Il vaccino: fra sogno e realtà

I possibili candidati al vaccino microbicida sono stati reclutati e randomizzati in uno studio controllato. Le vaccinazioni sono iniziate nel 2009 e il progetto è stato supportato dal Programma Europrise, il Network d’eccellenza della Comunità Europea per lo sviluppo di un vaccino microbicida per HIV. Due anni sono il periodo necessario per ultimare la schedula vaccinale.

Lo studio clinico denominato PEDVAC rappresenta la prima sperimentazione pediatrica al mondo con un vaccino terapeutico a DNA per HIV. La sperimentazione, condotta presso il Clinical Trial Center dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, rappresenta il primo tentativo di studiare una strategia di vaccinazione a DNA in bambini con infezione verticale mirata ad indurre una risposta immunitaria specifica verso il virus, permettendo un alleggerimento degli attuali schemi terapeutici. Sebbene l’introduzione della terapia antiretrovirale combinata HAART abbia modificato profondamente il corso naturale dell’infezione da HIV, riducendo significativamente la letalità e l’insorgenza della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), ad oggi restano irrisolti alcuni aspetti significativi correlati all’infezione cronica da HIV. I farmaci antiretrovirali presentano numerosi effetti collaterali legati alla loro assunzione progressiva. Gli schemi terapeutici si caratterizzano spesso per complicate interazioni farmacologiche. La ridotta aderenza a regimi complessi è frequente, soprattutto in età pediatrica e durante la fase adolescenziale e si associa alla comparsa di farmaco resistenza. Risulta dunque prioritario elaborare nuove strategie terapeutiche per una migliore gestione dell’infezione da HIV in pediatria. Un’immunoterapia efficace, in grado di indurre una risposta cellulo-mediata HIV-specifica ed in grado di controllare la replicazione virale, potrebbe consentire periodi d’interruzione o alleggerimento della terapia antivirale, riducendone così la tossicità. L’immunoterapia con plasmidi a DNA codificanti per proteine di HIV costituisce una promettente strategia in questo senso.

La somministrazione intramuscolare di DNA è in grado di determinare la presentazione prolungata della proteina codificante, inducendo immunità cellulare ed anticorpale specifica. I vantaggi di questo metodo risiedono nel fatto che lavorare con il DNA richiede una tecnologia semplice e poco costosa, al contrario di quanto è necessario per la manipolazione di vaccini proteici. Si possono facilmente creare le informazioni necessarie perché la cellula codifichi antigeni complessi, difficili da isolare o sintetizzare, ed è possibile variare rapidamente l’informazione in modo da codificare antigeni migliori con le opportune differenze strutturali. Utilizzando questa strategia, è stato sviluppato il vaccino utilizzato per la sperimentazione clinica PEDVAC. Il vaccino a DNA multigene e multiclade per proteine di HIV, denominato HIVIS, è stato sviluppato dal gruppo del professor Britta Wahren e prodotto dalla Vecura del Karolinska Institut di Stoccolma. Il vaccino HIVIS codifica per proteine di HIV derivate da diversi clades virali. È cioè in grado di indurre risposte immunitarie specifiche anche verso ceppi virali circolanti in diversi continenti (Rollman E, 2005). Negli studi pre-clinici sugli animali, il vaccino HIVIS si è dimostrato in grado di indurre significative risposte immunologiche sia a livello mucosale, laddove avviene il primo contatto con il virus durante i rapporti sessuali con soggetti infetti, sia a livello sistemico. (De Vito 2004, Hinkula J 2006). Successivamente, questo stesso vaccino HIV è stato sperimentato dallo Swedisch Institute for Infectious Disease Control del Karolinska Institut di Stoccolma su volontari adulti sani e soggetti HIV positivi, dimostrandosi sicuro e immunogenico (Sandstrom E, 2008).

La sperimentazione clinica sul bambino infetto è iniziata ad aprile 2009, dopo un lungo lavoro per ottenere l’autorizzazione dalle autorità regolatorie (EMEA, AIFA, comitato etico Ospedale Pediatrico Bambino Gesù). I possibili candidati al vaccino sono stati reclutati e randomizzati in uno studio controllato. Le vaccinazioni sono iniziate nel 2009 ed il progetto è stato supportato dal Programma Europrise, il Network d’eccellenza della Comunità Europea per lo sviluppo di un vaccino microbicida per HIV. Il supporto è proseguito per circa due anni, un periodo necessario per ultimare la schedula vaccinale. La corte di 20 bambini con infezione verticale (contratta al parto dalla mamma) HIV arruolata nello studio PEDVAC è stata precedentemente caratterizzata e valutata per la capacità di risposta immune (Pensieroso et al. 2006, Palma et al. 2007 and 2008, Palma et al. 2009). Dopo l’arruolamento, i pazienti sono stati randomizzati in due gruppi: un gruppo di 10 bambini che ha mantenuto il trattamento HAART ed un gruppo di 10 bambini vaccinati con HIVIS-DNA per via intramuscolare, in aggiunta alla terapia HAART. Le immunizzazioni hanno avuto luogo alle settimane 0, 4 e 12 con una dose booster alla settimana 36. Diciotto dei venti bambini reclutati hanno raggiunto la 48esima settimana. I dati di safety hanno mostrato una buona tollerabilità alla vaccinazione con pochi e lievi eventi avversi (Palma P. 2010). Un’analisi preliminare dei dati immunologici ha evidenziato una maggiore reattività verso HIV nel gruppo immunizzato. Qualora i risultati venissero confermati, è in programma uno studio allargato multicentrico all’interno del network di eccellenza europeo PENTA per il trattamento dei bambini affetti da HIV, al fine di valutare l’efficacia dei vaccini a DNA nei bambini con infezione da HIV.

Paolo Rossi
Professore ordinario, Università degli Studi di Roma Tor Vergata
Direttore del Dipartimento Pediatrico Universitario-Ospedaliero del Bambino Gesù.

Redazione SocialNews

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