Nico, il Powerchair e un sogno speciale tutto da realizzare

@uxilia Onlus ha lanciato la campagna “Aiutiamoli a volare” per permettere al gruppo football della Fundacion Oportunidad (vera e propria selezione “celeste” del calcio in carrozzina) di partecipare alla Défi Sporti AlterGo

Angela Caporale

PowerchairNico ha 22 anni e vive in Uruguay, con la sua famiglia, sulla sua sedia a rotelle. C’è stato un momento, nella vita di Nico, che segna uno spartiacque, una netta divisione tra un prima, di cui preferisce non parlare, e un poi, che vive nell’oggi. Tre anni fa Nico ha scoperto che, nonostante la sedia a rotelle, poteva praticare uno sport. Oggi fa parte della nazionale uruguaiana di Powerchair football, il calcio su ruote. “Questo sport – racconta emozionato – mi ha cambiato la vita. Mi ha garantito l’opportunità di competere in una squadra, come qualsiasi altro sportivo, di viaggiare con la mia formazione in diversi Paesi, di conoscere persone in situazioni simili alla mia e di poter stringere amicizia con loro. Inoltre, questa nuova attività mi aiuta a migliorare ogni giorno fisicamente, mentalmente ed emotivamente”. Nico, Juan, Martin e tutti gli altri non sono semplici ragazzi disabili con la passione per il calcio, ma fanno parte della squadra di Powerchair football della Fundacion Oportunidad, una Fondazione uruguaiana impegnata a garantire l’opportunità di praticare in forma attiva una disciplina sportiva, ricreativa ed educativa a ragazzi con disabilità. Non sono nemmeno membri di una squadra come tante altre, bensì della nazionale uruguaiana di categoria! Hanno già rappresentato il proprio Paese in molti tornei, soprattutto in America Latina. Tuttavia, non è sempre agevole organizzare gli spostamenti per partecipare alle iniziative alle quali sono invitati. I 12 ragazzi della squadra, infatti, hanno bisogno di mezzi di trasporto adatti e di accompagnatori capaci di supportarli psicologicamente e fisicamente. Tutto ciò richiede un investimento economico non indifferente, specie quando i viaggi da intraprendere sono impegnativi, come, ad esempio, in Canada. Se la burocrazia e il disinteresse costruiscono barriere, le persone possono costruire ponti. Proprio con questo obiettivo ideale, @uxilia Onlus, l’associazione nata in Friuli Venezia Giulia con una sede anche in Uruguay, ha lanciato la campagna di crowdfunding “Aiutiamoli a volare”.
I finanziamenti raccolti finora dalla Fondazione non sono, infatti, sufficienti per permettere a tutti i 12 ragazzi della squadra di partecipare al torneo Défi Sporti AlterGo, che si svolgerà a Montréal e la Rive-Sud dal 25 aprile al 1 maggio. Quattro ragazzi rischiano di dover restare a Montevideo, rinunciando, così, non solo alla realizzazione di un piccolo sogno, ma anche a vedere ricono- sciuto l’impegno che, con costanza e tenacia, li ha portati fino a qui.

Il Powerchair football, nato negli anni ‘70 in Francia, è oggi diffuso in tutto il mondo e permette a ragazze e ragazzi in carrozzina di giocare a calcio, nonostante la disabilità. Il campo da gioco è quello regolamentare, la palla può raggiungere i 30 cm di diametro, il portiere difende la porta e tre giocatori di movimento sono pronti a difendere, attaccare, costruire gioco e, naturalmente… fare gol. Abituati ad associare lo sport con il business legato a contratti da favola, accordi milionari e scandali, a volte perdiamo di vista le sue radici e i valori fondanti di un’attività che, prima di tutto, richiede costanza, impegno, fatica. La stessa natura dell’attività sportiva spinge chi la pratica a superare i propri limiti facendo forza sulle proprie capacità, ma anche sull’energia del gruppo. Nasce per unire, non per separare; per offrire opportunità, non per sminuirne l’impegno; per essere motore del cambiamento sociale, strumento di inclusione, via per superare le discriminazioni, non il contrario. Per queste ragioni, l’ambiente sportivo rappresenta, da anni ormai, l’arena ideale per promuovere iniziative di inclusione sociale anche per i ragazzi disabili. Secondo i più recenti dati ISTAT, in Italia il 26% dei disabili pratica una qualsiasi attività sportiva e la motivazione ricorrente è lo svago. Grazie al divertimento, è possibile raggiungere risultati impensabili in maniera quasi semplice. Mantenimento dell’efficienza motoria, integrazione sociale, consapevolezza dei propri limiti e dei propri punti di forza rappresentano i risultati che, attraverso il connubio tra sport e disabilità, possono essere raggiunti.
Ma si tratta di conquiste fragili se, appena usciti dal campo, non vengono riconosciute.

Angela Caporale, caporedattrice Social News

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