Parchi, spiagge, strutture: come orientarsi?

Esistono numerose certificazioni, marchi ed etichette che permettono al turista di scegliere, valutare e selezionare la propria meta secondo criteri ecologici

Paola Fagioli

In Italia esistono certificazioni, marchi di qualità ambientale ed etichette ecologiche. Per semplicità, di seguito verranno definiti tutti label. In tutti i casi, chi desideri ottenere il label deve rispettare un disciplinare per ridurre gli impatti ambientali della propria attività.
I suoi punti generici sono raccolta differenziata dei rifiuti, attenzione al consumo idrico ed energetico, produzione di energia da fonti rinnovabili, promozione della mobilità sostenibile o collettiva, utilizzo di prodotti ecologici per pulizie e gestione dell’ufficio. A questi possono aggiungersi richieste riguardo l’alimentazione (prodotti bio) e la gastronomia (piatti a km zero e valorizzazione della gastronomia locale) o anche la promozione e la salvaguardia del territorio. Alcuni label affidano la verifica dei requisiti ad un ente terzo. Altri attuano le verifiche con personale interno. Altri, ancora, optano per una verifica solo documentale di quanto autocertificato dalla strutture ricettiva. L’Ecolabel Europeo per i servizi turistici è una certificazione pubblica. Viene concessa dal Comitato Ecolabel Ecoaudit di ogni Stato, per l’Italia sito presso l’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale), alle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere che rispettino una serie di requisiti obbligatori e raggiungano almeno i 20 punti a scelta in una lista di requisiti facoltativi. La rispondenza ai requisiti viene verificata dalle ARPA regionali in due fasi, una prima di verifica dei documenti inviati e un successivo sopralluogo nella struttura ricettiva.
In Italia, l’Ecolabel Europeo conta 195 licenze per servizi di ricettività turistica, distribuiti principalmente in Trentino Alto Adige, Toscana, Puglia e Veneto. Esiste anche una certificazione per gli eventi (dalle sagre di paese ai grandi eventi internazionali) che ne garantisce la sostenibilità, lo standard ISO 20121. Come avviene per i label turistici, lo standard comporta il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera (i c.d. stakeholders), dagli organizzatori ai fornitori agli allestitori, e riguarda l’intero ciclo di vita dell’evento (ideazione, svolgimento, chiusura e post chiusura). Le Olimpiadi di Londra del 2012 sono state le prime a certificarsi. Tra i label privati (non concessi da un ente pubblico) l’etichetta ecologica di Legambiente Turismo è quella che conta il maggior numero di affiliati. Sono 280 le strutture associate, appartenenti a svariate tipologie, dai B&B ai campeggi agli stabilimenti balneari. Questa certificazione dispone di un disciplinare analogo a quello dell’Ecolabel Europeo. Anche il regolamento è molto simile, ma la verifica del rispetto dei requisiti viene compiuta da personale di Legambiente con una visita in loco.
Tutte le strutture dotate di label si trovano al sito www.legambienteturismo.it. In Italia sono presenti anche EcoWorldHotel, il quale, oltre a conferire un proprio label svolge anche servizio di booking e di emporio per gli acquisti green dell’albergo e Green Tourism Business Scheme, label inglese diffuso in tutto il Commonwealth e presente nel nostro Paese dal 2015. Al contrario dei precedenti label, questi ultimi esprimono una classificazione degli associati, ponendo in evidenza i più green: EcoworldHotel attraverso le ecofoglie (da 1 a 5), GTBS con un ranking compreso dal bronzo all’oro.

logo-legambienteturismo

La catena alberghiera Best Western ha deciso di dotare tutti i propri affiliati del label “Stay for the Planet”. Questo prevede una prima autocertificazione, una visita in loco per la verifica dei dati inviati, un report con una classificazione in foglie del rating di sostenibilità raggiunto e suggerimenti per il miglioramento continuo della struttura ricettiva. ICEA, ente di certificazione del biologico, ha realizzato una propria certificazione, Eco Bio Turismo, con regolamento analogo agli altri label, rivolto principalmente ad agriturismi.
In Italia conta circa 80 iscritti. Analogamente, AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) ha realizzato il marchio Agriturismi Bio Ecologici. Conta circa 150 iscritti. In questi anni, anche molti Parchi, nazionali o regionali, hanno deciso di dotarsi di un proprio marchio di qualità ambientale per qualificare le strutture ricettive presenti nel territorio e quale elemento di emersione dall’illegalità: chi vanta il marchio del Parco viene promosso sui mercati in via prioritaria. Tale certificazione può essere ottenuta solo dalle strutture ricettive che dichiarano la propria attività. Di recente sono nate anche iniziative di labelling da parte di grandi operatori del settore, come Tripadvisor, il quale, nel 2014, ha lanciato il programma Ecoleader.
Le strutture ricettive iscritte al portale autocertificano il loro impegno ambientale rispondendo ad un questionario. Ad ogni domanda è associato un punteggio. A seconda del risultato finale, si può conseguire il livello di Ecolaeder platino, oro, argento o bronzo. Le strutture si identificano per la presenza di una foglia verde nella scheda. La verifica avviene con il sistema peer to peer e con verifiche a campione da parte di un ente terzo. Simile, ma con una ricaduta maggiormente nazionale e più orientata al servizio per le strutture ricettive è PiùTurismo. Tale sito raccoglie oltre 2.000 strutture italiane interessate a porre in luce le proprie attività di rispetto dell’ambiente. Anche in questo caso vi è un’autocertificazione delle proprie caratteristiche “green”, con verifiche a campione. Chi si iscrive a questo sito può disporre, a pagamento, di una serie di servizi promozionali. Ad esclusione delle ultime due iniziative descritte, tutte le altre scontano una difficoltà nel raggiungere il potenziale turista. Sebbene l’interesse per gli aspetti ecologici sia in continua crescita, molto spesso non rappresenta l’elemento determinante nella scelta della vacanza (il turista scegli prima la meta, poi il luogo di soggiorno). In assenza, quindi, di politiche territoriali che evidenzino la sostenibilità della destinazione e delle strutture ricettive in essa presenti, il label può fungere da fattore di fidelizzazione del cliente più che da scelta primaria. È stato, infatti, dimostrato da varie ricerche, condotte da Università ed enti privati, che le strutture dotate di label garantiscono una qualità del servizio migliore, un comfort complessivo più elevato e, coinvolgendo l’ospite nelle proprie iniziative di rispetto dell’ambiente, lo fanno sentire partecipe di un processo di miglioramento collettivo.

Paola Fagioli, Legambiente ONLUS, sezione Turismo

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