I nuovi ignoranti: quando le notizie false diventano virali

di Michela Arnò – @MhlArno

notizie falseVengono scambiati per quotidiani e giornali on-line, sono i nuovi siti web dai nomi vagamente assonanti con i più noti siti d’informazione – Giornale del Corriere o Fallo Quotidiano, solo per citarne due tra i più seguiti – che si definiscono “giornali satirici” (ma niente hanno a che vedere col fenomeno editoriale della stampa satirica del dopoguerra) attirando il pigro popolo del web o, come sarebbe meglio dire, i “nuovi ignoranti”, con titoli e notizie da far scalpore.
Notizie chiaramente inventate e che rientrano in ogni ambito della cronaca e dei generi giornalistici, da fantomatici ritrovamenti di bizzarri animali, a sconvolgenti dichiarazioni politiche, fino alle minacce di imminenti guerre mondiali. Sulla scia del sensazionalismo e dell’allarmismo (comune la dicitura maiuscola “notizia shock” o “allarme” che precede i titoli), questi presunti giornali si sfidano alla costante ricerca di competizione e nuovi lettori. Ma c’è ben altro, ovviamente, oltre al velato scopo di voler divertire l’utente. In questi siti fioccano i banner e i pop-up pubblicitari, fonte di rilevanti profitti. Analizzando i dati forniti da un anonimo webmaster, le visite giornaliere di un sito satirico di media popolarità superano i 10mila click con un incasso mensile di circa 400€, praticamente a costo zero. Profitti che si moltiplicano se si gestisce più di un sito del genere.
Si sfrutta il clamore, ma ancor di più si sfrutta l’inerzia del lettore, quel lettore senza alcun senso critico che aiuta i ricavi dei questi siti condividendo sui social network.
Come la recentissima “scoperta di una tartaruga gigante sull’Etna” che ha generato più di 127mila condivisioni tra gli utenti di facebook. Utenti che non prestano molta attenzione al contenuto del testo e non riescono a discernere quanto letto dalla realtà, che si fanno paladini della causa contro “facebook che diventa a pagamento” o portavoci del “bonus di 480€ mensili per chi va a lavoro in bici”.

In passato, si creavano dei miti con certe notizie su cui aleggiava il mistero della bufala, come Paul McCartney morto nel 1966 e sostituito da un sosia, o la teoria del complotto lunare che sostiene che lo sbarco venne simulato in uno studio cinematografico.
Oggi non si punta più a creare legende metropolitane, quanto a fare soldi facili sfruttando la credulità degli utenti che il più delle volte non arrivano a fine pagina, dove la bufala è ben segnalata.

Redazione SocialNews

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