A Dandora cambia la musica

Una scuola insegna ai bambini lavoratori come recuperare la loro infanzia in un’area che è una vera e propria discarica a cielo aperto. Qui è ormai tardi per parlare di emergenza

Marta Manini

dandora bimbaNella discarica di Dandora si lavora tutto il giorno tra i rifiuti. Donne, uomini, bambini, nessuno escluso. Non c’è spazio per la scuola. Nella baraccopoli l’infanzia finisce alle porte della discarica. In questo contesto nasce Alice Music Academy, una scuola di musica che aiuta i bambini a recuperare un ritmo di vita normale, dai banchi di scuola alle lezioni di canto.

A Dandora, Kenya, è ormai tardi per parlare di emergenza: un’immensa discarica a cielo aperto, estesa per 30 ettari nella periferia di Nairobi, continua ad essere centro nevralgico dello scarico di rifiuti, nonostante sia stata dichiarata piesfruttamentona e in necessità di bonifica dal lontano 2001.

È così che, percorrendo in auto un paio di chilometri dal centro di Nairobi, il paesaggio attraverso il finestrino cambia radicalmente: dagli hotel di super lusso si passa ad abitazioni di fortuna, il ritmo delle persone a piedi si fa più intenso, le strade perdono l’asfalto e nell’aria inizia a sentirsi odore di bruciato… La baraccopoli di Dandora si avvicina, con le sue 850 tonnellate di rifiuti giornalmente scaricate nella discarica omonima. Per un visitatore occidentale, questo ambiente si rivela un inferno dal quale è opportuno allontanarsi velocemente; per la fascia più povera della popolazione, invece, Dandora si dimostra l’unica fonte di sostentamento: ben 10.000 persone lavorano in questo ambiente malsano. Per il 55% si tratta di bambini quotidianamente a rischio di contrarre AIDS e TBC. Soffrono, inoltre, di malnutrizione e maltrattamenti e sono vittime del lavoro minorile.

lavoroLa baraccopoli si anima di persone che lottano per sopravvivere. Intere famiglie affittano baracche in lamiera proprio nelle vicinanze della discarica per potersi garantire più facilmente l’accesso e il conseguente lavoro tra i rifiuti: si scava a mani nude in cerca di materiali da rivendere.

Le donne sono costrette a portare i loro figli in discarica, non hanno scelta. Questi bambini crescono, osservano, imparano sulla strada. Non appena le gambe glielo consentono, iniziano a recarsi in discarica da soli. Vengono arruolati dai clan che gestiscono il traffico illegale di rifiuti e la rivendita di materiali ed entrano a far parte dell’esercito silenzioso che, sotto gli sguardi di tutti, lavora tra gli scarti per guadagnare meno di 2 dollari al giorno.

Chi entra in questo territorio non dimentica gli sguardi dei bambini lavoratori, le loro mani, i loro passi. Proprio per offrire una speranza a questi bambini, i progetti di Alice for Children by Twins International Onlus hanno dato vita, nel 2013, ad un programma di scolarizzazione e sicurezza alimentare mirato all’autonomia delle famiglie di Dandora.case
I bambini vengono iscritti a scuola, le tasse scolastiche sono coperte dall’associazione, che si preoccupa anche di offrire a questi studenti un pasto caldo al giorno e l’assistenza medica di cui necessitano. I genitori lasciano che i figli frequentino la scuola: ciò consente loro di nutrirsi adeguatamente, almeno una volta al giorno.

discaricaUno sforzo completato nel 2015, con la realizzazione di Alice Music Academy, una struttura educativa all’interno della quale i bambini possono recarsi anche durante il week-end, quando la scuola chiusa rischierebbe di farli ricadere nelle mani della criminalità organizzata che gestisce il traffico di rifiuti.
Avendo un luogo sicuro a disposizione anche durante il sabato e la domenica, i bambini di Dandora hanno così iniziato ad avvicinarsi alla musica: lezioni di chitarra, flauto, percussioni sono state le basi su cui innestare un percorso molto più complesso di sostegno e assistenza socio-psicologica.
dandora discaricaLo studio della musica
, come suggerisce Simon Kiriuki, insegnante presso Alice Music Academy, offre a questi bambini un’occasione per credere in sé stessi, impegnarsi giorno dopo giorno nella pratica e poter condividere i risultati dei loro sforzi. Capacità, queste, da riportare nella vita di tutti i giorni. “Music is the main tool for social change – conclude Kiriuki – Music connects people and makes the difference”.

Marta Manini, Project Manager per Alice for Children by Twins International

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