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La voce di Psicoradio


Intervento nell’ambito del convegno Le Voci che Sento – Come si racconta il disagio mentale

 

di Pino Caligiuri e Luca Monduzzi

Possono le frequenze e i transistor di una radio raccontare, al giorno di oggi, il disagio mentale? Sembra proprio di sì, a giudicare dall’esperienza di Psicoradio, testata radiofonica la cui redazione, coordinata da alcuni professionisti del settore radiofonico, è composta da pazienti psichiatrici. E guai a definirli dilettanti allo sbaraglio: i redattori di Psicoradio, già premiati nel 2007 con il premio Anello debole, possono oggi fregiarsi del premio Marconi 2009, il più prestigioso riconoscimento per le radio a livello nazionale.
L’esperienza di Psicoradio, che ha sede a Bologna, nasce da un’idea dell’attuale direttrice Cristina Lasagni. “Siamo nati nel marzo 2006 – racconta Angela Cristelli, redattrice di Psicoradio –  inizialmente solo come corso per operatori radiofonici da avviare al mondo del lavoro. Il team è formato da cinque tutor professionisti e dieci utenti che sono stati selezionati dopo un corso di formazione sulle tecniche radiofoniche e giornalistiche. Dopo sette, otto mesi abbiamo realizzato le prime trasmissioni”.
Tutti i redattori partecipano, in base alle loro passioni, alla scelta degli argomenti da trattare: problemi di vita quotidiana, attualità, arte, storia, inconscio, musica, inchieste giornalistiche. “Purché in attinenza con i temi del disagio mentale” sottolinea Cristelli. “Soprattutto – spiega – ci teniamo a comunicare che il disagio non cancella la persona e le sue potenzialità, come abbiamo messo in luce nella puntata dedicata al musicista Tom Harrel (jazzista di grande talento malato di schizofrenia n.d.r.). Inoltre cerchiamo di non evidenziare le differenze tra chi è malato e chi no, come avviene normalmente sui media, quanto piuttosto di sottolineare i punti in comune. Che ci sono”.
Sul perché della scelta del mezzo radiofonico la direttrice Cristina Lasagni non ha dubbi. “La radio è una mia passione – dice Lasagni – è un mezzo capace di irrompere  nelle case in modo naturale. Inoltre garantisce invisibilità, meno coinvolgimento personale e quindi una maggiore libertà di espressione. Quando intervistiamo dei personaggi si crea un’alchimia altrimenti impossibile con altri media. Anche la forma scelta è stata importante: creare una radio dedicata sarebbe stata una specie di ghetto, invece noi vogliamo entrare nella radio di altre persone”.
Entusiasti i redattori che vi lavorano. “E’ stata utile per socializzare – racconta Maria Luisa – anche se all’inizio ero un po’ spaesata. Oggi c’è la soddisfazione di vedere riconosciuto e remunerato (percepiscono una borsa lavoro n.d.r.) il nostro operato». Morena aggiunge: “Psicoradio dà voce a chi vive il disagio sulla propria pelle”. Parlando di professionalità ecco Giovanna. “Avevo già fatto esperienza radiofonica alla Rai nel 1993, e sono stata scelta dopo il corso”. E Gabriele, mago del computer: “Ho da sempre la passione dell’informatica e del karaoke. Mi occupo dei computer e curo il sito internet”.

Psicoradio va in onda ogni giovedì alle 15 e ogni domenica alle 13:15 sulle frequenze di Radio Città del Capo e Radio Popolare network.

 

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