Lettera al direttore 3

“mi dispiace d’aver lasciato tuo padre, me ne pento. Non sapevo ti potesse creare tutto questo dolore. Però, guarda la figlia della signora del negozio qui a fianco, non ha avuto nessun problema.” Santo della pazienza più infinita che ci sia, ti prego ferma queste mani e chiudi questa bocca perché se no finisce male. Ma certo, sono il caso patologico pure dei figli dei divorziati, mi dovrei vergognare. Che birichina, di cosa ti lamenti, il divorzio non è mica la fine del mondo. Guarda la figlia della signora, i suoi sono divorziati eppure in quei soli dieci minuti che la vedo di tanto in tanto non si è mica venuta a lamentare con me. Guardala, è felice. Di cosa mi sono preoccupata io in questi anni proprio non riesco a capire. Il padre non è la figura che ti sei sempre immaginata guardando la televisione, leggendo qualche stupido libro per ragazzi oppure ascoltando i tuoi compagni di scuola. Troppa fantasia, lo sapevo io di vivere un po’ sulle nuvole. Certo, doveva essere tutto come l’hai vissuto nella realtà. Un giorno alla settimana era forse troppo. Voglio dire, 5 o 6 ore non ti sembrano un lusso per una bambina che riceve tutti quei giocattoli ed a cui non serve neppure sprecar fiato perché tanto non  l’ascolta nessuno.

Spero di riuscire a dare un trattamento simile pure ai miei figli, il papà per poche ore, calci quando ho i miei problemi cercando ovviamente approfittare del furto di una caramella e tanti bei giocattoli nuovi per ricompensare. Speriamo si occupi la nonna per il resto del tempo, non avrò di certo voglia di raccontare fiabe, coccolarli e farli dormire nel mio letto quando avranno incubi. Io lo farò, ma non mi rovinerò sicuro la vita. E non darò neppure la soddisfazione a quel disgraziato di padre d’aver trascorso il tempo a vederli crescere. Poteva pensarci prima e fare quello che dicevo io quando era il momento ed ora, forse, avrebbe potuto godere di questo privilegio. Il divorzio e la separazione sono il modo migliore per crescere i figli ma solo se si adottano questi metodi. Diverrebbero dei delinquenti con due figure presenti nella loro vita, l’educazione si trasmette a distanza, è meglio. Con la posta prioritaria e l’e-mail si può spedire qualche foto, un assegno, un regalo…scrivere le solite banalità…ed il gioco è fatto. Se a scuola chiedono di fare un tema sul papà possono portare tutti questi documenti, se vogliono anche le lettere dell’avvocato e si ritrovano una tesi di laurea al posto del solito tema…siamo nel 2005. Bisogna essere alla moda e non perder tempo con sentimentalismi inutili. Anzi, ora che ci penso quest’anno per Natale compro uno di quegli albereti profumati che si usano in auto.

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