Papa Francesco: «Mai uccidere il prossimo con la nostra lingua»!

Dopo la pausa estiva, il 2 settembre c.m. papa Francesco, ha ripreso a celebrare la messa con i gruppi religiosi, nella casa Santa Marta. La Sua omelia del Vangelo di Luca, del giorno, sull’incontro di Gesù, con gli abitanti di Nazaret è stata rivolta alle comunità e alla società. «In questi giorni stiamo parlando tanto della pace, vediamo le vittime delle armi, ma bisogna pensare anche alle nostre armi quotidiane: la lingua, le chiacchiere, lo spettegolare». Così, ha esortato a vivere in fratellanza, moderando la parola e vegliando sui peccati della lingua, che come si sa ferisce più della spada. «Perché vi sia pace in una comunità, in una famiglia, in un Paese, nel mondo, dobbiamo incominciare così: essere con il Signore». I padri della Chiesa parlavano dei sette peccati capitali, tra cui vi è anche il peccato della lingua. Nelle comunità, infatti, il chiacchierio e la critica sono le principali armi adoperate con dimestichezza e facilità. Già nel XII secolo gli abati Pietro il Venerabile e San Bernardo di Chiaravalle si erano scambiati epistole con aspre critiche riguardo le regole dei loro ordini. Un dialogo durato ben tre giorni, il ‘dialogus duorum monacorum’ pubblicato solo dopo la morte di San Bernardo (1153). Una diatriba aspra e spietata che ha alimentato solo odio tra i due monasteri.

Per approfondimenti: Carla Casagrande, Silvana vecchio, I sette vizi capitali, Einaudi.

http://www.controluce.it/giornale-rubriche/giornale/rubrica-storia/item/65331-cluniacensi-e-la-regola-del-silenzio.html Cluniacensi e Cistercensi e la regola del silenzio, di Tiziana Mazzaglia.

di Tiziana Mazzaglia

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