Il fascino di riscoprire l’Italia a piedi

Ammappalitalia.it: un portale per la libera condivisione di sentieri e strade secondarie che collegano i borghi italiani

Marco Saverio Loperfido
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Il sito internet www.ammappalitalia.it si occupa della percorribilità a piedi del territorio italiano, proponendosi come un archivio unico e organizzato dei sentieri che collegano i paesi e le città d’Italia.
È una piattaforma a cui tutti possono accedere. Crea, dunque, dal basso i propri contenuti, secondo il principio della libera condivisione delle informazioni. Queste rimangono, perciò, sotto licenza gratuita.
I contenuti di cui è composto il particolare archivio di Ammappalitalia sono le descrizioni dei percorsi, i tracciati gps, le foto e tutte le informazioni aggiuntive utili ad un camminatore (ma anche ad un ciclista o ad un appassionato di passeggiate a cavallo). Ammappalitalia è uno strumento tecnologico, ma al servizio del territorio. In questo vede il suo fine ultimo. Le persone utilizzano Ammappalitalia per organizzare passeggiate, visitare luoghi consigliati da altri camminatori, rendersi conto della bellezza del territorio italiano, ricco di storia e cultura.

Non potrebbe esistere, al contrario di altri progetti web, senza l’esperienza vitale e “non tecnica” del camminare. Il cerchio “ammappante” si conclude sempre con una visita, una passeggiata, un’esperienza diretta del territorio.
Creare una rete di percorsi componibili a piacimento dagli utenti rende possibile la riscoperta di luoghi secondari e dimenticati. Vengono riscoperti i borghi antichi e la loro funzione di “luoghi di sosta” per i pellegrini. Stimola, dunque, anche in maniera capillare, le attività ricettive.DSCN0223

I paesi tornano ad essere luoghi di ospitalità, di posta, dove riposarsi, rifocillarsi, trovare tranquillità dal viaggio. Ne vengono incentivati il ripopolamento e l’economia locale. Dal sito: “Con i percorsi arrivano anche le parole di coloro che li hanno descritti e con le parole le singole personalità dei camminatori. C’è chi predilige lunghi tracciati per montagne solitarie, chi brevi passeggiate che conducono dal centro a luoghi amati e limitrofi; chi dà alla propria narrazione il carattere del ricordo, chi dell’impresa sportiva, chi si appassiona alle piante che si trovano lungo la via, chi alla geologia, chi alla storia e all’archeologia; chi ha un occhio particolare per il più minuscolo dettaglio, chi conferisce alla propria camminata un ampio respiro che trasmette l’atmosfera del posto.

 

Non ci sono solo Italiani ad ammappare il territorio italiano, ma anche stranieri che amano l’Italia forse più di molti altri nati qui. Camminano e si appassionano al cammino. Lo vivono e lo descrivono con le parole che conoscono. Insomma, oltre a camminare, tutti coloro che contribuiscono, scrivono e, nello scrivere, reinterpretano il paesaggio a seconda delle inclinazioni, guardandolo dal loro particolare punto di vista, colorandolo della loro soggettività.

L’Italia è lì, lunga e stretta, come un trampolino nel mare, protetta a nord da verdi alpeggi, con una spina dorsale divariegati Appennini e tantissima diversità di scorci e paesaggi al suo interno.DSCN1736
Allo stesso modo, è chi la guarda e la vive, la scrive, la riscrive e, così facendo, se ne appropria. Per mappare l’Italia non abbiamo scelto solo il freddo gps o la mera quantificazione del percorso in dati oggettivi, come durata, difficoltà o altitudine. Abbiamo scelto una lingua e, con essa, il mondo di possibilità allegoriche che questa si porta appresso. Ogni percorso inviatoci non è solo una semplice descrizione di bivi, svolte e punti di riferimento, bensì un modo di guardare all’Italia, di farla rivivere dieci, cento, mille volte, e in maniera sempre diversa”.

Percorrere un territorio a piedi significa entrare in stretto contatto con esso, rendersi conto della maniera in cui è stato vissuto per millenni, scoprire dinamicamente la prospettiva attraverso cui fu interpretato dagli uomini. Non esiste, dunque, altro modo per tutelare il paesaggio italiano e promuoverne la sua conoscenza che vivere e riscoprire la rete di percorsi dei territori stessi, andando a piedi da paese a paese, in controtendenza con l’odierna ossessione della velocità e con la moda di cementificare, asfaltare e dimenticare gli antichi tracciati.
Mappare un percorso tra un paese e l’altro significa ridare ai borghi italiani il ruolo storico e sociale da sempre rivestito, quello di isole di civiltà tra la selvatichezza e l’ostilità della natura. Molto più dei semplici sentieri per escursionisti (che partono da un punto e arrivano in un altro per poi tornare alla macchina parcheggiata), i percorsi che si snodano da paese a paese non si caratterizzano solo in ottica turistica, ma creano le basi conoscitive e strutturali per un radicale cambiamento della maniera di esperire il territorio e il mondo.
Nell’epoca della fretta e della superproduzione, camminare è ormai diventato un atto rivoluzionario.

In questi anni, Ammappalitalia ha organizzato molte iniziative, tra le quali il Concorso migliore ammappatura, Corsi per imparare a mappare (Comune di Orte, Vignanello, Vallerano e Formello), Il Giro della Tuscia in 80 giorni, Umbria: Passaggi a sud-ovest, le passeggiata mappanti per le scuole e varie escursioni. Tra queste spiccano per importanza i due itinerari svolti nelle province di Viterbo e Terni. Questi hanno permesso di identificare e tracciare oltre 1.300 km di nuovi sentieri e hanno fatto sì che il sito si dotasse di una buona base di dati, almeno nell’Italia centrale.
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Per questo motivo, Marco Saverio Loperfido, ideatore del progetto e guida AIGAE, la fotografa Marina Vincenti e la mascotte Bricco, un cane da caccia, si metteranno in cammino, nel maggio del 2017, per mappare una nuova via a piedi che da Roma arriverà a Bruxelles passando per Perugia, Venezia, Belluno, Monaco di Baviera, Stoccarda e Lussemburgo. Le vie individuate saranno esclusivamente sentieri e strade secondarie. Passeranno per borghi e città e si intersecheranno con itinerari già esistenti, come la Via Romea, La Via di San Francesco, la Monaco-Venezia. Il progetto è definito Paese Europa perché pensa l’Europa come paese in quanto area geografica, l’Europa come Paese in quanto paesaggio e l’Europa come Paese in quanto costituita di piccoli centri abitati. È un tentativo di cambiare ottica sull’Europa. L’Europa vista attraverso lo sguardo lento di chi cammina; l’Europa vissuta passo passo; l’Europa di incontri personali e conoscenza millimetrica del territorio; un’Europa senza frontiere.

I Postini di una volta (chiamati così perché porteranno a piedi al Parlamento europeo varie proposte di turismo alternativo elaborate da Ammappa l’Italia in questi anni) tracceranno, fotograferanno, scriveranno di un’Europa vista dagli occhi dei viaggiatori, con un approccio antropologico, sociologico e storico e annoteranno tutto ciò sul sito e sul blog con il nome analogo al progetto.

Molte le collaborazioni di questi anni. Tra di esse spicca quella con Wwoof Italia. WWOOF è un movimento mondiale che mette in relazione volontari e progetti rurali naturali promuovendo esperienze educative e culturali basate su uno scambio di fiducia privo di scopo di lucro contribuendo, così, a costruire una comunità globale sostenibile (dal sito del progetto).

È nato così il progetto VieWwoof, pensato per incentivare forme di mobilità che favoriscano la conoscenza e la cura del territorio. Attraverso la mappatura di itinerari da percorrere a piedi, in bicicletta e con animali, VieWwoof crea una rete che collega le fattorie associate al Wwoof fra loro, con il trasporto pubblico e con i centri abitati.

Grazie al contributo di Wwoof Italia, è stato possibile realizzare la Mappa complessiva dei percorsi di Ammappalitalia. Di fatto, questa ha la funzione di organizzare geograficamente tutto il materiale di archivio di Ammappalitalia e risulta essere uno degli strumenti finali del sito, dal momento che la mission del progetto è proprio quella di creare una rete di percorsi, interattiva e razionalmente organizzata.DSCN3213

Tornando a questioni generali, si può affermare che Ammappalitalia abbia lanciato una vera e propria scommessa culturale a tutti gli Italiani. Si tratta della scommessa di rivitalizzare il tessuto di strade che in passato davano linfa ed energia al territorio. L’idea è nata nel tempo, grazie alle mille escursioni e alla conoscenza del territorio italiano e della sua storia, ma fattore importante sono state, senza dubbio, le parole di Pier Paolo Pasolini nel documentario per la televisione “La forma della città” del 1974. Pasolini si trova a camminare per un antico tracciato di Orte e riflette: “Questa strada per cui camminiamo, con questo selciato sconnesso e antico, non è niente, non è quasi niente, è un’umile cosa. Non si può nemmeno confrontare con certe opere d’arte, d’autore, stupende, della tradizione italiana.

Eppure, io penso che questa stradina da niente, così umile, sia da difendere con lo stesso accanimento, con la stessa buona volontà, con lo stesso rigore con cui si difende un’opera d’arte di un grande autore. Voglio difendere qualcosa che non è sanzionato, che non è codificato, che nessuno difende e che è opera, diciamo così, del popolo, di un’intera storia, dell’intera storia del popolo di una città.

Di un’infinità di uomini senza nome, che però hanno lavorato all’interno di un’epoca che poi ha prodotto i frutti più estremi, più assoluti, nelle opere d’arte d’autore. Ed è questo che non è sentito, perché chiunque, con chiunque tu parli, è immediatamente d’accordo con te nel dover difendere un’opera d’arte d’un autore, un monumento, una chiesa, la facciata di una chiesa, un campanile, un ponte, un rudere il cui valore storico è ormai assodato. Ma nessuno si rende conto che, invece, quello che va difeso è proprio questo anonimo, questo passato anonimo, questo passato senza nome, questo passato popolare”.

Marco Saverio Loperfido, Ammappalitalia.it

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