anello vaginale, cerotto), dispositivo intrauterino (o intrauterine device, IUD, la cosiddetta “spirale”), dispositivo contraccettivo sottocutaneo a rilascio di progestinico, diaframma vaginale associato all’utilizzo di creme spermicide (poco diffuso in Italia). Esistono poi i metodi cosiddetti naturali, ossia i rapporti sessuali non protetti, interrotti o programmati nei giorni di minor fertilità (metodo Ogino-Kaus, coito interrotto, misura della temperatura vaginale basale, dosaggio ormonale su urine), che però risultano spesso scarsamente efficaci nella prevenzione di gravidanza indesiderate.

L’efficacia di tali metodi è rappresentata dall’indice di Pearl (IP), che esprime il numero di gravidanza indesiderate all’anno ogni 100 donne utilizzatrici di contraccettivi, per contraccettivo utilizzato ed utilizzato in modo corretto. Più è basso tale indice, maggiormente efficace risulta il metodo contraccettivo. Statisticamente, secondo i vari studi disponibili in letteratura, risultano più efficaci i contraccettivi ormonali estroprogestinici (pillola, anello, cerotto, IP 0,1-0,7), lo IUD o “spirale” (0,2-,07), l’impianto sottocutaneo (0,5), il condom (0,2-2). I vari metodi naturali mostrano indici di Pearl tendenzialmente più elevati, con una media di IP reale difficilmente calcolabile, ma di norma decisamente più elevata rispetto ai metodi sovraelencati, che può raggiungere anche valori di 30 e più per il coito interrotto. Per quanto riguarda il diaframma vaginale l’IP si attesta intorno al 5-7. Bisogna poi considerare come i dati ottenuti possano essere falsati da un utilizzo non corretto dei metodi indicati. Di fatti un utilizzo non impeccabile di tali misure, le rende inevitabilmente meno efficaci ed innalza il numero di gravidanze indesiderate per anno di utilizzo.

Questi metodi proteggono anche dalle malattie sessualmente trasmesse?

No, solamente il condom, utilizzato in modo corretto, protegge dalla trasmissione di tali malattie (ad esempio infezioni da HIV, i virus epatitici quali HBV e HCV prevalentemente,  Chlamydia, Mycoplasma, Herpesvirus, Candida Albicans, etc).

Per quanto riguarda il papillomavirus (HPV)?

Anche in questo caso ci si affida all’utilizzo del preservativo. Esiste poi la possibilità di proteggersi mediante il vaccino, attualmente sono disponibili vaccini sempre più efficaci e che garantiscono una sempre maggior protezione nei confronti del grande numero delle varianti di HPV esistenti (più di 100 riconosciute).

https://www.tpi.it/2018/09/26/contraccettivi-femminili/

Esistono controindicazioni all’utilizzo della pillola e dei suoi equivalenti (anello vaginale e cerotto transdermico)?

Esistono controindicazioni assolute e relative. É importante sapere se la paziente presenta condizioni che possono alterare il sistema emocoagulativo (trombofilie) o se ha familiarità per le stesse, nei parenti di primo e secondo grado, in tal caso l’estroprogestinico non può essere suggerito, così come non deve essere utilizzato in caso di tumori maligni della mammella o in presenza di condizioni favorenti; infatti tali farmaci possono agire sul sistema della coagulazione causando, ad esempio, trombosi venose o tromboembolie polmonari e stimolare cellule cancerose ormono-sensibili. Esistono poi altre controindicazioni quali ad esempio l’emicrania con aura e obesità. Tendenzialmente si cerca di non prescrivere estroprogestinici a pazienti fumatrici, in quanto l’associazione dei due fattori di rischio aumenta drasticamente il tasso di episodi trombotici, così come maggiore attenzione deve essere posta alle pazienti con età maggiore di 35 anni, specialmente in presenza di altri fattori che possano alterare la coagulazione.

Tutte le pazienti possono avvalersi di uno di questi metodi?

Il punto cardinale del counseling contraccettivo è, allo stato attuale delle cose, la personalizzazione della terapia. Ossia un approccio medico paziente individualizzato, in cui durante la visita ed il colloquio si sceglie congiuntamente il metodo più adatto alla paziente, sia in relazione alle esigenze e gli stili di vita della stessa che alle controindicazioni eventualmente presenti.

È necessario sottoporsi a qualche esame prima di iniziare ad assumere la pillola?

A parte la visita ginecologica, sempre consigliata, le più recenti linee guida non prevedono l’esecuzione di esami ematochimici specifici prima di intraprendere la terapia, se la paziente nega problemi di salute noti e riferisce buone condizioni generali di salute. Attualmente si raccoglie un’accurata anamnesi (storia clinica) personale e familiare. Qualora risultasse necessario, sulla scorta di questi dati, in presenza di precedenti patologici personali o in parenti stretti, si procederà ad approfondimenti quali ad esempio la determinazione del profilo coagulativo, che in caso di alterazione potrebbe controindicare la terapia estroprogestinica

A chi deve rivolgersi una donna interessata ad una di queste misure contraccettive?

É sempre consigliabile rivolgersi ad uno specialista ginecologo, ad esempio presso gli ambulatori ospedalieri o territoriali, oppure ad un’ostetrica (ad esempio presso il consultorio familiare) o ad un operatore sanitario adeguatamente formato su queste tematiche. Un primo approccio informativo e prescrittivo può essere rappresentato dal medico di medicina generale (medico di famiglia), che può consigliare la paziente ed eventualmente indirizzarla verso lo specialista per maggiori informazioni.

Il mio consiglio è comunque quello di sottoporsi, in ogni caso, ad una visita ginecologica se non effettuata di recente, in modo da avere un quadro più completo sullo stato del sistema riproduttivo e di salute generale della paziente. Per le pazienti più giovani esistono, a tal proposito, in molte realtà territoriali, degli ambulatori ad accesso diretto, gratuito e senza necessità di prenotazione, presso molti consultori familiari.

Gianluca Simoncini
Medico chirurgo nato a Brescia nel 1981, laureato all’università degli studi di Brescia. Specializzazione in ginecologia e ostetricia conseguita presso l’università degli studi di Udine.

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