La popolazione europea invecchia, mentre quella africana non può

Con gli ultimi dati a disposizione, la popolazione mondiale ha superato la soglia dei 7.4 miliardi di individui il 36% circa dei quali collocati in Cina ed in India. Già questo dato dovrebbe fare riflettere.

Qualche altra particolarità. Gli Stati Uniti rappresentano soltanto il 4.4% della popolazione mondiale anche se sembrano ovunque e sono fortemente bellicosi. La zona euro costituisce poco più del 5.5% dell’intera popolazione rispetto al 13.1% rappresentato dal Medio Oriente e dall’Africa. Più della metà delle persone vive nell’area Asia/Pacifico.

È risaputo che la densità della popolazione è eterogenea, mentre ad esempio c’è più gente in Bangladesh che in Russia.

Oggi, invece, ci focalizzeremo brevemente sulla popolazione attiva e prenderemo dunque in considerazione la popolazione sotto i 15 anni e quella al di sopra dei 65 anni. Per farlo, abbiamo indentificato 4 macro aree; ossia Asia/Pacifico, America Nord/Latina, Europa e l’ultima Medio Oriente/Africa.

Asia/Pacifico

La popolazione è generalmente molto giovane all’eccezione del Giappone che ha oltre il 30% della popolazione con un’età superiore ai 65 anni rispetto al 12% che ha al di sotto dei 15 anni, vedi anche la Corea del Sud con 18% contro 12.5%, Taiwan con 17.9% contro 12% e Hong Kong con 21% contro 13%. In quest’area abbiamo calcolato che la media della popolazione attiva è del 67.7% rispetto al 65.3% della media mondiale.

America Nord/Latina

Anche in questo caso, quest’area vanta una popolazione relativamente giovane eccezione fatta per il Canada che, probabilmente per motivi geografici, sanitari ed economici, presenta una popolazione degli oltre 65enne del 21.6% rispetto al 15.4% circa di giovani sotto i 15 anni. Mediamente, l’area ha una media di popolazione attiva di poco inferiore al 66%.

Europa

Qua la situazione è drasticamente invertita ed osserviamo immediatamente una prevalenza di persone anziane rispetto a quella popolazione di età scolastica. All’eccezione di Turchia, Irlanda, Cipro e Lussemburgo, il numero di pensionati è superiore al numero dei giovani, ma leggiamo che le due curve sono relativamente strette in quanto le relative percentuali sono molto vicine. La percentuale della popolazione attiva è perfettamente in linea con quella mondiale.

Medio Oriente/Africa

Questa volta abbiamo uno scenario molto diverso dai precedenti. In effetti, vediamo una forte presenza dei giovani rispetto a quelli che hanno un’età di oltre 65 anni e lo spread è cosi elevato che non lascia spazio alla libera interpretazione. Tranne per Israele e la Tunisia, la percentuale delle persone con un età pensionabile non supera l’8% ed è in molti casi in Africa è inferiore al 3%; vedi l’Uganda con solo il 2% di persone anziane, o la Zambia o la Somalia che fanno fatica a raggiungere il 2.3%. Queste statistiche devono fare pensare visto che la percentuale media dei giovani supera il 37%. Il problema è che la popolazione muore relativamente presto e non arriva alla vecchiaia. La media della popolazione attiva fatica a raggiungere il 58% e questo dato è molto inferiore rispetto alla media mondiale del 65.3%.

crescita popolazione africa

Tanzania,
Photo: Evelyne Jacq

Noi, quali essere umani, non possiamo lasciare invecchiare la popolazione in Europa, mentre in Africa la gente non riesce a raggiungere l’età della saggezza.

In effetti, l’invecchiamento della popolazione interessa in primis i seguenti paesi; Giappone (30% della popolazione ha oltre 65 anni), Germania (24.1%), Finlandia (23.2%), Slovenia (22.9%), Italia (22.8%), Grecia (22.5%), mentre i paesi come l’Uganda, Mali, Zambia, Mozambico e molti altri hanno oltre il 40% della popolazione molto giovane e meno del 3% di loro ha superato i 65 anni.

Il problema non è solo umanitario.

L’invecchiamento della popolazione in Europa sta mettendo a rischio le nostre pensioni e l’obbligatorietà della pensione complementare non è venuta dal nulla.

A livello mondiale, fra circa 30 anni, il 20% della popolazione avrà meno di 15 anni, la popolazione attiva rappresenterà il 63% circa del totale, mentre la popolazione in età pensionabile raddoppierà e potrebbe raggiungere il 17% circa.

Molto probabilmente, le tasse aumenteranno costantemente per la popolazione attiva e non solo, la pensione standard andrà a scomparire e verrà scambiata da una pensione privata, l’età pensionabile aumenterà inesauribilmente. Difficile poi ipotizzare una forte e duratura crescita del Pil, per lo meno a livello complessivo europeo.

Occorre pertanto trovare delle soluzioni per favorire l’aumento del tasso di natalità ed utilizzare le persone oltre i 65 anni che non sono un peso per nessuno, ma bensì una risorsa inutilizzata.

 

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Giovanni Maiani

Appassionato di matematica e statistica da quando era sedicenne approfondisce l’analisi finanziaria (analisi tecnica, fondamentale e macroeconomica) sino a proficue collaborazioni professionali nell’editoria nazionale ed internazionale quali, dal 1994, Borsa&Finanza per il quale ricopre il ruolo di supervisore dell’ufficio studi, Dow Jones Telerate, Finanza&Mercati e pubblica studi originali su Stock&Commodities, Patrimoni, Investire, Fondi&Sicav e molte altre testate locali. Da alcuni anni è collaboratore di un importante istituto di credito, cura un suo blog personale http://giovannimaiani.blogspot.com/ e pubblica alcuni studi propri sul quaderno ufficiale della Siat per la quale è riferimento locale per San Marino. 

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