Accoglienza in Veneto tra apertura e rifiuto

Secondo il Ministero degli Interni, i migranti e rifugiati che sono giunti via mare in Italia sono stati 181.436, mentre dall’inizio dell’anno al 31 maggio 2017 gli arrivi stimati sono 60.200, situazione nella quale la regione Veneto ospita circa l’8% del totale.

Il Veneto è la terza Regione italiana per consistenza e ampiezza del fenomeno migratorio.

Dal 2011 i flussi migratori verso l’Italia sono considerevolmente aumentati, amplificando la portata in particolare della rotta del Mediterraneo Centrale, caricando le regioni del Sud di un fenomeno senza precedenti, conducendo in Italia migliaia di persone, che giungono in particolare dall’Africa, per cercare salvezza e asilo.

Dal sud del Paese i migranti si spostano poi verso nord, condizionando così la partecipazione anche delle regioni settentrionali.

Il Veneto è, in questa situazione, una regione a “doppia faccia”, da una parte fortificato dalle politiche di accoglienza e dalle manifestazioni di solidarietà, dall’altra intaccato dal razzismo e dalla chiusura dovuto anche a partiti xenofobi ed escludenti che trovano terreno fertile nella regione.  

All’aumento dei flussi, infatti, si accompagna una progressiva stabilizzazione della popolazione immigrata, promossa ed attuata attraverso iniziative volte al superamento delle difficoltà connesse alla condizione di immigrato e alla promozione della convivenza all’interno della comunità regionale.

Le scelte attuate dalla Regione, sul piano concreto, tendono ad incentivare la coordinazione e l’alleanza tra gli enti territoriali finalizzando l’azione all’integrazione della popolazione immigrata nel tessuto socio – lavorativo, anche se la situazione reale appare estremamente frammentata e divisa tra accoglienza e chiusura.

“Side by side”, una marcia insieme per l’accoglienza in Veneto

marcia side by side accoglienza in veneto

Un esempio lampante di situazione controversa è stata la marcia “Side by side” contro il razzismo e l’esclusione, organizzata lo scorso marzo e progettata nell’ambito della campagna #Overthefortress, una marcia che ha ospitato tra le calli di Venezia oltre 5mila persone che manifestavano contro l’intolleranza e il razzismo istituzionale che spesso dilagano nel territorio. Una marcia che non è stata solo protesta, ma anche informazione e partecipazione. Durante il tragitto, infatti, si sono susseguiti diversi interventi che hanno voluto fortificare il rifiuto al sistema che rende i migranti dei criminali, alle politiche di blocco e di respingimento e alle condizioni disumane che spesso si verificano all’interno dei centri di emergenza e accoglienza.

“Side by side” ha accolto tra le sue fila migliaia di persone provenienti da ambienti diversi, ma l’elemento che è spiccato tra la folla è stata la presenza dei sindaci di due comuni veneti, simbolo di una forte accoglienza e apertura.

Una è la sindaca di Santo Stefano di Cadore che, dal 2011, si impegna per dare testimonianza di ospitalità e umanità, da quando la prefettura mandò nel suo paese 90 profughi che avevano bisogno di aiuti e asilo e lei accettò di buon grado la sfida, ponendo le basi per un’accoglienza duratura e consolidata, a discapito delle perplessità e della paura momentanea dei cittadini.

L’altro sindaco che sfila tra le calli di Venezia per farsi portatore di pace e umanità è il sindaco di Santorso, situato nell’alto vicentino. Già dal 2002 il comune è parte del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (progetto Sprar) e da allora ha saputo gestire e seguire più di 400 migranti, diventando un Comune di riferimento per le politiche di accoglienza.  Santorso, infatti, è un comune di sole 5700 anime, ma è stato in grado di avviare un sistema di accoglienza diffusa e consolidata, che si è poi rivelata essere una risorsa contro lo spopolamento del comune e la morte dello stesso.

Non solo solidarietà

Concetti chiari e apparentemente logici quelli appena riportati, che non sono però così scontati per altri sindaci che sanno solamente dire di no, rendendo la regione un luogo di paura e chiusura nei confronti di chi ha perso tutto e viene verso una vita migliore.

Esempio di questa indisponibilità può essere trovato sempre tra i partecipanti della marcia “Side by side” che ha visto un dipendente del Comune di Recoaro sanzionato per aver marciato per l’umanità. Punizione inflittagli dopo che lo stesso aveva postato su Facebook una sua foto mentre reggeva uno striscione recante la scritta “Recoaro accoglie”, fatto che ha portato con sé una serie di insulti e minacce rivolte allo stesso, tanto che la cittadinanza si è sentita chiamata a mostrare “l’altra faccia del Veneto” che non accoglie, ma rifiuta, che disprezza e non resta umana. Il “colpevole” di solidarietà ha poi ricevuto il sostegno di altre persone che hanno espresso la propria totale contrarietà a quanto deciso dal sindaco di Recoaro, cercando di dimostrare la propria adesione alla democrazia e all’inclusione.  

Questi sono solo alcuni esempi della divisione in cui si trovano le pratiche e i sentimenti di accoglienza della Regione Veneto, che da una parte abbatte i muri e le frontiere per ospitare migranti e richiedenti asilo, mentre dall’altra continua a fondare le sue radici nell’odio e nel razzismo, ferma ad una situazione di chiusura e rifiuto. Da che parte stare è una scelta individuale, che va presa con coscienza e consapevolezza: escludere o restare umani?

 

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Anna Toniolo

Anna Toniolo, nata a Mirano (VE) il 1/marzo/1994. Studentessa al terzo anno di Scienze Politiche, Relazioni internazionali e Diritti Umani all’Università degli Studi di Padova. Viaggiatrice e curiosa incallita, giornalista in erba per passione, combatto per la verità e la giustizia per vocazione. Su SocialNews alimento la mia passione per il giornalismo e la scrittura, alimentando la mia attitudine verso la giustizia e facendo del mio meglio per trasmetterla a chi legge. Cosa sono per me i diritti umani? Sono il filo rosso che unisce ogni essere umano, sono ciò che ci dovrebbe sempre ricordare che, anche se diversi, siamo tutti uguali. Bandite le discriminazioni. 

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