La commissione LIBE per i minori

Il Parlamento Europeo è lo spazio politico più indicato per affrontare alcune tematiche che assumono, alla luce del continuo flusso migratorio, sempre maggior importanza. Per questo motivo è fondamentale impegnarsi affinché non venga a mancare la tutela dei diritti dei minori

Laura Ferrara

Laura Ferrara

In qualità di membro della Commissione Libe (Libertà Civili, Giustizia, Affari interni) del Parlamento Europeo, all’interno della quale coordino il gruppo EFDD, mi sono occupata di diverse tematiche che riguardano i minori. In particolare, come relatrice ombra, seguo i lavori del report sulla proposta di direttiva che stabilisce norme minime comuni in materia di garanzie procedurali per i minori indagati o imputati in procedimenti penali o destinatari di mandato di arresto europeo. Soggetti particolarmente vulnerabili, i minori devono poter godere di idonee garanzie affinché siano in grado di capire e seguire il procedimento al quale sono sottoposti, possano esercitare il diritto ad un equo processo, evitino la recidiva e si promuova il loro reinserimento sociale. Fondamentale appare, quindi, il diritto dei minori ad essere informati tempestivamente, in un linguaggio semplice ed appropriato, circa le accuse, lo svolgimento del procedimento e l’esercizio dei propri diritti. Viene espressamente previsto il diritto ad una valutazione individuale che tenga conto della personalità e della maturità del minore, della sua famiglia, del contesto economico e sociale, del suo ambiente di vita e di eventuali, specifiche vulnerabilità. Con tale valutazione, eseguita da personale qualificato, si stabiliscono e si registrano le informazioni sulle caratteristiche individuali del minore, successivamente fruibili dalle autorità competenti. La proposta di direttiva si basa sul principio secondo il quale i minori possono essere privati della libertà solo come extrema ratio. Particolari misure regolamentate riguardano la salute e il benessere fisico e mentale del minore durante il periodo di privazione della libertà. Viene previsto, altresì, il diritto ad essere presenti ed a partecipare al processo in modo da garantire la possibilità di essere ascoltati ed esprimere la propria opinione. La Commissione Libe ha raccomandato che, in prima lettura, la posizione del Parlamento modifichi alcuni aspetti della proposta così come redatta dalla Commissione Europea.

Un altro rapporto per il quale sono relatrice ombra riguarda una proposta di regolamento volta a modificare l’articolo 8 del “Regolamento Dublino III” (UE), n. 604/2013. La proposta è stata presentata alla luce di una sentenza della Corte di Giustizia Europea (causa C-648/11. MA, BT, DA / Secretary of State for the Home Department) che fornisce chiarimenti su quale sia lo Stato membro competente per l’esame delle domande di protezione internazionale presentate da minori non accompagnati privi di familiari, fratelli o parenti nel territorio della UE. Sulla base delle disposizioni della Corte di Giustizia, la proposta di regolamento stabilisce che, se il minore non accompagnato non dispone di familiari, fratelli o parenti legalmente presenti in uno Stato membro, risulta competente lo Stato membro nel quale il minore ha presentato domanda di protezione internazionale e nel quale lo stesso si trovi, purché ciò rappresenti l’interesse superiore del minore. Viene, inoltre, disciplinato il caso di un minore richiedente protezione che si trovi nel territorio di uno Stato membro diverso da quello nel quale ha presentato la domanda. Tale Stato membro informa il minore non accompagnato del suo diritto di presentare una seconda domanda e gli offre l’effettiva possibilità di presentarla nel suo territorio, a meno che ciò non contrasti con l’interesse superiore del minore. Al minore vengono, pertanto, offerte due opzioni: presentare una nuova domanda di protezione internazionale oppure non presentarla. In quest’ultimo caso, quello, cioè, di un minore che decida di non presentare una seconda domanda nello Stato membro in cui si trova, il minore deve essere trasferito nello Stato membro più idoneo alla luce del suo interesse superiore. Tale norma intende garantire la certezza per quanto riguarda la determinazione dello Stato membro competente, introducendo una disposizione certa e prevedibile, evitando trasferimenti e l’inutile protrarsi della procedura. E’ previsto l’obbligo, a carico degli Stati membri, di cooperare nel valutare l’interesse superiore del minore.

Preoccupante è il fenomeno della scomparsa dei minori non accompagnati dopo l’arrivo e il collocamento in strutture a loro destinate. In Italia, secondo i dati della Direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione, la percentuale dei minori non accompagnati scomparsi rispetto al totale degli arrivi è pari al 33-35% (alla fine del 2014, su 10.536 presenze, sono stati rilevati 3.707 minori irreperibili). Alcuni cercano di raggiungere i familiari o le proprie comunità in altri Stati membri, altri cadono nella rete della tratta di esseri umani, divenendo vittime di sfruttamento sessuale, traffico di organi, e altri tipi di abusi. In merito, ho recentemente presentato un’interrogazione, sottoscritta da diversi membri della Commissione Libe appartenenti a tutti i gruppi politici, per chiedere alla Commissione Europea quali azioni intenda intraprendere per arginare tale fenomeno. Un punto focale riguarda la necessità di introdurre norme minime comuni basate sulle migliori prassi riguardanti mandato, funzioni, qualità e competenze dei soggetti ai quali spetta la tutela e la rappresentanza legale dei minori non accompagnati.

Laura Ferrara, europarlamentare e portavoce del Movimento 5 Stelle

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Angela Caporale

Giornalista pubblicista dal 2015, ha vissuto (e studiato) a Udine, Padova, Bologna e Parigi. Collabora con @uxilia e Socialnews dall’autunno 2011, è caporedattrice della rivista dal 2014. Giornalista, social media manager, addetta stampa freelance, si occupa prevalentemente di sociale e diritti umani. È caporedattore della rivista SocialNews in formato sia cartaceo che online, e Social media manager. 

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